Dimissioni dal Forum per la Pace e i Diritti Umani: motivazioni e resoconto dell’attività svolta

Nel Consiglio provinciale del 20 maggio scorso avevo già espresso la mia intenzione di introdurre il principio della rotazione delle cariche assegnate ai politici, ovvero il ricambio nel corso di una legislatura delle persone che siedono in posizioni apicali all’interno delle istituzioni. Si tratta del resto di un tema che avevo già anticipato al presidente Kaswalder prima del suo insediamento alla testa del Consiglio provinciale. C’erano state promesse da parte sua nel senso di agevolare quella che è a tutti gli effetti una scelta di civiltà, ma poi di concreto non si è visto nulla, anzi, alla luce dei fatti è apparso chiaro come tutti coloro che hanno ricevuto una carica, ad esempio all’interno dell’Ufficio di presidenza del Consiglio, non intendano assolutamente lasciarla.

In questo quadro di per sé deludente si è poi inserito un fatto contingente, ovvero la sentenza del tribunale del lavoro emanata a inizio giugno sul licenziamento di un collaboratore di Kaswalder per motivo illecito. La circostanza mi ha indotto ad accelerare i tempi rispetto alla rinuncia alla posizione che rivestivo in seno al Forum per la pace. Avevo infatti già deciso che per dare il buon esempio mi sarei dimesso a metà mandato permettendo così ad un altro Consigliere di dare il proprio contributo all’interno del Forum, ma quanto sta avvenendo in Ufficio di Presidenza del Consiglio provinciale ha reso di scottante attualità la questione relativa alla necessità che i politici non si avvinghino con le unghie a qualsiasi seggiola o strapuntino messo a loro disposizione per una questione di mero potere e/o prestigio personale ma si pongano verso queste cariche in un rapporto di servizio, del quale in effetti sarebbero chiamati a dar prova se in molti di loro non prevalesse sempre e solo la logica del potere fine a se stesso.

Avevo ribadito la mia proposta in merito alla rotazione delle cariche anche nel corso dell’assemblea delle minoranze dell’8 giugno convocata per affrontare la vicenda Kaswalder.

In questa prima parte di legislatura ho cercato di portare il mio contributo all’attività del forum. Alcune volte ho avuto successo, in altri casi no. Di seguito una rassegna del lavoro svolto.

  • Nel maggio del 2019 ho stimolato l’attivazione del Forum per la Pace per organizzare un incontro per contrastare messaggi di odio online poi puntualmente organizzato nei mesi seguenti con il titolo «(S)Cambiare opinioni disinnescare l’odio on-line». Il momento di formazione non aveva tuttavia trovato una grande adesione tra i consiglieri provinciali vedendo solo una parziale partecipazione di alcuni di essi nonostante il fenomeno si presentasse (e per il vero continua ad essere) piuttosto preoccupante anche in quello che normalmente viene dipinto come pacifico e tollerante Trentino. A mio avviso l’esempio negativo più eclatante a tale riguardo è sicuramente rappresentato dalle frequenti prese di posizione pubbliche del presidente di un’istituzione museale come il Mart. Anziché combattere attivamente l’odio online pare che ci sia il tentativo di fomentarlo per creare un clima sociale di divisione e smarrimento per biechi fini politici.
  • Nell’aprile 2020, pur con notevoli resistenze da parte delle strutture del Consiglio provinciale, il M5S è riuscito a trovare il favore dell’Aula per la predisposizione di un’edizione speciale del libretto divulgativo sull’attività del Consiglio provinciale “Leggi per voi”, nel caso specifico intitolato “Leggi con voi”, nella quale dovrebbero essere presentati gli istituti di partecipazione previsti dalla Costituzione, dallo Statuto di autonomia, dalla legge sui referendum provinciali e dal regolamento interno del Consiglio provinciale. Il diritto di partecipare alla vita politica, direttamente o tramite rappresentanti eletti, è sancito dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo ma a livello provinciale nessun organismo si era mai occupato di promuovere politiche attive per valorizzarli. L’approvazione di questa mozione (e l’auspicabile rapida attuazione) credo che sia stato un successo non di poco conto. Sottolineo come tra i altri soggetti istituzionali coinvolti si preveda anche il Forum per la Pace quale parte attiva nel processo di scrittura dell’opuscolo. Essere riuscito a promuovere il valore dei diritti politici e della partecipazione popolare a livello istituzionale credo sia sicuramente la soddisfazione più grande ottenuta nel ruolo di rappresentante delle minoranze nel Forum.
  •  Il 19 febbraio si è svolta l’assemblea annuale del Forum per la Pace. Vi ho preso parte in qualità di membro nominato in rappresentanza delle minoranze consiliari. Ho assistito all’annuncio della commemorazione di due eventi tristissimi ma al tempo stesso epocali: 80 anni dall’entrata in guerra dell’Italia e 75 anni dai bombardamenti atomici sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Nella riunione propedeutica all’assemblea ho proposto di contattare Mario Antolini “Muson” per fare tesoro e divulgare la sua esperienza come missionario religioso salesiano in Giappone tra il 1939 e il 1947 proprio nei pressi di Nagasaki e quindi come sfortunato protagonista del tragico evento. Ho anche messo in contatto il forum con gli autori della rock-opera Dolomitenfront al fine di valorizzare una produzione artistica di assoluto pregio e originalità in un’ottica di educazione alla cittadinanza e di consapevolizzazione riguardo all’orrore di tutte le guerre
  • Nel corso del mandato ho presentato anche alcuni atti il cui fine era quello di ampliare la base sociale del Forum ma non ho trovato aperture da parte della Presidenza del Consiglio. Nel gennaio 2020 ho presentato l’interrogazione “Allargamento della partecipazione al Forum trentino per la pace”  per chiedere se non si intendesse interpretare in maniera più estensiva il significato di “diritti umani” al fine di assicurare una partecipazione piena e sostanziale delle associazioni operanti sul territorio provinciale alle attività del Forum per la pace e i diritti umani e al perseguimento delle finalità della legge istitutiva del Forum medesimo. Chiedevo inoltre a Kaswalder se, in qualità di Presidente dell’assemblea intendesse promuovere, in forma coordinata con i Comuni e le Comunità trentine, attività di informazione nei confronti di tutte le associazioni che operano sul territorio provinciale allo scopo di far conoscere la possibilità e la modalità di iscrizione al Forum e di favorire la partecipazione diffusa di un numero maggiore di soggetti alle iniziative messe in campo dal Forum per perseguire i fini previsti dalla legge. L’interrogazione riprendeva e rafforzava alcuni concetti espressi nell’interrogazione “Azioni per favorire la partecipazione alle iniziative del Forum trentino per la pace e i diritti umani” del giugno 2019 le cui proposte non avevano trovato terreno fertile nelle stanze del potere di Palazzo Trentini e forse anche un certo disinteresse da parte della società civile trentina, purtroppo spesso disattenta al potenziale connesso al ruolo del Forum e alla necessità di difendere i diritti umani anche nella vita di tutti i giorni.
  • Si è risolto senza successo anche il tentativo di coinvolgimento del Forum nella mostra sui diritti politici e sulla democrazia diretta che avrei voluto portare a Palazzo Trentinie che aveva già trovato l’ampia disponibilità di tempo e risorse del Console generale svizzero di Milano. Qui la responsabilità non è certo del Forum e dei soggetti istituzionali e accademici che avevano già dato la loro disponibilità al progetto, ma è tutta da attribuirsi al vero e proprio boicottaggio messo in atto dalla Presidenza del Consiglio provinciale per renderne difficoltoso lo svolgimento e per l’assoluta mancanza di volontà a condividere le informazione con il Forum con riguardo alle mostre presso Palazzo Trentini.
  • Soddisfacente invece l’esito dell’iniziativa per creare una sinergia tra l’attività formativa e divulgativa del Punto Europa / Europe Direct e il Forum per la Pace. Nei mesi scorsi durante una visita al Centro di documentazione della Provincia mi resi conto della possibilità di instaurare un rapporto di collaborazione tra i due soggetti istituzionali e li misi in contatto. In considerazione degli scarsi mezzi di cui sono dotate tali strutture l’unico modo per continuare a svolgere attività formative essenziali per creare una cultura della pace e di spirito di solidarietà tra i popoli, a partire da quelli europei, è quello di lavorare in maniera sinergica.

Vorrei inoltre a rimarcare la mia convinzione che diritto di difesa, diritto alla privacy, diritto d’asilo, libertà d’opinione, libertà di associazione, diritto di partecipare al governo del proprio paese, il libero sviluppo della personalità dell’uomo, la protezione contro la disoccupazione, il diritto al riposo e allo svago, il diritto alla salute, al benessere familiare e all’alimentazione e tutti gli altri diritti sono condizione fondamentale e imprescindibile al perseguimento della pace, la quale può essere raggiunta e coltivata tutelando e promuovendo tutti i diritti umani e creando quindi un contesto fertile per mantenerla viva. Anche al di fuori del Forum continuerò a lavorare per realizzare questa convinzione.

Per concludere, ringrazio i funzionari impiegati presso il forum Riccardo Santoni e Luisa Zancanella, il cui lavoro è genuinamente ispirato ai fini perseguiti dal Forum stesso ed è sempre svolto con professionalità e puntualità encomiabili. Ringrazio naturalmente il Presidente Massimiliano Pilati e tutti componenti del Forum, che col loro impegno permettono di perseguire risultati niente affatto scontati, offrendo un servizio quanto mai necessario alla società trentina e alle nuove generazioni che la vanno via via a comporre, e mi auguro, a migliorare.

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