Per le questioni del lago d’Idro lo sport preferito resta lo scaricabarile

A seguire il testo di un Comunicato Stampa a firma del Consigliere regionale lombardo Ferdinando Alberti e del sottoscritto, inviato agli organi di stampa in data 11 ottobre 2021 e riguardante la scarsissima attenzione che le autorità lombarde (ma anche trentine…) dedicano all’Eridio.

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Sulle numerose problematiche che da anni attanagliano il lago d’Idro, l’assessore al territorio di Regione Lombardia, Pietro Foroni, continua a non assumersi le sue responsabilità. Ne ho avuto l’ennesima prova da una recente risposta da lui data ad una mia interrogazione. Pur ammettendo che la qualità delle acque del lago è decisamente critica e che Regione Lombardia cercherà di migliorare le cose (promessa questa sentita già troppe volte ma di fatto mai attuata o applicata con scarsissimi risultati), ha sottolineato che devono essere i Comuni interessati a doversi far sentire altrimenti lui non può agire. Peccato che i territori interessati, con i loro sindaci in testa, siano propositivi e stiano chiedendo aiuto da tempo proprio alla Regione e a lui in prima persona, senza ricevere alcuna risposta o ottenendo risposte evasive.

Sul contratto di fiume esteso a tutto il bacino del Chiese che comprende anche il territorio della Provincia di Trento, quello su cui si dibatte a vuoto da anni, Foroni ha specificato che sia certamente utile, aggiungendo però che, testuali parole, “l’interesse e la disponibilità devono partire innanzitutto dai territori coinvolti, senza la convinta partecipazione dei quali lo strumento del Contratto di Fiume non avrebbe senso” e che “ad oggi non si rileva una tale sensibilità sul territorio, sia lombardo che trentino, anche se Regione Lombardia rimane disponibile a partecipare e aderire ad iniziative di questo genere”. Come già detto, nulla di più falso visto che gli enti comunali interessati, sia lombardi che trentini, hanno già fatto sentire più volte la loro voce.

Fuori da questo stucchevole rimpallo di responsabilità, Foroni dovrebbe ricordarsi di essere l’assessore competente in materia della Regione Lombardia, la stessa che comprende anche il lago d’Idro e tutte le questioni ad esse annesse come il contratto di fiume, e che non può continuare a giocare allo scaricabarile. L’ente regionale dovrebbe trattare concretamente con gli enti locali per la risoluzione definitiva dei problemi e Foroni dovrebbe prendere di petto tutta la questione invece di continuare a scappare ogni qualvolta si presenta un problema. Se solo Foroni capisse questa questione, saremmo già a un buon punto di partenza.

Spero che la tecnica del rimpallo di responsabilità messa in atto dall’assessore cambi al più presto visto che, ad oggi, questo suo temporeggiare senza agire non ha fatto altro che aumentare i problemi esistenti e a crearne di nuovi.

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Seguono l’interrogazione n° 21538 del 28 giugno 2022 depositata dal Consigliere Ferdinando Alberti al Consiglio regionale lombardo in merito alla gestione del lago d’Idro e la relativa risposta fornita dall’assessore Pietro Fioroni.

Qui la “RELAZIONE FINALE – RICERCA SUL RISANAMENTO DEL LAGO D’IDRO” a cui fa riferimento Fioroni nella sua risposta.

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