Il M5S sollecita l’istituzione di un fondo provinciale per la sicurezza sul lavoro

In Trentino aumentano gli infortuni sul lavoro. Per farvi fronte il M5S ha ottenuto l’approvazione di un approfondimento propedeutico alla creazione di un fondo provinciale per la sicurezza sul lavoro. 

Il risultato è stato conseguito tramite una proposta di risoluzione, successivamente accorpata ad un’altra proposta sullo stesso tema da parte del consigliere Tonini.

Come sempre il nostro lavoro è partito dai fatti nella loro concretezza: è infatti risultato che i dati provinciali degli infortuni da lavoro dal 2019 al 2020 in Trentino presentano un aumento del 3,76%, passando da 7.363 a 7.640. Questi numeri includono, è vero, una forte incidenza di infortuni da Covid (31% del totale) ma anche un calo del 22,75% degli infortuni in itinere (cioè quelli che avvengono muovendosi dal domicilio al luogo di lavoro), anch’esso attribuibile alla pandemia (se si lavora da casa non si rischiano incidenti stradali). Se poi andiamo a vedere i dati Inail scopriamo che nel 2020 gli infortuni mortali sul lavoro sono cresciuti del 16,6% (anche in questo caso la pandemia c’entra, ovviamente). Inoltre, come illustrato da uno studio europeo di alcuni anni fa, bisogna tener presente che il 37% degli infortuni sul lavoro sono causati da errori di esecuzione delle procedure ma anche che il 35% di essi dipende da errori di concezione organizzativa, meccanica o architettonica (la strumentazione o l’ambiente di lavoro non sono, in tutto o in parte, in regola con la sicurezza) e il restante 28% deriva da una insufficiente o manchevole pianificazione dei lavori stessi prima che siano effettuati. 

Per farla breve, sono numeri allarmanti, che pongono una volta di più la questione di come garantire la sicurezza di chi lavora in maniera efficace. Come appare ovvio, bisognerebbe cominciare dalle risorse a favore della prevenzione degli infortuni e della sicurezza sul lavoro ma in Provincia di Trento (a differenza che in quella di Bolzano…) manca un fondo per la sicurezza sul lavoro, sebbene sia espressamente previsto dalle leggi nazionali.

Prendendo atto di tutto questo, la nostra proposta di risoluzione è intervenuta a chiedere proprio l’istituzione di questo fondo, a favore sia dei lavoratori dipendenti che degli autonomi. L’Aula ha approvato e ora sta alla Provincia valutare come istituire il fondo stesso, finanziandolo adeguatamente (questa è sempre la parte più complicata, perché quando c’è da spendere per qualcosa che non interessi direttamente il proprio elettorato di riferimento in Provincia si fa fatica…). Restiamo in attesa, sperando come sempre che gli impegni scritti si trasformino in fatti concreti invece di restare, come purtroppo spesso accade, solo sulla carta.

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Proposta di risoluzione n.103/38/XVI presentata il 22 giugno 2021 collegata alla Comunicazione della Giunta n. 38/XVI “Andamento degli infortuni sul lavoro”. Proposta ritirata per integrarla con la proposta di risoluzione 102/38/XVI e fonderla nella risoluzione 76/XVI “Azioni volte al miglioramento della sicurezza sul lavoro in provincia di Trento”

Testo originale della proposta di risoluzione 103/38/XVI a mia prima firma
Misure per contrastare gli infortuni sul lavoro ed aumentare i livelli di sicurezza

Dai dati INAIL il portafoglio gestionale sulla situazione provinciale inerente gli infortuni sul lavoro risulta essere il seguente: “Nel 2019 sono risultate attive 36.378 posizioni assicurative territoriali relative alla gestione industria e servizi, pari allo 0,95% delle posizioni assicurative censite dall’Inail a livello nazionale. L’ammontare dei premi accertati è stato di 82,7 milioni di euro. Le rendite gestite nel corso dell’anno sono state 7.002, di cui 145 di nuova costituzione” (sito istituzionale Inail – aggiornamento al 28 ottobre 2020);

l’andamento infortunistico è invece il seguente: “Nella provincia di Trento sono state registrate 8.294 denunce di infortunio, 48 in meno rispetto al 2018. Le denunce di infortunio con esito mortale sono state 13 (+6). Le denunce di malattia professionale protocollate sono state 411, 3 casi in più rispetto all’anno precedente”;

il dettaglio dei dati sintetizzati sul sito INAIL, disponibile sul sito di ISPAT è il seguente (TAV. X.29 –     Infortuni sul lavoro denunciati dalle aziende all’INAIL per genere e settore di attività economica (2010-2019)):

nella conferenza d’informazione “La sicurezza del lavoro in Provincia Autonoma di Trento: dati, quadro normativo, strumenti di prevenzione e buone prassi” organizzata dal Consiglio provinciale di Trento il 15 febbraio 2021, la dottoressa Giovanna Pignataro, direttore INAIL in provincia di Trento, descrivendo i dati degli infortuni sul lavoro relativi al 2019 e al 2020, ha evidenziato che gli infortuni sul lavoro hanno visto un aumento del 3,76% in Provincia di Trento nell’anno 2020 (7.640) rispetto al 2019 (7.363), aumento che ha risentito degli infortuni dovuti al Covid 19 che rappresentano il 31% degli infortuni totali; nel 2020 c’è stato invece un calo per quanto riguarda gli infortuni in itinere (689), con un – 22,75% rispetto al 2019 (892);

dall’analisi svolta emerge che la maggior parte degli infortuni sono avvenuti nel settore “Industria e Servizi” (6.565), 697 sono stati gli infortuni nel settore dell’agricoltura e 378 per conto Stato per l’anno 2020;

sul totale degli infortuni in occasione di lavoro, nel 41,3% sono coinvolte le donne e nel 50,42% gli uomini, tuttavia, per quanto riguarda gli infortuni da Covid 19, questi hanno coinvolto maggiormente le donne, così come gli infortuni in itinere: 359 nel 2020 per le donne e 330 per gli uomini;

ponendo la lente d’ingrandimento sulle classi di età, emerge che le classi di età più colpite dagli infortuni sul lavoro sono quelle nel pieno dell’attività lavorativa dai 45 ai 59 anni, con la classe più penalizzata che va dai 40 ai 54 anni. La d.ssa. Pignataro ha posto l’accento su questo dato, ritenendo che potrebbe essere un punto di partenza per studiare eventuali misure di prevenzione mirate;

per quanto riguarda gli infortuni da Covid 19 nell’anno 2020, il 77% ha riguardato le donne e il 23% uomini, questo perché le categorie più colpite sono state le OSS (Operatori socio sanitari) e le OSA (Operatori socio assistenziali), ovvero coloro che prestano assistenza sanitaria e infermieristica presso gli ospedali e le case di riposo e di cura, essendo il personale femminile il più impiegato in questo settore;

durante il suo intervento, il dott. Cestari M., direttore Ufficio sicurezza negli ambienti di lavoro – Provincia autonoma di Trento, riprendendo uno studio della Commissione europea di alcuni anni fa, ha evidenziato come spesso gli infortuni mortali sul lavoro non sono frutto dell’esecuzione del lavoro in sé, ma di scelte effettuate a monte dell’esecuzione. Di conseguenza, le scelte architettoniche e organizzative non adeguate o una insufficiente pianificazione dei lavori durante la progettazione incidono su più della metà degli infortuni, infatti il 35% dipende da errori di concezione, il 28% da errori organizzativi e il restante 37% da errori nell’esecuzione;

il dott. Andrea Merler, del Dipartimento di Prevenzione dell’APSS, durante il suo intervento ha richiamato il D. lgs. 81/2008 “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro“ che prevede che le somme pagate all’ASL, in qualità di organo di vigilanza, per contravvenzioni arresto-ammenda o ammenda in materia di sicurezza sul lavoro, integrano il capitolo regionale per finanziare l’attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolta dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.LL. (art. 13, c. 6). Questa opportunità è stata colta dalla Provincia autonoma di Bolzano che ha istituito un fondo per la sicurezza sul lavoro finanziato con i proventi ex D.Lgs. 758/1994 “Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro“;

infine il dott. Merler ha proposto una serie di soluzioni, che si riportano di seguito, per recuperare i fondi che entrano nelle casse dello Stato ed impegnarli per la diffusione della cultura della sicurezza:

  • istituzione del fondo per la sicurezza sul lavoro, applicando una legge che è già presente, il d lgs. 81/2008, recuperando le risorse e investendole in diversi settori quali ad esempio la formazione per le imprese e le pmi o il sostegno socio-economico ai lavoratori infortunati;
  • dettare delle linee guida di indirizzo politico per piani di prevenzione su settori specifici: per es. edilizia, porfido, metalmeccanica;
  • stipulare un accordo Stato-Regioni sulla formazione per macchine per cui non è richiesta l’abilitazione e sull’accreditamento degli Enti di formazione;
  • incentivare l’adozione del Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro (SGSL) previsto dal D. Lgs. 231/01 “Disciplina della responsabilita’ amministrativa delle persone giuridiche, delle societa’ e delle associazioni anche prive di personalita’ giuridica, a norma dell’articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300.”, anche attraverso l’inserimento di qualche requisito negli appalti pubblici;

come già evidenziato, la Provincia autonoma di Bolzano, con delibera di Giunta del 17 dicembre 2019, ha istituito il fondo per la sicurezza sul lavoro, con una dotazione prevista di circa 600 mila euro all’anno. Come si apprende dal comunicato stampa, il fondo è costituito dalle sanzioni comminate da parte dell’Ispettorato del lavoro alle imprese per inadempienze nel campo della sicurezza sul lavoro e sarà utilizzato per adottare misure nel campo della prevenzione degli infortuni sul lavoro, ad esempio l’informazione e la sensibilizzazione dei lavoratori e degli imprenditori e l’adozione misure mirate nel campo della prevenzione”. (Fondo per la sicurezza sul lavoro, 600.000 euro per la prevenzioneComunicato stampa della Provincia autonoma di Bolzano del 17.12.2019);

Dario Uber, direttore Unità operativa prevenzione sicurezza ambienti di lavoro dell’APSS, ha illustrato i Piani Mirati di Prevenzione (PMP), previsti dal Piano Nazionale di Prevenzione (PNP) 2020-2025, i quali coniugano gli aspetti di assistenza con quelli di vigilanza. Questi piani hanno due obiettivi: (1) da un lato garantire una trasparenza ed uniformità dell’azione pubblica e (2) dall’altra agire sull’aspetto della consapevolezza da parte dei datori di lavori sui rischi e sulle conseguenze del mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro. Il PMP è un modello territoriale partecipativo di assistenza e supporto alle imprese nella prevenzione dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro e si basa su tre fasi: assistenza, monitoraggio e vigilanza, verifica e efficacia;

su questo tema, a livello parlamentare, l’11 maggio 2021 è stata presentata una risoluzione bipartisan (7-00656), approvata dalla XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei Deputati il 12 maggio 2021. Nelle premesse della risoluzione vengono citati i dati INAIL relativi all’andamento degli infortuni sul lavoro, facendo un confronto tra gli anni 2019, 2020 e 2021. Un dato preoccupante è registrato nell’andamento delle denunce di infortuni mortali: “i dati Inail riferiti all’anno 2020 evidenziano una crescita eccezionale, del 16,6 per cento, per un valore assoluto di 1.270 casi rispetto ai 1.089 del 2019, con un dato influenzato in modo significativo dall’andamento dei decessi avvenuti nel 2020 a causa dell’infezione da COVID-19 in ambito lavorativo, che sono inquadrati, per l’aspetto assicurativo, nella categoria degli infortuni sul lavoro e che rappresentano circa un terzo di quelli denunciati all’Inail nello stesso anno 2020;” anche per quanto riguarda l’anno 2021 i dati non sono incoraggianti, dato che “le denunce di infortunio con esito mortale sono state 185, a fronte delle 166 denunce rilevate nell’analogo periodo del 2020, con una crescita dell’11,45 per cento rispetto al primo trimestre dello scorso anno, che ha riguardato sia la componente femminile, con 14 denunce a fronte delle 11 rilevate nell’analogo periodo dell’anno precedente, sia la componente maschile, con 171 denunce a fronte delle 155 rilevate nel 2020;”;

la risoluzione 7-00656 (prima firma Niccolò Invidia – M5S) impegna il Governo ad adottare un piano organico di sviluppo per la strategia nazionale per la sicurezza sul lavoro, che aumenti i livelli di sicurezza e assicuri adeguati livelli di protezione, valutando iniziative volte in particolare a:

“a) rafforzare le politiche e gli interventi finalizzati alla prevenzione, alla formazione, all’informazione e alla responsabilizzazione in materia di sicurezza sul lavoro, considerando in particolare la necessità di:

1) prevedere incentivi per le iniziative di formazione promosse dalle imprese;

2) incrementare l’ammontare delle risorse stanziate ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, per i bandi Isi-Inail finalizzati a progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro rivolti in particolare alle piccole, medie e micro imprese, nonché dei progetti volti a sperimentare soluzioni innovative e strumenti di natura organizzativa e gestionale ispirati ai principi di responsabilità sociale delle imprese;

3) prevedere agevolazioni fiscali sia per incrementare la formazione continua del personale, sia per favorire il rinnovo dei macchinari, molto spesso causa di incidenti perché troppo obsoleti;

4) sostenere gli investimenti a favore della sicurezza sul lavoro, nonché dell’ammodernamento delle imprese agricole ed edili e dei relativi metodi e strumenti di lavoro;

5) verificare, in questo contesto, la possibilità di utilizzare parzialmente le ingenti risorse versate alla Tesoreria dello Stato dall’Inail come riserve tecniche;

b) promuovere l’incremento dei livelli di qualità dell’organizzazione aziendale, nel quadro dei processi di innovazione legati anche alla transizione ecologica e digitale, sfruttandone le potenzialità in termini di creazione delle condizioni per un lavoro sicuro e di qualità, anche grazie alle opportunità offerte in termini di prevenzione degli incidenti dalla diffusione delle nuove tecnologie, nella consapevolezza che una reale transizione ecologica deve essere necessariamente integrale, ponendo al centro delle innovazioni organizzative e produttive il lavoratore;

c) aggiornare il quadro normativo vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro al fine di rafforzare le tutele per i lavoratori, anche in considerazione dei principi stabiliti dalle convenzioni e dalle raccomandazioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro, tenendo altresì conto dell’evoluzione dei sistemi e dei processi produttivi;

d) promuovere lo svolgimento di campagne di informazione e sensibilizzazione, rivolte anche alle istituzioni scolastiche, sui temi della sicurezza del lavoro e della prevenzione degli infortuni, nonché del grave problema del lavoro «in nero» o irregolare, considerando che per un’efficace azione di tutela dei lavoratori, anche in termini di sicurezza, va intensificato il contrasto al lavoro sommerso;

e) consolidare e rafforzare l’attività di controllo in materia di sicurezza sul lavoro, considerando in particolare la necessità di:

1) superare le disposizioni di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149, relative al ruolo ad esaurimento del personale ispettivo dell’Inps e dell’Inail, nonché riportare in capo ai due istituti l’autonomia e le competenze con riferimento al relativo personale ispettivo, nel quadro del coordinamento assicurato dall’Ispettorato nazionale del lavoro;

2) assicurare l’interoperabilità e la piena condivisione tra Ispettorato nazionale del lavoro e Inail delle banche dati rilevanti ai fini delle attività di controllo, nel rispetto della normativa relativa alla protezione dei dati personali;

3) prevedere una nuova funzione di vigilanza collaborativa del personale sanitario Inail, anche al fine di garantire alle imprese il supporto formativo nell’attività di prevenzione dei rischi sui luoghi di lavoro;

4) affinare, anche attraverso una loro migliore organizzazione e integrazione, le procedure ispettive di competenza delle aziende sanitarie, anche al fine di contrastare i fattori di rischio biologico, tenendo conto della necessità di implementare adeguate azioni di prevenzione e contenimento del rischio epidemiologico da COVID-19;

f) prevedere l’istituzione di un apposito Fondo che, attraverso convenzioni con gli istituti scolastici e accademici o mediante l’erogazione di borse di studio, possa garantire ai figli delle vittime delle cosiddette «morti bianche» il completamento del loro percorso di studi.”;

tutto ciò premesso, il Consiglio provinciale impegna la Giunta a 

  1. a valutare l’istituzione di un fondo per la sicurezza sul lavoro secondo quanto previsto dal D. lgs. 81/2008 finanziato con i proventi ex D.Lgs. 758/94 al fine di adottare misure mirate nel campo della prevenzione degli infortuni sul lavoro, sia per i lavoratori, sia per gli imprenditori;
  2. a considerare, nella definizione degli obiettivi da perseguire con i proventi ex D.Lgs. 758/94, gli impegni della risoluzione 7-00656 adottata dalla XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei Deputati il 12 maggio 2021;

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