Guerra in Ucraina, la PAT agisca per ridurre le tensioni e per tutelare le imprese trentine

La guerra in Ucraina è una tragedia che ha precipitato l’intero mondo nel timore e nell’incertezza. La nostra speranza è che questo conflitto insensato possa terminare al più presto riducendo al minimo la perdita di vite innocenti. In attesa che ciò avvenga è però necessario procedere con tutte le possibili misure per ridurre le conseguenze della guerra. Per ciò che riguarda il Trentino questo significa da un lato operare per stemperare eventuali tensioni fra i cittadini ucraini e russi presenti nella nostra provincia e dall’altro intervenire a sostegno delle imprese trentine che hanno in essere contratti e rapporti commerciali nei Paesi coinvolti dal conflitto. Questo è esattamente ciò che il M5S del Trentino chiede alla giunta provinciale tramite un’interrogazione depositata stamattina.

Purtroppo da soli non possiamo fermare la guerra in Ucraina ma di certo è nostro dovere fare tutto il possibile per attenuarne le conseguenze!

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Segue il testo integrale dell’ Interrogazione a risposta scritta n. 3497/XVI del 1° marzo 2022 “Iniziative di sostegno economico/finanziario a favore delle imprese trentine danneggiate dalle conseguenze del conflitto russo-ucraino”

Nella notte tra mercoledì 23 febbraio 2022 e giovedì 24 febbraio 2022 l’esercito russo ha invaso l’Ucraina da più fronti. L’operazione militare ha messo sotto assedio diverse città e regioni del Paese. Alla data di deposito del presente atto il conflitto risulta ancora perdurare, sebbene siano in corso colloqui tra le parti in Bielorussia;

l’invasione dell’Ucraina scatenata dalla Russia ha suscitato commozione e sgomento in tutto il mondo e numerosissime sono già state le manifestazioni per chiedere il cessate il fuoco. Ciò è avvenuto anche in Trentino con la manifestazione organizzata dal Forum per la Pace che in data 26 febbraio 2022 ha raccolto circa 2.000 persone in Piazza Dante a Trento (Contro l’attacco all’Ucraina e per il disarmo manifestazione domani a Trento – Ufficio stampa del Consiglio provinciale di Trento, 25 febbraio 2022);

in Trentino, come nel resto d’Italia, convivono da tempo una comunità ucraina e una russa, sebbene la seconda sia con ogni probabilità di dimensioni assai inferiori alla prima. Fino alla data di deposito del presente atto i rapporti tra le comunità sono rimasti pacifici, ma il perdurare del conflitto potrebbe creare tensioni con conseguenze imprevedibili per l’ordine pubblico locale;

risulta inoltre che molte imprese trentine, di ogni dimensione e tipologia, intrattengano rapporti commerciali e finanziari con omologhi russi e ucraini. Con tutta evidenza, dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni che l’Unione Europea deciderà di emettere contro la Federazione Russa quale misura ritorsiva per le sue azioni militari, queste imprese subiranno gravi contraccolpi commerciali e la sospensione delle transazioni finanziarie in essere;

a parere dell’interrogante sarebbe utile che la Provincia Autonoma di Trento mettesse in campo tutte le opzioni a sua disposizione per ridurre al minimo le possibili tensioni fra i cittadini ucraini e russi residenti sul suo territorio. Al tempo stesso l’interrogante ritiene necessario che la Provincia si attivi per fare la mappatura delle aziende e dei settori che hanno rapporti con le aree interessate dal conflitto e per valutare, congiuntamente con i ministeri competenti, eventuali misure di sostegno economico/finanziario a tutte le imprese trentine che abbiano subito o possano subire ripercussioni negative dal conflitto russo-ucraino;

tutto ciò premesso, si interroga il presidente della giunta provinciale per sapere:

  1. quale sia il numero ufficiale dei cittadini ucraini e di quelli russi presenti sul territorio trentino;
  2. se abbia intrapreso o intenda intraprendere azioni volte a scongiurare potenziali tensioni fra i cittadini ucraini e russi presenti in Trentino, anche eventualmente attivando gli enti locali e il Forum trentino per la pace, e in caso di risposta positiva, quali;
  3. se siano in corso interlocuzioni con il Governo italiano per valutare eventuali iniziative di sostegno economico/finanziario a favore delle imprese trentine che risultassero danneggiate dalle conseguenze del conflitto russo-ucraino e, in caso di risposta positiva, quali.

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2 Replies to “Guerra in Ucraina, la PAT agisca per ridurre le tensioni e per tutelare le imprese trentine”

  1. Chi dice: “se vuoi la pace prepara la guerra” – dice una falsità enorme, perché se vuoi la pace, devi solo preparare la pace.

    Non mi sembra che l’Europa e la Nato, dopo la caduta del muro di Berlino, abbiamo lavorato per preparare la pace con la pace, ma hanno preparato la guerra di Putin semmai, esasperandolo con il riempimento provocatorio di armi Nato dentro i paesi dell’ex-Unione Sovietica.

    E ora l’Europa, di Ursula Von der Draghi, lo incalza pure con la fornitura di mezzo miliardo di euro di armi anticarro di uso non specialistico? Una azione diplomatica europea sul tipo totalitario:” Armiamoci e partite! “..Non ci ricorda qualcosa di mussoliniana memoria ?

    La memoria purtroppo è breve per l’uomo.

    Intanto la nostra cultura discende da quella della Grecia antica e i primi coloni del Peloponneso, i primi popoli, i Micenei, erano popolazioni che provenivano dal sud della attuale Russia e dalle quali, pare, provenissero anche gli Etruschi.

    Ma non dimentichiamo che le due guerre mondiali hanno avuto come teatro principe proprio L’Europa.

    La storia ci dice che dall’Impero Romano, al Sacro Romano Impero, a quello Napoleonico, a seguire con quello Austro-Ungarico, per finire con quello Hitleriano e Mussoliniano, i veri guerrafondai mondiali, indubbiamente, siamo noi Europei, non gli altri che sono stati storicamente più difensivi che offensivi.

    E una Europa che si riarma e spingerà Putin a formare un super-blocco militare Russo-Asiatico sarà solo oggi L’ANTIPASTO, IL PRELUDIO, prima della terza guerra mondiale che noi Europei stiamo coltivando già da questo conflitto Russo – Ucraino, per il futuro prossimo, e pessimo, dei nostri figli e nipoti.

    Spingere Putin ad una escalation è folle, ma spingerlo ad uscire dai rapporti geopolitici – economici con la UE è ancora più folle.

    Ma si sono fatti bene i conti i nostri strateghi politici e militari?

    Lo sanno tutti che le guerre si vincono coi scarponi e non con i droni ( l’Afghanistan insegna) e pensano di fornire armi europee agli scarponi ucraini per avere o sperando di ottenere la pace con Putin ? O saranno milioni di scarponi che verranno seppelliti in Ucraina?

    Sanno poi, cosa significhi riarmare oggi una Europa demograficamente e anagraficamente più di vecchi che di giovani?

    Sanno che se Putin verrà costretto ad allearsi, a formare e firmare un super blocco miliare con i tanti giovani esistenti in Cina, India, Pakistan, Corea del Nord, Iran e forse anche con la Turchia che temo lascerà la Nato, con la mezza luna islamica che non starà certamente con noi, sanno i nostri strateghi cosa succederà ?

    Si formerebbe, conti alla mano, un super esercito, mai esistito prima nella storia degli eserciti, pari a 200 milioni di “rambo”, di giovani incursori militari altamente addestrati alla guerra sul campo, dove la nostra Vecchia Europa, più di vecchietti, la farebbero diventare una RSA Continentale a Cielo Aperto.

    Se dicono che Putin vive nel paese dei pazzi, allora i nostri strateghi italiani, europei, in quel paese di Putin, sarebbero la Giunta Comunale.

    Vi sono oggi poche voci occidentali di buon senso che, al posto delle armi, non inviano milioni di tavoli per negoziare la pace tra i popoli.

    Invece di fare degli ex-Stati Sovietici un cuscino ampio, neutrale e smilitarizzato per una pace duratura e perenne tra Europa e Russia, il nostro Parlamento, che purtroppo anch’io ho votato, preferisce tracciare ad Est una sottile linea di confine dell’ Armaghedon Europeo?

    Dio perdoni gli elettori italiani, perché non sanno alle urne quello che fanno.

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