Piaga del mobbing nella pubblica amministrazione. Presentate 3 interrogazioni per far luce sul fenomeno in Provincia di Trento

La tristissima vicenda della dottoressa Sara Pedri ha fatto venire a galla la realtà del mobbing e del bossing sui luoghi di lavoro della Provincia di Trento. Si tratta di fenomeni non nuovi, sui quali esiste ormai una consolidata giurisprudenza e strumenti per limitarne o combatterne la diffusione. L’impressione però è che questi strumenti non siano utilizzati. Per vederci chiaro abbiamo quindi presentato 3 interrogazioni al Consiglio provinciale, sperando che chi di dovere si dia quanto prima una mossa, invece di limitarsi a operazioni di facciata.

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Bilancio ambientale del Consiglio: anche oggi ci pensiamo (forse) domani

Il presidente del Consiglio Kaswalder ha risposto all’interrogazione del M5S con cui si chiedeva di valutare l’introduzione del bilancio ambientale del Consiglio provinciale. Di questi tempi, in cui la parola “ecosostenibilità” è sulla bocca di tutti (e da essa dipendono anche i soldini del Recovery Fund…) la proposta non poteva essere respinta sic et simpliciter… quindi il presidente ha tirato in ballo le consuete giustificazioni procedurali e tira lungo (immagine di copertina: Isaac Cordal).

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Consiglio provinciale Trento: nessuna programmazione sul personale e si naviga a vista!

Per funzionare le Istituzioni richiedono personale. Il Consiglio provinciale di Trento (cioè l’organo legislativo della Provincia che per sua natura non può avere connotazione di parte) è sotto organico ormai da anni e di recente ha visto cessare dal servizio 2 ulteriori dirigenti fra cui il segretario generale. Con poche persone a gestire l’intera e vasta macchina del Consiglio è ovvio che si riducono gli spazi per sostenere i singoli consiglieri, specie quelli di minoranza. Infatti chi siede in maggioranza può contare sulle strutture provinciali (che rispondono alla giunta, cioè al potere esecutivo, di ovvia connotazione politica) che al contrario del Consiglio gode di grandi risorse a disposizione, tanto da “prestare” personale al Consiglio stesso.

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Retribuzione di risultato. L’ANAC chiarisce una volta per tutte gli obblighi che anche la Provincia di Trento deve rispettare

Tutti i cittadini italiani e quindi anche i trentini hanno il diritto di sapere a quanto ammontino le retribuzioni, i premi di risultato e quali siano i criteri utilizzati per stabilire le valutazioni e i punteggi assegnati alle performance dei dirigenti operativi in aziende o Istituzioni pubbliche e ciò vale ovviamente anche per la Provincia Autonoma di Trento. Questo il verdetto, chiarissimo e inequivocabile, espresso dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ad una mia richiesta di chiarimento. Viene una volta di più confermata la necessità di dissipare la cortina fumogena che dalle nostre parti alligna su dati che dovrebbero essere pubblici ma che, come dimostrano le azioni da me intraprese e puntualmente respinte dalla maggioranza del Consiglio provinciale, non si vogliono assolutamente rendere tali.

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La maggioranza dice no alla trasparenza sui premi ai dirigenti provinciali? Il M5S torna a chiederla con un’interrogazione!

In Provincia di Trento a differenza che nel resto d’Italia non si rivelano i dati specifici in merito ai premi di risultato dei dirigenti, in quella che è una palese violazione delle raccomandazioni dell’Anac.

Non viene rivelato l’ammontare complessivo dello stipendio, della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei dirigenti e nemmeno c’è disponibilità a far luce sui criteri, le procedure e i sistemi di misurazione e valutazione delle loro performance. Come viene premiato ciascuno specifico dirigente e perché? In Trentino non si dice, e peggio, non si vuol dire. Continua a leggere “La maggioranza dice no alla trasparenza sui premi ai dirigenti provinciali? Il M5S torna a chiederla con un’interrogazione!”

Trasparenza? No grazie! La maggioranza provinciale boccia un emendamento per fare chiarezza sui premi di risultato dei dirigenti provinciali!

Come al solito la provincia di Trento dimostra di essere diversamente speciale rispetto al resto d’Italia.

Ovunque nel Paese le pubbliche amministrazioni hanno l’obbligo di pubblicare nell’apposita sezione del sito istituzionale le informazioni relative ai criteri, alla valutazione e all’importo della retribuzione di risultato delle figure dirigenziali. Questioni su cui in Trentino, chissà perché, continuiamo a restare una triste eccezione, nonostante sul tema ci siano state precise raccomandazioni da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

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