La risposta fornita dal Commissario europeo per il mercato interno e i servizi Thierry Breton, all’interrogazione dell’europarlamentare Sabrina Pignedoli (E-005180/2021) riguardo al rinnovo senza gara della concessione di A22 conferma quello che il M5S dice da tempo: regole europee alla mano, affinché l’attuale società possa mantenere il controllo della Brennero-Modena evitando il confronto concorrenziale, è necessario che i soci privati vengano liquidati e A22 torni ad essere interamente pubblica. L’escamotage architettato dalle Province di Trento e Bolzano, che punta ad evitare la gara mantenendo i privati all’interno dell’autostrada sulla base di una serie di interventi in project financing di durata trentennale appare quindi per quello che è, ovvero l’estremo tentativo di infrangere le regole e continuare a garantire la gestione di un asset pubblico con un approccio privatistico, oltre che a favorire la distribuzione a soggetti ben introdotti di profitti derivanti da un monopolio naturale.
Continua a leggere “La UE mette a nudo le falle del rinnovo della concessione A22. Unica strada per evitare la gara, liquidare i privati e riportare l’autostrada sotto il controllo pubblico!”Covid, privatizzazione della sanità e dell’energia, inefficienze provinciali: cosa fare per mettere a posto le cose
Ecco il testo integrale di un’intervista che ho rilasciato al Giornale delle Giudicarie e che è stata pubblicata sull’edizione del mese di febbraio 2022
A due anni dalle prossime elezioni provinciali del 2023 qual è il bilancio ed i risultati raggiunti dalla Giunta del Presidente Fugatti?
La legislatura era partita fra squilli di tromba e grandi promesse di sostegno alle aree montane pronunciate nel corso degli Stati generali sulla Montagna. Alla prova dei fatti le promesse, come spesso avviene con certi politici, sono rimaste tali. Si parla molto di vie di comunicazione, ma le strade, per quanto importanti possano essere, non bastano a dare un futuro certo al tessuto socio-economico delle valli trentine. Limitandoci al solo territorio giudicariese, eventuali interventi viabilistici non potrebbero ad esempio compensare la perdita del controllo dell’ente pubblico sull’energia idroelettrica, visto che il rischio che i privati mettano le mani su grandi e piccole concessioni a danno dei consorzi storici e delle municipalizzate non è esiguo e ciò causerebbe un danno notevole in termini di benefici negati e aumento di costi per tutta la popolazione residente.
Continua a leggere “Covid, privatizzazione della sanità e dell’energia, inefficienze provinciali: cosa fare per mettere a posto le cose”Attività di gennaio 2022 – Newsletter n° 39
Se il 2021 si è chiuso all’insegna dell’incertezza causa covid (e non solo), il 2022 non sembra essersi aperto sotto una luce particolarmente diversa, tuttavia lamentarsi serve a poco, vale invece la pena di mantenersi positivi e di lavorare per migliorare le cose.
Per quanto riguarda il lavoro svolto a gennaio, c’è da dire che siamo ripartiti piuttosto forte.
Continua a leggere “Attività di gennaio 2022 – Newsletter n° 39”Emissioni di CO₂. Con l’autorizzazione a riaprire i forni del cementificio di Sarche la Provincia di Trento adotta la strategia del gambero
Il 18 dicembre scorso avevamo presentato un’interrogazione per chiedere rassicurazioni sul contenimento delle emissioni di gas climalteranti derivanti dall’estrazione del materiale dalla cava in prossimità dell’impianto di Italcementi di Sarche e dalla sua cottura nei forni (3307/XVI – Emissioni di gas climalteranti derivanti dall’estrazione del materiale dalla cava in prossimità dell’impianto di Italcementi di Sarche e dalla sua cottura nei forni). Il 31 gennaio Mario Tonina, assessore provinciale all’ambiente, ha risposto fornendo alcuni dati ma poche garanzie rispetto alla coerenza della politica industriale trentina con gli obiettivi della pianificazione strategica in materia di energia, sviluppo sostenibile e lotta ai cambiamenti climatici.
Continua a leggere “Emissioni di CO₂. Con l’autorizzazione a riaprire i forni del cementificio di Sarche la Provincia di Trento adotta la strategia del gambero”Scuola outdoor sul modello australiano. Grazie al M5S in Trentino sarà valutato un potenziamento delle attività scolastiche all’aria aperta.
Tra i tanti aspetti negativi il Covid 19 almeno ha posto le condizioni per riflettere sull’efficacia dei modelli educativi utilizzati dalla nostra scuola. Partendo dall’esperienza australiana e neozelandese, che ho avuto modo di osservare alcuni anni fa, ho pensato di elaborare una proposta per chiedere alla Provincia di potenziare le attività scolastiche all’aria aperta, in modo da promuovere modalità di apprendimento storicamente trascurate dalla scuola italiana, ad esempio molte abilità pratiche ma anche il problem solving o la conoscenza diretta del meraviglioso ambiente che ci circonda. Il tutto anche in risposta ai danni causati dalla pandemia su ragazze e ragazzi duramente messi alla prova da lockdown, DAD e quarantene varie.
Continua a leggere “Scuola outdoor sul modello australiano. Grazie al M5S in Trentino sarà valutato un potenziamento delle attività scolastiche all’aria aperta.”Cambiamenti climatici e responsabilità delle imprese. In Trentino bene le intenzioni annunciate sulle azioni di mitigazione, insufficiente quanto messo in pratica davvero.
I rischi derivanti dall’emergenza climatica sono sulla bocca di molti (non di tutti purtroppo). Purtroppo però la consapevolezza circa le azioni concrete da mettere in campo per contrastare il fenomeno in misura efficace è ancora modesta. Poco chiaro è inoltre il modo di operare delle istituzioni pubbliche che da un lato partecipano ai tavoli internazionali definendo gli obiettivi generali da perseguire a livello globale e dall’altro devono stimolare e coordinare interventi effettivi per realizzare quelle stesse finalità. Per chiarire alcuni di questi aspetti, ed in particolare quelli relativi al rapporto tra Provincia di Trento e imprese che operano sul territorio, nel settembre scorso abbiamo presentato un’interrogazione ad hoc. La risposta lascia, per così dire, perplessi.
Continua a leggere “Cambiamenti climatici e responsabilità delle imprese. In Trentino bene le intenzioni annunciate sulle azioni di mitigazione, insufficiente quanto messo in pratica davvero.”Sarche. Chiesti chiarimenti all’Unione Europea sul cementificio di Madruzzo
Un’interrogazione alla Commissione europea per fare chiarezza sul cementificio del gruppo HeidelbergCement, nel comune di Madruzzo (Trento), dopo aver appreso la notizia della riapertura dei forni di cottura.
Continua a leggere “Sarche. Chiesti chiarimenti all’Unione Europea sul cementificio di Madruzzo”Il bilancio arboreo di Rovereto è arrivato grazie al M5S
In questi giorni sulla stampa locale è stato dato ampio risalto ai dati contenuti nel bilancio arboreo della città di Rovereto. Se da un lato è positivo che si sottolinei la tematica del verde a disposizione dei cittadini per essere compreso appieno al quadro presentato mancano alcuni tasselli importanti. (immagine di copertina: viale Trento prima dell’abbattimento del doppio filare alberato)
Continua a leggere “Il bilancio arboreo di Rovereto è arrivato grazie al M5S”Cementificio Sarche: il M5S chiede la massima trasparenza sui materiali che verranno utilizzati per alimentare il forno
I problemi posti dall’eventuale riapertura del cementificio di Sarche sono numerosi. Non c’è solo il potenziale danno per lo sviluppo turistico/agricolo che la Valle dei Laghi sta cercando di potenziare ma anche una serie di problematiche di natura strettamente ambientale, su tutte la necessità di garantire che semmai l’impianto verrà riaperto venga tutelata al massimo la salute dei cittadini e il rispetto dell’ambiente. Per questo motivo a fine dicembre il M5S ha presentato un’interrogazione tramite la quale si chiede assoluta trasparenza rispetto ai materiali che verranno utilizzati per alimentare il forno di cottura del cemento.
Continua a leggere “Cementificio Sarche: il M5S chiede la massima trasparenza sui materiali che verranno utilizzati per alimentare il forno”Cementificio Sarche: quali garanzie sulle emissioni di gas climalteranti?
La riapertura del cementificio di Sarche non rappresenta solo una minaccia per il modello di sviluppo scelto dalla Valle dei Laghi ma pone anche serissimi problemi dal punto di vista delle emissioni di gas climalteranti e quindi dell’equilibrio ecologico e della vivibilità del territorio, in pieno contrasto con la logica dell’Agenda 2030 e del cosiddetto new green deal europeo. Proprio per sottolineare i rischi e le incongruenze connesse all’idea di rimettere in funzione il cementificio il M5S trentino ha di recente depositato un’interrogazione al presidente della Provincia che pone l’accento sul potenziale danno ambientale ad essa connesso.
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