Piaga del mobbing nella pubblica amministrazione. Presentate 3 interrogazioni per far luce sul fenomeno in Provincia di Trento

La tristissima vicenda della dottoressa Sara Pedri ha fatto venire a galla la realtà del mobbing e del bossing sui luoghi di lavoro della Provincia di Trento. Si tratta di fenomeni non nuovi, sui quali esiste ormai una consolidata giurisprudenza e strumenti per limitarne o combatterne la diffusione. L’impressione però è che questi strumenti non siano utilizzati. Per vederci chiaro abbiamo quindi presentato 3 interrogazioni al Consiglio provinciale, sperando che chi di dovere si dia quanto prima una mossa, invece di limitarsi a operazioni di facciata.

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Criminalità organizzata: la maggioranza affossa l’Osservatorio con tattiche veterodemocristiane

La scorsa settimana in Consiglio provinciale ho chiesto al presidente Fugatti a che punto sia la procedura per istituire un Osservatorio sulla criminalità organizzata in Trentino. Risposta? Tutto fermo, tutto impantanato, non c’è una data, non c’è un accordo, non c’è… niente (?).

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Anticorruzione, le proposte del M5S e le resistenze della vecchia politica

I fenomeni corruttivi sono uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo socio-economico di un territorio e possono accentuare le disuguaglianze e le ingiustizie sociali distorcendo la corretta attuazione delle politiche pubbliche. Si tratta di un’evidenza che a livello istituzionale è stata ribadita più volte nel corso degli anni, ad esempio nel 2017 dal gruppo di lavoro interdisciplinare e congiunto tra Autorità Nazionale Anticorruzione e Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri responsabile di un’analisi istruttoria per l’individuazione di indicatori di rischio corruzione di prevenzione e contrasto nelle pubbliche amministrazioni,

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Piano di Prevenzione della Corruzione 2021-2023: ecco cosa serve fare per un Consiglio provinciale più trasparente e più efficiente

A partire dal 2012 l’Italia ha intrapreso un percorso evolutivo per la prevenzione dei fenomeni corruttivi all’interno della pubblica amministrazione imprimendo così un netto cambio di rotta rispetto al passato. Anche su sollecitazione degli organismi internazionali, il nostro Paese ha deciso di passare da un approccio basato esclusivamente sulle azioni repressive ad un approccio radicalmente differente, seguendo la strada della prevenzione. Tale scelta ha determinato l’introduzione di una serie di iniziative di prevenzione della corruzione e di potenziamento della trasparenza all’interno di tutte le pubbliche amministrazioni del Paese, comprese quelle delle Regioni autonome e a Statuto speciale, dunque anche per ciò che riguarda il Consiglio provinciale trentino.

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Se le mafie hanno potuto mettere radici in Trentino la colpa è (anche) della politica che le ha coperte

Con le operazioni “Perfido” e “Freeland” la direzione distrettuale antimafia di Trento ha inequivocabilmente portato allo scoperto la pervasività dei fenomeni criminali attivi sul territorio della nostra Regione. Rispetto ai più tipici e appariscenti reati delle mafie, come l’estorsione, il sequestro di persona o il controllo del narcotraffico, le attività delle organizzazioni malavitose in Trentino paiono più orientate ad altre tipologie di reati, più difficili da individuare e dimostrare ma non per questo meno odiose, come la corruzione e lo scambio elettorale politico-mafioso. Da noi la malavita non si occupa solo di droga o denaro di provenienza illecita da lavare. La moneta di scambio sembrano piuttosto essere posti di lavoro agli amici, concessioni a canone privilegiato, pacchetti di voti da girare a seconda dell’opportunità, forniture per opere che non servono, magari a prezzi gonfiati e realizzate con materiali scadenti, e naturalmente favori di vario genere concessi anche sotto forma di provvedimenti amministrativi o normativi.

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Mentre nei palazzi del potere si dorme le mafie allungano i loro tentacoli in tutta la provincia di Trento!

È forse vero che in Trentino non esistono fenomeni di smaltimento illegale dei rifiuti, ricettazione, prostituzione o vendita di sostanze stupefacenti? E magari è vero che in provincia di Trento non esistono infiltrazioni nell’economia legale da parte della criminalità organizzata tramite operazioni di riciclaggio? Purtroppo no, almeno a giudicare da quanto riportato in una recente analisi elaborata dall’Ufficio Studi CGIa di Mestre.

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Il M5S fa un altro passo per istituire l’Osservatorio sulla criminalità organizzata!

Ieri il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza una proposta di ordine del giorno del M5S del Trentino-Alto Adige (qui documento ufficiale approvato) a mia firma e del collega Diego Nicolini che impegna il Presidente del Consiglio regionale Paccher a predisporre uno studio di impatto organizzativo, normativo e finanziario in ordine all’istituzione di un Osservatorio sulla criminalità organizzata e la promozione della cultura della legalità in seno al Consiglio stesso, entro 60 giorni a partire dall’approvazione.

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Accendere i riflettori sul forte rischio criminalità

Di seguito il mio contributo pubblicato (rivista gratuita per informarsi sull’attività istituzionale) su Cronache – Consiglio provinciale n.262 novembre 2019:

La criminalità organizzata e la corruzione sono presenti su tutto il territorio italiano e il Trentino non fa eccezione. Sebbene alcuni preferiscano rifiutarla, questa è la realtà dei fatti, confermata ormai da tantissime occorrenze, denunce e prese di posizione. Il M5S non ha alcuna intenzione di chiudere gli occhi di fronte ad un problema grave e pressante come quello delle infiltrazioni mafiose sul territorio e della corruzione e si è attivato per dotare anche la nostra Provincia degli strumenti adatti ad identificare fenomeni e quindi a poterli combattere efficacemente. Continua a leggere “Accendere i riflettori sul forte rischio criminalità”