Inchiesta Perfido. Presentata interrogazione su intervento carabinieri al convegno anti-ndrangheta di Lona Lases

È stata pubblicata oggi una interrogazione del M5S riguardo allo spiacevole intervento dei carabinieri che ha rischiato di interrompere il convegno “Cava Nostra” organizzato nella serata del 10 dicembre a Lona Lases. I fatti sono semplici: a convegno iniziato e dopo che i membri del Coordinamento Lavoratori Porfido avevano già provveduto alla verifica dei green pass, si sono presentati alcuni membri dell’Arma che hanno chiesto di interrompere la serata per poter verificare una seconda volta tutti i green pass. Va da sé che l’episodio è stato vissuto come una provocazione bella e buona, tanto più alla luce di alcuni fatti passati riguardanti il ritrovamento di un operaio pestato a sangue per aver chiesto di ricevere gli stipendi dovuti.

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Dopo le insistenze del M5S la Provincia lancia il sito antimobbing

Mobbing, bossing e caso Sara Pedri: rispondendo ad una nostra interrogazione del 4 novembre scorso, l’assessore Segnana ha fatto sapere che, dopo lunga attesa, il sito che d’informazione rispetto alla normativa dovrebbe vedere la luce entro fine dicembre. Considerato che l’iter per istituirlo era partito nella scorsa consiliatura verrebbe da dire “meglio tardi che mai”, ma accontentiamoci che le cose si siano finalmente mosse. Attivata anche la casella mail per fare segnalazioni (sportellouopsal@apss.tn.it), anche se purtroppo saranno gestite “in chiaro” e non tramite il sistema di tutela dell’identità del mittente che si sarebbe potuto utilizzare grazie agli strumenti messi a disposizione dalla normativa che istituisce la figura del whistleblower. È una grave lacuna, ma almeno sarebbe in corso la valutazione su come “valorizzare” il sistema in riferimento al tema del mobbing.

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Attività di novembre 2021 – Newsletter n° 37

Anche a novembre ci siamo dati parecchio da fare, portando a casa pure dei buoni risultati. 

Partiamo da fine mese: con il sequestro da parte dei NOE della discarica di Villa Agnedo ha avuto esito l’iter avviato con le interrogazioni presentate nel 2019 e nel 2020 riguardo al trasporto di rifiuti speciali (terreni inquinati dai PCB) dal bresciano al Trentino. C’è voluto tempo ma ora l’inchiesta è aperta e bisogna capire come sia stato possibile raccogliere questi rifiuti, farsi 180 km e depositarli nella nostra Provincia, a due passi da un fiume, in tutta tranquillità e senza che nessuno dicesse nulla, anzi con l’operazione a quanto pare avallata dalle istituzioni preposte a garantire la sicurezza ambientale dei trentini. Che i fatti siano venuti a galla è un’ottima cosa, vedremo come evolverà la situazione, senza dimenticare tutte le difficoltà, anche politiche, che sono state messe sulla nostra strada per cercare di dissuaderci dal procedere (Corriere di Brescia: prima pagina e approfondimento).

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Mobbing: la Provincia ciurla nel manico

Alla Provincia Autonoma di Trento interessa davvero contrastare il mobbing? Il dubbio sorge spontaneo, almeno a giudicare dalla lettura della relazione sull’attività del Coordinamento provinciale antimobbing svolta nel periodo compreso fra l’11 novembre 2019 – 30 settembre 2021.

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Il M5S sollecita la Provincia a procedere con l’istituzione di un fondo a sostegno degli infortuni sul lavoro

Nei giorni scorsi il M5S trentino ha presentato un’interrogazione per fare chiarezza sulla tipologia e il numero di sanzioni comminate in Provincia per violazioni delle norme in fatto di igiene e sicurezza sul lavoro, ma soprattutto per capire come vengano contabilizzate e spese le risorse che ne derivano, nell’ottica del finanziamento di un fondo a tutela dei lavoratori dipendenti e autonomi del Trentino.

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Le cause del presidente Kaswalder sono finora costate 111 mila euro ai contribuenti e il conto si appresta a salire…

Centoundicimila ottocentoquarantasei euro e ventotto centesimi. È quanto ha pesato sulle casse pubbliche al 31 agosto 2021 il risarcimento a Walter Pruner, il dipendente illegittimamente licenziato dal Presidente del Consiglio provinciale Kaswalder. Non è tutto. Tempo fa uno dei commissari-questori dell’Ufficio di presidenza era andato sui giornali a dichiarare che in caso di condanna definitiva (il Consiglio ha già perso in primo e secondo grado) Kaswalder avrebbe pagato tutto di tasca sua. Bisogna fidarsi sulla parola, perché il presidente del Consiglio ha messo nero su bianco come “non sussistano le condizioni per richiedere il rilascio di una garanzia personale in relazione all’ipotesi di restituzione delle somme versate dal Consiglio provinciale”. Tradotto significa che il presidente non ritiene di dare alcuna garanzia scritta che restituirà i soldi spesi dalla collettività per metter mano al problema da lui stesso cagionato.

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Il M5S ottiene l’estensione del Green Pass agli impianti di risalita

L’altro ieri alla Camera dei deputati il M5S ha presentato e ottenuto l’approvazione di un ordine del giorno a firma dei deputati Elisa Tripodi (segretaria della Commissione affari costituzionali della Camera), e Luca Sut (capogruppo M5S in commissione Attività produttive) che impegna il Governo a mettersi in moto da subito al fine di estendere i provvedimenti relativi al green pass anche alle funivie e agli impianti di risalita. 

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Fratelli d’Italia, Robin Hood al contrario, usano propaganda e fake news contro il reddito di cittadinanza

Togliere ai poveri per dare ai ricchi, convincendo i primi che farsi fregare sarebbe nel loro interesse. Questa la “filosofia” che anima l’uscita effettuata dal consigliere provinciale Claudio Cia contro il reddito di cittadinanza. Una presa di posizione che dimostra come egli si sia ambientato benissimo nel partito che è stato rappresentato da personaggi quali Sandro Nicolò,  Roberto Rosso o Edmondo Cirielli e che non trova niente di meglio che fare un po’ di becera propaganda contro il reddito di cittadinanza buttando lì affermazioni fallaci e artificiose in merito ad un comunicato stampa che non riguarda fra l’altro il Trentino.

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Piaga del mobbing nella pubblica amministrazione. Presentate 3 interrogazioni per far luce sul fenomeno in Provincia di Trento

La tristissima vicenda della dottoressa Sara Pedri ha fatto venire a galla la realtà del mobbing e del bossing sui luoghi di lavoro della Provincia di Trento. Si tratta di fenomeni non nuovi, sui quali esiste ormai una consolidata giurisprudenza e strumenti per limitarne o combatterne la diffusione. L’impressione però è che questi strumenti non siano utilizzati. Per vederci chiaro abbiamo quindi presentato 3 interrogazioni al Consiglio provinciale, sperando che chi di dovere si dia quanto prima una mossa, invece di limitarsi a operazioni di facciata.

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Il M5S sollecita l’istituzione di un fondo provinciale per la sicurezza sul lavoro

In Trentino aumentano gli infortuni sul lavoro. Per farvi fronte il M5S ha ottenuto l’approvazione di un approfondimento propedeutico alla creazione di un fondo provinciale per la sicurezza sul lavoro. 

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