A seguito delle sollecitazioni del M5S, la Provincia di Trento interviene per la messa in sicurezza della SP241 di Riccomassimo

In questi giorni il servizio gestione strade della Provincia si sta mettendo all’opera per mettere in sicurezza la SP241 nel tratto che va dall’abitato di Riccomassimo al confine regionale di Ponte Prise. Si tratta di un intervento atteso da fin troppo tempo che il M5S trentino ha sollecitato con forza negli ultimi anni, presentando un’interrogazione nell’aprile del 2019, quindi una proposta di ordine del giorno, inspiegabilmente bocciata dalla maggioranza, nel dicembre 2020 e infine un’altra interrogazione il 4 febbraio scorso. A forza di insistere e di fare presenti le tante criticità di quel tratto stradale, dotato di protezioni corrose dalla ruggine del tutto inadatte a garantire la sicurezza degli automobilisti, alla fine qualcosa si è mosso ai piani alti della Provincia ed è stato dato il via libera al servizio strade provinciale per interventi di sistemazione urgenti che andranno dal 15 al 26 febbraio.

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Mettere in sicurezza e verificare la tenuta del versante che costeggia la strada provinciale 241 di Riccomassimo!

Il M5S non molla la presa sul miglioramento della viabilità stradale fra il Trentino e le regioni limitrofe. Due mesi fa avevamo presentato una proposta di ordine del giorno collegata alla finanziaria provinciale che sollecitava la sistemazione della SP241 di Riccomassimo, di fatto l’unico tratto viario alternativo alla SS237 del Caffaro per chi voglia raggiungere la Provincia di Brescia dalle Valli Giudicarie. La maggioranza provinciale bocciò tutto in pratica dicendo che la SP241 non era importante. Neanche a farlo apposta, a gennaio la questione è tornata d’attualità, perché a fine gennaio una frana ha bloccato per diverse ore la strada provinciale che porta a Bagolino. Unico percorso utilizzabile? Strano a dirsi, proprio la tanto bistrattata SP241. 

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Fiume Chiese e lago d’Idro. No all’inclusione della Rete di Riserve Valle e a una strategia interregionale per il monitoraggio e la tutela della risorsa idrica

Il M5S ha proposto di costruire un modello di gestione del fiume Chiese lungo l’intero corpo idrico che ne garantisse la tutela e lo sviluppo in chiave sia idraulica che ecologica. La politica trentina, cui evidentemente interessa solo spartirsi i proventi dello sfruttamento estensivo delle acque, ci ha detto no.

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La giunta provinciale rifiuta di mettere in sicurezza la SP241 di Riccomassimo!

Periferie e sicurezza stradale? Alla maggioranza non interessano, almeno a giudicare dalla bocciatura dell’ordine del giorno col quale chiedevo di sistemare la SP241 di Riccomassimo, nel Comune di Storo, garantendo la sicurezza degli utenti stradali. Il problema? Secondo la giunta il tratto stradale è poco importante, il che è falso, ma anche se fosse ciò non giustificherebbe il rifiuto a tutelare gli automobilisti!

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SP 241 di Riccomassimo, dopo interrogazione M5S la Provincia promette interventi

Ci sono voluti oltre un anno e anche un sollecito ma alla fine la giunta provinciale ha risposto riguardo agli interventi di messa in sicurezza riguardanti la SP 241 di Riccomassimo. Al di là dei ritardi e di qualche valutazione opinabile la buona notizia è che a quanto pare la Provincia starebbe valutando la possibilità di allargare almeno alcuni dei tratti più stretti di questo tratto viario che collega il Comune di Storo (Trentino) a quello di Bagolino (Lombardia).

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Discarica di Villa Agnedo in Valsugana. Il M5S esige spiegazioni sul materiale conferito dalla bonifica del Parco Parenzo di Brescia

Nell’aprile del 2019 avevamo interrogato la giunta provinciale per sapere se fosse vero che, come mi era stato segnalato da alcuni comitati civici lombardi, un camion carico di materiale asportato dal Parco Parenzo di Brescia, un’area fortemente contaminata da sostanze come l’arsenico, il rame, lo zinco, il mercurio, idrocarburi pesanti, Pcb e chi più ne ha più ne metta, avesse portato il suo carico alla discarica per rifiuti non pericolosi di Villa Agnedo in Valsugana. In sostanza la risposta era stata più o meno la seguente: “non ci sono state comunicazioni in merito, non erano dovute, il controllo di routine lo abbiamo già fatto nel 2018 e per sapere qualcosa semmai servirebbe un’ispezione straordinaria”, che in soldoni significa che la Provincia non ne sapeva niente e non c’era la certezza avrebbe fatto controlli. Passato un anno e mezzo senza riscontri ho presentato una nuova interrogazione, anche perché nel frattempo qualcosa si è mosso e non è affatto rassicurante: ho scoperto che a novembre 2019 un controllo amministrativo provinciale su un carico di rifiuti proveniente proprio dal famigerato Parco Parenzo e destinato alla discarica di Castel Ivano ha certificato che il formulario per la descrizione del rifiuto da conferire non era compilato correttamente.

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Ponti sul Caffaro, regna ancora la nebbia ma la situazione è grave e non si può più tergiversare!

Sul futuro della viabilità fra Trentino e Lombardia è ancora nebbia fitta. Durante il Consiglio provinciale di oggi ho chiesto al Presidente della Provincia di Trento a che punto fosse il confronto con le controparti lombarde in merito alla sistemazione dei ponti sul Caffaro, che come noto versano in condizioni che non si sa se definire più drammatiche o più ridicole. Sia come sia la situazione è di certo grave. Il ponte storico del 1906 appare messo malissimo mentre quello costruito nel 2017 coi soldi dei contribuenti trentini non è mai stato aperto perché gli autotreni faticano troppo a impegnarlo. Continua a leggere “Ponti sul Caffaro, regna ancora la nebbia ma la situazione è grave e non si può più tergiversare!”