Le cause del presidente Kaswalder sono finora costate 111 mila euro ai contribuenti e il conto si appresta a salire…

Centoundicimila ottocentoquarantasei euro e ventotto centesimi. È quanto ha pesato sulle casse pubbliche al 31 agosto 2021 il risarcimento a Walter Pruner, il dipendente illegittimamente licenziato dal Presidente del Consiglio provinciale Kaswalder. Non è tutto. Tempo fa uno dei commissari-questori dell’Ufficio di presidenza era andato sui giornali a dichiarare che in caso di condanna definitiva (il Consiglio ha già perso in primo e secondo grado) Kaswalder avrebbe pagato tutto di tasca sua. Bisogna fidarsi sulla parola, perché il presidente del Consiglio ha messo nero su bianco come “non sussistano le condizioni per richiedere il rilascio di una garanzia personale in relazione all’ipotesi di restituzione delle somme versate dal Consiglio provinciale”. Tradotto significa che il presidente non ritiene di dare alcuna garanzia scritta che restituirà i soldi spesi dalla collettività per metter mano al problema da lui stesso cagionato.

La vicenda è ormai arcinota. Nel maggio 2019 il presidente del Consiglio provinciale di Trento decise di licenziare il proprio segretario particolare, a quanto pare perché quest’ultimo aveva deciso, nel suo tempo libero, di andare ad assistere come spettatore al congresso di un partito diverso da quello di Kaswalder. Ovviamente il dipendente impugnò la decisione, vincendo in primo grado e poi in appello. Questo, va ricordato, nonostante l’ufficio di presidenza del Consiglio avesse deciso di affidare l’incarico di difendere la decisione di Kaswalder a legali esterni, pagati con soldi pubblici (attorno ai 17mila euro), pur potendo avvalersi dell’avvocatura provinciale oppure di quella dello Stato.

Ebbene, grazie ad un’interrogazione del M5S presentata nel settembre scorso ora è noto quanto hanno pagato sin qui i cittadini per risarcire il danno causato da Kaswalder. 111mila euro e rotti, destinati pure a crescere di parecchio da qui al 2023. Morale: i cittadini pagano per far fronte alle scelte, finora rivelatesi sbagliate, di un politico e ratificate da altri politici seduti nel suo Ufficio di presidenza. 

Niente di nuovo sotto il sole? Può darsi, ma è incredibile che il Consiglio ritenga di non chiedere una qualsivoglia forma di garanzia personale a un soggetto che rischia di costare centinaia di migliaia di euro ai cittadini. E allora come si fa a credere che se perderà in Cassazione (anche in questo caso con legali esterni, però pagati dall’erario) Kaswalder metterà lui mano al portafoglio per risarcire le casse pubbliche? Garanzie non ce ne sono e quanto ai misteriosi verbali citati sui giornali, noi abbiamo chiesto con insistenza di poterli leggere ma il presidente ce li ha negati. A quanto pare possiamo sapere cosa delibera l’Ufficio di presidenza ma non quello che c’è nei verbali dello stesso.

Insomma, vedremo come finirà, ma, dovesse essere confermato il giudizio di primo grado e appello, ci pare che la possibilità che il danno resti ancora una volta sulle spalle di chi paga le tasse sia molto, ma molto, alto.

Sin dall’inizio di questa vicenda il M5S aveva chiesto le dimissioni dell’intero ufficio di presidenza ma l’atavico istinto a rimanere avvinghiati alla poltrona e di tutto ciò che ne consegue si è dimostrato invincibile. La concentrazione di potere e l’assenza di poteri e strumenti di controllo produce questo e altro, anzi, tanto altro…

Sintesi della vicenda

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Seguono il testo dell’interrogazione 3001/XVI a risposta scritta Spese sostenute dal Consiglio provinciale in relazione al contenzioso dinanzi al giudice del lavorodel 16 settembre 2021 e la relativa risposta

Nell’interrogazione n. 2303/XVI del 17 febbraio 2021 “Spese legali sostenute dal Consiglio provinciale per il contenzioso legale dinanzi al giudice del lavoro”, si chiedeva al presidente del Consiglio provinciale il dettaglio del consuntivo delle spese legali sostenute dal Consiglio per affrontare il contenzioso legale in primo e in secondo grado, comprensivo delle spese di giustizia quantificate dal giudice ed il dettaglio del risarcimento che dovrà essere riconosciuto al dipendente in applicazione della sentenza della Corte d’Appello di Trento comprensivo degli oneri previdenziali; 

nella risposta all’int. 2303/XVI, giunta il 10 marzo 2021, venivano fornite le cifre relative alla difesa del Consiglio nei due gradi di giudizio. Per quanto riguarda l’ammontare degli importi dovuti per il risarcimento del danno veniva affermato che “la relativa quantificazione è in corso e allo stato non è possibile fornire il dettaglio richiesto. L’ammontare del debito non supera, per annualità, quanto già stanziato nel bilancio del Consiglio a seguito di riconoscimento del debito fuori bilancio derivante dalla sentenza di primo grado (ossia euro 95.000,00 per l’esercizio finanziario 2020; euro 56.000,00 per l’esercizio finanziario 2021; euro 56.000,00 a carico dell’esercizio finanziario 2022; euro 53.00000 a carico dell’esercizio finanziario 2023).”;

per quanto riguarda le spese sostenute dal Consiglio per i contributi previdenziali dell’ex segretario particolare veniva esplicato che, dal momento che la sentenza di primo grado aveva già riconosciuto il diritto del lavoratore a tali versamenti, ciò «non comporta, a rigore, “maggiori aggravi a danno dell’ente pubblico”»;

essendo trascorsi più di sei mesi dal momento in cui è stata fornita la risposta sopra riportata, sarebbe opportuno conoscere l’esatta quantificazione delle spese relative anche al risarcimento del danno ed agli oneri previdenziali e fiscali ed avere un quadro dettagliato delle spese totali sostenute dal Consiglio provinciale a causa del licenziamento illegittimo dell’ex segretario particolare del presidente del Consiglio;

per concludere, si ricordano le dichiarazioni (peraltro già riportate nell’int. 2302/XVI “Informazioni su un contenzioso in corso che riguarda il consiglio provinciale”) sostenute da uno dei segretari-questori, il quale affermava quanto segue: “Kaswalder ha fatto degli errori e tocca a lui e a chi lo ha messo lì stabilire se questi errori abbiano come conseguenza le dimissioni. Io, però voglio ricordare che, come minoranze nell’ufficio di presidenza, io e Dallapiccola abbiamo fatto mettere a verbale che Kaswalder ha garantito che pagherà lui tutte le spese, facendo salvo il Consiglio.” (Kaswalder pagherà di tasca sua – L’Adige, 14 febbraio 2021);

è evidente che le affermazioni di cui sopra hanno una valenza significativa per gli equilibri di bilancio dell’istituzione consiliare, soprattutto nel momento in cui la responsabilità del licenziamento è stata chiaramente accertata, sembra il minimo che non sia il Consiglio provinciale a doverne pagare il conto, a maggior ragione a fronte di quanto dichiarato e messo a verbale nella seduta dell’Ufficio di presidenza circa la garanzia e le rassicurazioni del presidente del Consiglio sul fatto che avrebbe pagato tutte le spese necessarie derivanti dal contenzioso;

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente del Consiglio per sapere

  1. se sia stato calcolato nel dettaglio il costo totale sostenuto dal Consiglio provinciale per far fronte al licenziamento illegittimo del segretario particolare del Presidente del Consiglio, con il dettaglio specifico degli oneri previdenziali e fiscali, e a quanto ammontino le suddette spese;
  2. se, qualora la Corte di Cassazione dovesse confermare la legittimità delle sentenze emesse dal Tribunale di Trento, in linea con quanto dichiarato dal segretario-questore, intenda adottare le iniziative di competenza al fine di tutelare gli equilibri di bilancio dell’istituzione consiliare favorendo, in via precauzionale, la sottoscrizione di una fideiussione assicurativa per restituire le spese sostenute dal Consiglio a causa del licenziamento illegittimo;

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