Attività di gennaio 2022 – Newsletter n° 39

Se il 2021 si è chiuso all’insegna dell’incertezza causa covid (e non solo), il 2022 non sembra essersi aperto sotto una luce particolarmente diversa, tuttavia lamentarsi serve a poco, vale invece la pena di mantenersi positivi e di lavorare per migliorare le cose.

Per quanto riguarda il lavoro svolto a gennaio, c’è da dire che siamo ripartiti piuttosto forte.

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Emissioni di CO₂. Con l’autorizzazione a riaprire i forni del cementificio di Sarche la Provincia di Trento adotta la strategia del gambero

Il 18 dicembre scorso avevamo presentato un’interrogazione per chiedere rassicurazioni sul contenimento delle emissioni di gas climalteranti derivanti dall’estrazione del materiale dalla cava in prossimità dell’impianto di Italcementi di Sarche e dalla sua cottura nei forni (3307/XVI – Emissioni di gas climalteranti derivanti dall’estrazione del materiale dalla cava in prossimità dell’impianto di Italcementi di Sarche e dalla sua cottura nei forni). Il 31 gennaio Mario Tonina, assessore provinciale all’ambiente, ha risposto fornendo alcuni dati ma poche garanzie rispetto alla coerenza della politica industriale trentina con gli obiettivi della pianificazione strategica in materia di energia, sviluppo sostenibile e lotta ai cambiamenti climatici.

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Scuola outdoor sul modello australiano. Grazie al M5S in Trentino sarà valutato un potenziamento delle attività scolastiche all’aria aperta.

Tra i tanti aspetti negativi il Covid 19 almeno ha posto le condizioni per riflettere sull’efficacia dei modelli educativi utilizzati dalla nostra scuola. Partendo dall’esperienza australiana e neozelandese, che ho avuto modo di osservare alcuni anni fa, ho pensato di elaborare una proposta per chiedere alla Provincia di potenziare le attività scolastiche all’aria aperta, in modo da promuovere modalità di apprendimento storicamente trascurate dalla scuola italiana, ad esempio molte abilità pratiche ma anche il problem solving o la conoscenza diretta del meraviglioso ambiente che ci circonda. Il tutto anche in risposta ai danni causati dalla pandemia su ragazze e ragazzi duramente messi alla prova da lockdown, DAD e quarantene varie.

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Cambiamenti climatici e responsabilità delle imprese. In Trentino bene le intenzioni annunciate sulle azioni di mitigazione, insufficiente quanto messo in pratica davvero.

I rischi derivanti dall’emergenza climatica sono sulla bocca di molti (non di tutti purtroppo). Purtroppo però la consapevolezza circa le azioni concrete da mettere in campo per contrastare il fenomeno in misura efficace è ancora modesta. Poco chiaro è inoltre il modo di operare delle istituzioni pubbliche che da un lato partecipano ai tavoli internazionali definendo gli obiettivi generali da perseguire a livello globale e dall’altro devono stimolare e coordinare interventi effettivi per realizzare quelle stesse finalità. Per chiarire alcuni di questi aspetti, ed in particolare quelli relativi al rapporto tra Provincia di Trento e imprese che operano sul territorio, nel settembre scorso abbiamo presentato un’interrogazione ad hoc. La risposta lascia, per così dire, perplessi.

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Sarche. Chiesti chiarimenti all’Unione Europea sul cementificio di Madruzzo

Un’interrogazione alla Commissione europea per fare chiarezza sul cementificio del gruppo HeidelbergCement, nel comune di Madruzzo (Trento), dopo aver appreso la notizia della riapertura dei forni di cottura.

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Il bilancio arboreo di Rovereto è arrivato grazie al M5S

In questi giorni sulla stampa locale è stato dato ampio risalto ai dati contenuti nel bilancio arboreo della città di Rovereto. Se da un lato è positivo che si sottolinei la tematica del verde a disposizione dei cittadini per essere compreso appieno al quadro presentato mancano alcuni tasselli importanti. (immagine di copertina: viale Trento prima dell’abbattimento del doppio filare alberato)

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Cementificio Sarche: il M5S chiede la massima trasparenza sui materiali che verranno utilizzati per alimentare il forno

I problemi posti dall’eventuale riapertura del cementificio di Sarche sono numerosi. Non c’è solo il potenziale danno per lo sviluppo turistico/agricolo che la Valle dei Laghi sta cercando di potenziare ma anche una serie di problematiche di natura strettamente ambientale, su tutte la necessità di garantire che semmai l’impianto verrà riaperto venga tutelata al massimo la salute dei cittadini e il rispetto dell’ambiente. Per questo motivo a fine dicembre il M5S ha presentato un’interrogazione tramite la quale si chiede assoluta trasparenza rispetto ai materiali che verranno utilizzati per alimentare il forno di cottura del cemento.

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Cementificio Sarche: quali garanzie sulle emissioni di gas climalteranti?

La riapertura del cementificio di Sarche non rappresenta solo una minaccia per il modello di sviluppo scelto dalla Valle dei Laghi ma pone anche serissimi problemi dal punto di vista delle emissioni di gas climalteranti e quindi dell’equilibrio ecologico e della vivibilità del territorio, in pieno contrasto con la logica dell’Agenda 2030 e del cosiddetto new green deal europeo. Proprio per sottolineare i rischi e le incongruenze connesse all’idea di rimettere in funzione il cementificio il M5S trentino ha di recente depositato un’interrogazione al presidente della Provincia che pone l’accento sul potenziale danno ambientale ad essa connesso.

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Cementificio di Sarche. Approvata la proposta di elaborare uno studio multicriteriale e coinvolgere la comunità nella programmazione dello sviluppo del territorio della Valle dei Laghi

Dal Consiglio provinciale giungono buone notizie per la Valle dei Laghi. Nel corso della manovra finanziaria é stata infatti approvata, con un emendamento concordato con la Giunta, una proposta di ordine del giorno avanzata dal consigliere Alex Marini (M5S), che ha impegnato il governo provinciale a mettere in campo un’analisi scientifica sui possibili modelli di sviluppo della valle, sulla cui base sviluppare un confronto pubblico che dia corpo alle linee guida del piano territoriale di comunità.

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Discarica di Villa Agnedo, un caso esploso grazie all’impegno di alcuni cittadini coraggiosi

Con l’intervento delle forze di polizia, si è manifestata in tutta la sua gravità la vicenda dei rifiuti pericolosi (in gran parte PCB) che dal bresciano venivano portati nella discarica di Villa Agnedo. Una discarica che non avrebbe potuto e dovuto gestirli, sia perché non attrezzata per trattare quel tipo di sostanze, sia perché,  a quanto pare, non avrebbe più dovuto nemmeno essere aperta. Sul come e sul perché lo fosse dovranno esprimersi i giudici, ma il quadro iniziale che esce appare particolarmente sconfortante, poiché l’ipotesi investigativa parla di coinvolgimenti a livello delle Istituzioni provinciali.

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