Mentre nei palazzi del potere si dorme le mafie allungano i loro tentacoli in tutta la provincia di Trento!

È forse vero che in Trentino non esistono fenomeni di smaltimento illegale dei rifiuti, ricettazione, prostituzione o vendita di sostanze stupefacenti? E magari è vero che in provincia di Trento non esistono infiltrazioni nell’economia legale da parte della criminalità organizzata tramite operazioni di riciclaggio? Purtroppo no, almeno a giudicare da quanto riportato in una recente analisi elaborata dall’Ufficio Studi CGIa di Mestre.

Secondo il segretario della CGIA Renato Mason “le organizzazioni che gestiscono le attività criminali hanno la necessità di reinvestire i proventi nell’economia legale. Ed è molto importante che in sede di controllo le autorità preposte siano in grado di distinguere bene il capitale dell’azienda da quello di provenienza sospetta, al fine di evitare commistioni che potrebbero generare, in fase di istruttoria, dei pericolosi fraintendimenti. Il boom di denunce avvenute tra il 2009 e il 2019, comunque, è un segnale molto preoccupante”.

La conclusione a cui arriva la GCIa di Mestre non si basa su mere supposizioni ma sui dati rilevati dall’Unità di Informazione Finanziaria di Bankitalia e successivamente trasmessi agli organi investigativi (Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza-NSPV e Direzione investigativa antimafia-DIA). Si tratta quindi di valutazioni concrete che danno conto di un fenomeno reale, il quale non dovrebbe essere posto solo sotto la lente di ingrandimento degli organi di vigilanza e dall’autorità giudiziaria ma anche dalle istituzioni rappresentative e della pubblica opinione.

Nonostante la gravità della situazione, in provincia di Trento le contromisure che dovrebbero venire adottate dalle istituzioni locali per il momento latitano. Il M5S sta provando a fare la sua parte – ad esempio abbiamo presentato a più riprese iniziative legislative per l’istituzione di un Osservatorio sia a livello provinciale che a livello regionale – ma le resistenze rimangono forti, e pertanto le iniziative per avviare un monitoraggio sistematico dei fenomeni, anche in relazione all’efficacia nella promozione delle politiche istituzionali e nell’utilizzo delle risorse pubbliche, rimangono al palo. È quasi come se vi fosse la volontà di lasciare le cose come stanno o perfino di creare l’humus affinchè certi fenomeni, anzichè essere fermati sul nascere possano proliferare come una metastasi.

Uno degli ultimi esempi di come le istituzioni locali facciano orecchie da mercante rispetto al problema evidenziato dalla CGIa si trova nella mancata risposta a un’interrogazione presentata nel giugno scorso con la quale chiedevo conto al presidente Kaswalder della sua partecipazione ai lavori del Coordinamento delle Commissioni e Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità. A quanto pare, mentre tutti i consigli regionali d’Italia hanno nominato un delegato per partecipare alle attività del coordinamento il Presidente del Consiglio provinciale trentino preferisce prendere sottogamba il problema come del resto avviene per tutte le altre questioni che riguardano l’assemblea legislativa trentina. Ma mentre nei palazzi del potere di Trento si dorme o si pensa ad altro, nel mondo economico e sociale della nostra provincia avanzano organizzazioni criminali senza scrupoli che non vedono l’ora di mettere radici anche qui da noi, se ci riusciranno potranno ringraziare l’ignavia di chi ha preferito voltarsi dall’altra parte facendo finta che il problema non lo riguardasse.

* * * * *

Segue il testo integrale dell’interrogazione 1598/XVI del 16 giugno 2020

“Partecipazione del Consiglio provinciale alle sedute del coordinamento delle commissioni e osservatori sul contrasto della criminalità organizzata”

L’ordine del giorno 74/XVI, approvato nella seduta di Consiglio provinciale del 25 luglio 2019 impegnava la Giunta provinciale a istituire entro il 31 dicembre 2019 un osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e la promozione della trasparenza e della cittadinanza consapevole. Nelle premesse si specificava che, date le caratteristiche di indipendenza ed imparzialità che lo avrebbero dovuto contraddistinguere, l’osservatorio avrebbe dovuto essere incardinato presso la struttura del Consiglio provinciale;

per favorire l’attuazione dell’ordine del giorno 74/XVI, in data 30 ottobre 2019 l’interrogante presentava il disegno di legge 34/XVI con il quale si proponeva di inserire l’osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e la promozione della cultura della legalità e del ruolo della società civile all’interno della legge provinciale 15/2011, “Promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile per la prevenzione del crimine organizzato”;

per velocizzare l’iter di creazione di questo organismo, veniva presentato l’emendamento 13.7 al ddl 36/XVILegge collegata alla manovra di bilancio provinciale 2020” nel quale si proponeva nuovamente l’istituzione dell’osservatorio di cui sopra. Nonostante gli impegni contenuti nell’ordine del giorno 74/XVI, l’emendamento veniva bocciato. A giustificazione della decisione veniva fornita la spiegazione che difficoltà di natura tecnico-organizzativa interne al Consiglio provinciale non avrebbero consentito il corretto funzionamento dell’organismo;

contestualmente alla bocciatura dell’emendamento, il presidente del Consiglio regionale e il presidente della Giunta provinciale si assumevano con l’interrogante l’impegno di istituire l’osservatorio sulla criminalità organizzata a livello regionale. Questo impegno veniva formalmente confermato con l’approvazione della proposta di ordine del giorno 16/55/XVI;

nonostante l’impegno preso di istituire l’Osservatorio in sede regionale con l’approvazione del punto 1 del dispostivo della proposta di ordine del giorno 16/55/XVI, si ritiene opportuno che il Consiglio provinciale di Trento partecipi attivamente ai lavori del Coordinamento delle Commissioni e Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità, i cui esiti recenti sono stati peraltro trattati nella seduta in plenaria della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome del 23 aprile scorso a cui ha partecipato anche il Presidente del Consiglio provinciale di Trento in carica;

nel caso di specie si segnala come la prossima convocazione del Coordinamento delle Commissioni e Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità incardinato presso Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome sia stata programmata in modalità di videoconferenza per giovedì 14 maggio 2020 alle ore 11.00 sotto il coordinamento del Presidente del Coordinamento Carmine Cicala (Presidente del Consiglio regionale della Basilicata). Pur nell’imminenza dell’appuntamento, come già annunciato in aula dall’interrogante nella seduta consiliare del 9 maggio scorso, si ritiene opportuno garantire la presenza di un delegato del Consiglio provinciale di Trento già a partire quell’occasione;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente del Consiglio provinciale per sapere

se fino alla data di deposito della presente interrogazione egli abbia seguito i lavori del Coordinamento delle Commissioni e Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità presso la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome e quali siano gli esiti della partecipazione a tali lavori;

se, anche in considerazione dei numerosi impegni connessi all’esercizio della carica di Presidente del Consiglio provinciale, abbia inteso o intenda delegare un consigliere provinciale a rappresentare e a partecipare ai lavori del Coordinamento delle Commissioni e Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità per conto del Consiglio provinciale di Trento;

2 Replies to “Mentre nei palazzi del potere si dorme le mafie allungano i loro tentacoli in tutta la provincia di Trento!”

  1. È vero che in Trentino esistono fenomeni di smaltimento illegale dei rifiuti?

    – Noi non sappiamo niente!

    E di ricettazione?

    – Noi non abbiamo visto niente!

    E di prostituzione o vendita di sostanze stupefacenti?

    – Mai visto o sentito niente!

    È vero che in provincia di Trento esistono infiltrazioni nell’economia legale da parte della criminalità organizzata?

    – Criminalità organizzata? Mai saputo niente!

    E di operazioni di riciclaggio?

    – Noi non sappiamo nemmeno cosa sia il riciclaggio !?

    🤔🙄

    https://www.ladige.it/sites/www.ladige.it/files/styles/798×457/public/maschio%2018906522%20%28Small%29.jpg?itok=9cOvL0Kc

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