Tempesta Vaia: bene riparare i danni ma è ancora più importante prenderne spunto per evitare che il disastro possa ripetersi in futuro

La Tempesta Vaia è stata per molti aspetti un evento epocale. La furia della natura ci ha posti di fronte ad un dato di realtà inequivocabile: viviamo in territori fragili, che dobbiamo trattare con lungimiranza e rispetto se vogliamo evitare che ci franino letteralmente sotto i piedi. Visto alla luce degli imponenti cambiamenti climatici in atto a livello globale ciò significa programmare preventivamente lo sviluppo territoriale e al tempo stesso mettere in campo protocolli di intervento, sostenuti da risorse umane e materiali adeguate, e avere a disposizione piani d’azione che ci mettano in grado di minimizzare i danni provenienti anche dagli eventi calamitosi più imponenti. Non ci si può limitare a ricostruire ciò che viene di volta in volta distrutto, dobbiamo metterci in condizione di resistere, perché, per effetto dell’azione dell’uomo, ciò che abbiamo visto con Vaia diventerà con ogni probabilità la nostra nuova normalità.

A seguito di Vaia l’impegno dei volontari, delle strutture provinciali e del Consiglio è stato indubbiamente imponente. Abbiamo messo mano a danni ingentissimi e in breve tempo si sono ricondotte alla normalità situazioni che apparivano disastrose. Si sono rilevate criticità, fatto fronte a problematiche, stanziate risorse, realizzate opere, il tutto con competenza, dedizione e rapidità. Si può essere fieri del lavoro fatto ma purtroppo non basta. È mancata e manca ancora la pare programmatica, e lo dico con rammarico perché ho insistito più volte affinché ce ne occupassimo senza però riuscire ad ottenere che accadesse.

Cosa accadrà quando si ripresenterà un episodio come Vaia? Saremo pronti ad affrontarlo o dovremo di nuovo essere bravi a fare la conta dei danni ex post, dannandoci per porre rimedio a situazioni magari evitabili o mitigabili?

A queste domande, che pure ho posto con insistenza, mancano ancora le risposte.

La verità è che sulla programmazione degli interventi per mitigare i danni e sulla necessità di rivedere le politiche edilizie ed urbanistiche adattandole ai nuovi scenari e all’implicito rischio potenziale che comportano siamo ancora molto indietro per no dire al punto di partenza. Di fatto il decisore politico appare paralizzato dall’impossibilità ideologica e dogmatica di mettere in discussione un’idea di sviluppo vecchia di oltre un secolo e basata sull’idea che si possa costruire in qualunque luogo a prescindere dai rischi e dall’altra dall’evidenza tangibile di come questi modelli non siano più sostenibili.  Di conseguenza la programmazione del futuro viene affidata ai funzionari provinciali, i quali per loro natura possono rispondere alle problematiche immediate ma non possono dettare la linea o fornire la visione a chi sarebbe chiamato ad averle.

Per quanto mi riguarda la partecipazione alla commissione speciale sui danni da maltempo è stata un’occasione di crescita personale, di approfondimento su problematiche reali di grandissima attualità. Ho partecipato, ho studiato, ho approfondito e di conseguenza ho proposto molti quesiti a chi è stato chiamato a guidare la Provincia. Ciò, non nell’ottica del danneggiare un avversario ma come stimolo a migliorare l’esistente e a rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini, dei volontari e di tutto il personale che viene chiamato a salvare vite nel corso delle emergenze.

Di risposte fino ad ora non ce ne sono state molte, ma non demordo.

La questione delle questioni è la mancanza di piani di intervento in caso di eventi calamitosi come Vaia. Esiste una bozza di piano nazionale. Dovrebbero esserci documenti analoghi da parte delle Regioni e delle Provincie Autonome, che però a oggi, mancano e nel nostro caso, non c’è nemmeno un coordinamento costante con la Provincia di Bolzano, cioè l’altra metà della nostra Regione.

Ecco quindi che dobbiamo porci un’altra domanda: se dopo Vaia si ripresenteranno altri eventi con effetti simili o peggiori, quali saranno responsabilità collettive?

Se le cose resteranno come sono ora, io credo di sì, perché pur essendo stati avvertiti non avremo fatto il nostro dovere per mitigare i disastri che sapevamo si sarebbero verificati.

Su questo tema a Bolzano, spiace dirlo, sono più avanti di noi.  A pochi chilometri da Trento esiste infatti un’agenzia unica che coordina e pianifica gli interventi di Bacini Montani, Protezione Civile, Servizio Geologico, Vigili del fuoco. Da noi non c’è. Servirebbe? Io direi di sì, ma non lo sappiamo con certezza, perché non c’è nemmeno una valutazione in merito ai possibili vantaggi o svantaggi posti da una simile struttura di coordinamento.

Molti Consiglieri provinciali si sono espressi con fatalismo riguardo alle prospettive di tutela del territorio e sulla possibilità di scongiurare tragedie e disastri futuri causati da eventi calamitosi legati al cambiamento climatico.

Io penso che, per ciò che riguarda la responsabilità cui è chiamato ciascuno di noi, questo sia inaccettabile. Non ci può essere fatalismo nelle scelte che riguardano la collettività. Non si può dire, come fa qualcuno,  “andiamo avanti come sempre, poi accadrà quello che deve accadere, siamo tutti nelle mani di Dio”. Forse non possiamo fermare (nell’immediato) il cambiamento climatico, ma possiamo iniziare a limitare i comportamenti che lo ingenerano,  e di sicuro possiamo mitigarne gli effetti riducendo i rischi ad esso connessi, ad esempio costruendo in luoghi sicuri, prevedendo opere di difesa, piantando alberi per compattare il terreno, e diffondendo la conoscenza su come comportarsi in caso di pericolo.

Tutte azioni ampiamente alla nostra portata se solo vorremo fare lo sforzo di mettere in discussione i tanti totem ideologici cui, spesso per comodità, ci siamo votati.

*******

Di seguito l’intervento conclusivo in aula, copia dei verbali delle sedute della commissione e la relazione finale della Commissione speciale di studio sui danni causati dalla perturbazione meteorologica eccezionale che ha colpito il Trentino alla fine del mese di ottobre 2018 e sulle conseguenti misure di intervento:

16 gennaio 2019 – Verbale
sopralluogo in val di Fiemme e in val di Fassa

12 febbraio 2019 – Verbale
Consiglio delle autonomie locali
Associazione provinciale delle ASUC
Consortele di Rabbi
Magnifica Comunità di Fiemme
Regola feudale di Predazzo
Regole di Spinale e Manez
Federazione dei corpi vigili del fuoco volontari della Provincia Autonoma di
Trento
Coordinamento provinciale imprenditori
Coordinatore dei presidenti delle APT
Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura
organizzazioni sindacali CGIL,CISL e UIL

14 febbraio 2019 – Verbale
Confagricoltura del Trentino – Unione agricoltori
Associazione contadini trentini
Federazione provinciale Coldiretti – Trento
Consorzio difesa produttori agricoli
Federazione provinciale allevatori
Comitato interprofessionale ordini e collegi professionali della provincia di Trento
Collegio guide alpine
Società degli alpinisti tridentini (SAT)

15 febbraio 2019 – Verbale
sopralluogo in Val di Sole – Dimaro

20 febbraio 2019 – Verbale
Consorzio dei Comuni del Bacino imbrifero montano del Chiese
Libera associazione dei custodi forestali del Trentino
Associazione selvicoltori trentini, Fondazione Mach
Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del CNR
Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino
Parco naturale Adamello Brenta
Parco nazionale dello Stelvio – Trentino
prof. Aronne Armanini (ordinario di idraulica – Unitn)
prof. Dino Zardi (ordinario di meteorologia e climatologia – Unitn)
prof. Marco Ciolli (professore aggregato di ecologia applicata – Unint)
CIPRA
FAI
Italia nostra
Legambiente
Mountain Wilderness
Nimby Trentino

6 marzo 2019 – Verbale
Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico – servizio provinciale trentino
Federazione trentina pro Loco e loro consorzi
Comitato interprofessionale ordini e collegi della Provincia di Trento
WWF, PAN-EPPAA, LIPU

7 marzo 2019 – Verbale
prof. Elena Dai Prà (Geografia – Unitn)
dott.ssa Marcella Morandini (direttore Fondazione Dolomiti UNESCO)
Comune di Sella Giudicarie

13 aprile 2019
seduta interlocutoria per approvazione relazione

9 settembre 2019
sintesi della relazione degli uffici provinciali che hanno condotto gli interventi di ripristino dei danni

link a RELAZIONE CONCLUSIVA
(Approvata con deliberazione consiliare 23/2019/XVI)

Sintesi discussione finale: 22 ottobre e 23 ottobre

Intervento sulla relazione finale:

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