Bene le Olimpiadi ma occhio a costi, procedure e priorità di investimento

Ieri l’Italia si è aggiudicata la possibilità di organizzare le Olimpiadi invernali del 2026. È un successo tangibile dell’opzione “Milano – Cortina” che ha saputo proporre un progetto rivelatosi credibile agli occhi dei giurati e prima ancora a quelli del Governo, che ha dato il proprio indispensabile sostegno alla candidatura.

A guardare il bicchiere mezzo pieno il fatto che, se ben gestito, questo evento potrà portare benefici alle aree interessate e più in generale al sistema Paese, sia in termini di sviluppo infrastrutturale che di posti di lavoro legati all’evento. In questo senso lascia ben sperare il fatto che nel preferire la proposta italiana i delegati del Cio abbiano valutato l’esistenza di circa il 93% degli impianti già esistenti. L’impegno sarà in massima parte orientato alle ristrutturazioni e solo un edificio verrà realizzato completamente ex novo.

Nel tripudio di commenti entusiastici susseguiti al successo di “Milano – Cortina” vale però la pena di tenere i piedi per terra. I vantaggi prefigurati sono fino a qui solo teorici e si basano su ipotesi da rendere vere nei fatti. La storia più o meno recente ci insegna infatti che i grandi eventi sono spesso e volentieri stati occasione di sperpero e malaffare, o a voler essere buoni, di conti fatti male a fronte di promesse mirabolanti.

L’auspicio è che questa volta le risorse vengono investite in maniera oculata e non per costruire cattedrali nel deserto, destinate a tramutarsi in costi e problemi a carico della collettività a partire dalla fine dei Giochi.

Vanno bene le Olimpiadi insomma, a patto che si ripaghino davvero e non finiscano solo per tradursi nella consueta “mangiatoia” a base di soldi pubblici cui attingono “pochi e selezionati” soggetti. Per far questo serviranno occhi aperti da parte di tutti e grandissima oculatezza nell’erogazione delle risorse. Di sicuro l’idea non deve essere di “fare in fretta” sospendendo il codice degli appalti.

Come portavoce del M5S Trentino-Alto Adige/Südtirol speriamo poi che la lezione impartita dalla tempesta Vaia possa aiutare a stabilire le priorità degli investimenti. Le Olimpiadi possono essere un’occasione per mitigare i danni causati dalla forza della Natura? Benissimo. Iniziamo allora dicendo che ogni nuovo intervento deve partire dai concetti di prevenzione, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e, per carità, non smettiamo mai di ricordare che le risorse pubbliche sono limitate e che esistono delle priorità rispetto al business olimpico, ad esempio “cosette” come sanità, messa in sicurezza del territorio ed esercizio dei diritti democratici.

Alex Marini

Filippo Degasperi

Diego Nicolini

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