Trasparenza? No grazie! La maggioranza provinciale boccia un emendamento per fare chiarezza sui premi di risultato dei dirigenti provinciali!

Come al solito la provincia di Trento dimostra di essere diversamente speciale rispetto al resto d’Italia.

Ovunque nel Paese le pubbliche amministrazioni hanno l’obbligo di pubblicare nell’apposita sezione del sito istituzionale le informazioni relative ai criteri, alla valutazione e all’importo della retribuzione di risultato delle figure dirigenziali. Questioni su cui in Trentino, chissà perché, continuiamo a restare una triste eccezione, nonostante sul tema ci siano state precise raccomandazioni da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Perché dico questo? Perché oggi mi è stato bocciato un emendamento in materia di trasparenza che si prefiggeva proprio di sanare questo vulnus, naturalmente a costo zero per le casse della Provincia.

Tutto nasce da alcune iniziative passate e da quanto Cantone mi scrisse una nota in risposta a una richiesta di parere su una petizione promossa da Più Democrazia in Trentino (nota dell’URAC Ufficio P.N.A. e Regolazione Anticorruzione e Trasparenza del 15/3/2019):

Di fatto l’Anac nella delibera sulle linee guida in materia di trasparenza e obblighi di pubblicità specificò quanto segue:

1.4. Regioni a statuto speciale e Province autonome: «Le modifiche introdotte dal d.lgs. 97/2016 non hanno interessato le norme transitorie e finali contenute nell’art. 49 del d.lgs. 33/2013. Resta fermo quindi che le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano possono individuare forme e modalità di applicazione del decreto in ragione della peculiarità dei propri ordinamenti (co. 4). Si evidenzia al riguardo che, anche alla luce dell’esperienza maturata dall’Autorità nell’esercizio della attività di vigilanza e controllo sul rispetto degli obblighi di trasparenza, tale previsione è da intendersi riferita esclusivamente alle “forme e modalità” attuative delle disposizioni in materia di trasparenza contenute nel d.lgs. 33/2013. Ciò vuol dire che non possono essere previste, comunque, deroghe ai contenuti del decreto che limitino o condizionino i contenuti degli obblighi di trasparenza»

Infine il tema della mancanza di trasparenza sulla valutazione e sull’assegnazione dei premi di risultato ai dirigenti pubblici delle pubbliche amministrazioni in provincia di Trento fu sollevato anche dal Procuratore regionale della Corte dei Conti nella relazione annuale presentata a inizio 2018.

Visto che ieri la maggioranza ha bocciato un emendamento che avrebbe risposto a tutte le sollecitazioni di cui sopra garantendo finalmente trasparenza in merito alla retribuzione di risultato dei dirigenti pubblici mi pare lecito sostenere che su questi temi la loro visione sia opposta a quella della Corte dei Conti e dell’Anac… ma allora, da che parte stanno davvero Fugatti e i suoi?

* * * * *

Seguono immagini della proposta di emendamento, dell’esito del voto in aula e della relazione annuale della Procura regionale della Corte dei Conti del 2018:

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