Diritti dei consiglieri comunali: libero accesso da remoto al registro di protocollo informatico e al sistema contabile

A breve coloro che i cittadini hanno scelto come loro rappresentanti saranno proclamati consiglieri comunali e, salvo situazioni eccezionali, la loro carica durerà per cinque anni. La funzione che saranno chiamati a svolgere è essenziale per assicurare il buon andamento della pubblica amministrazione e la tenuta delle istituzioni democratiche a livello locale. Tuttavia esistono ad oggi ostacoli che rischiano di inficiare o rendere difficile l’esercizio del loro mandato, barriere che è nostro compito rimuovere per garantire un esercizio pieno della democrazia.

Nel corso del loro mandato i neoeletti consiglieri dovranno discutere e approvare atti e documenti riguardanti una lunga serie di tematiche di interesse locale: piani urbanistici, bilanci comunali, adeguamenti statutari e regolamentari, varie opere pubbliche, interventi nell’ambito sociale, tasse e imposte locali e tanto altro. Per poter svolgere al meglio una simile funzione è essenziale che le amministrazioni comunali siano trasparenti e consentano ai consiglieri la piena accessibilità ai dati, ai documenti e alle informazione in loro possesso.

Uno strumento di fondamentale importanza per garantire gli standard minimi di trasparenza è l’attuazione del diritto di accedere per via telematica al registro di protocollo informatico e al sistema contabile. Per questo nel luglio scorso il Consiglio provinciale ha approvato una proposta di ordine del giorno del M5S che ha impegnato la Giunta a porre in essere le iniziative di competenza nei confronti dei Comuni e delle Comunità della nostra Provincia per assicurare l’attuazione dei principi internazionali sull’e-government e delle indicazioni del Ministero dell’interno sul diritto di libero accesso da remoto da parte dei consiglieri comunali. A oggi, sono purtroppo rari i Comuni che garantiscono tale servizio e che consentono quindi una piena rappresentanza della collettività da parte dei consiglieri. È quindi urgente lavorare per il riconoscimento effettivo di tale prerogativa, pena lo svilimento del principio democratico alla base delle autonomie locali.

Se dal lato delle istituzioni provinciali la strada appare spianata ora tocca ai neoeletti rendere concreto quanto affermato in una recente nota attuativa del citato ordine del giorno, e cioè che è da ritenersi obbligatorio per i Comuni l’accesso al protocollo informatico dell’ente, per trarre dalla consultazione tutte le notizie che il consigliere reputi necessarie all’espletamento del suo mandato. Ma non è sufficiente. Come definitivamente e univocamente acclarato dalla giurisprudenza, l’accesso al registro di protocollo e al sistema contabile attraverso gli strumenti informatici deve poter avvenire da remoto.

Ecco quindi l’invito ai nuovi consiglieri comunali di partire con il piede di giusto premurandosi di far predisporre quanto prima possibile soluzioni per consentire il pieno e libero accesso ai software di protocollazione e di contabilità. Solo così potranno controllare l’operato della pubblica amministrazione, acquisire le informazioni utili al corretto espletamento del loro mandato e più in generale agire politicamente in piena consapevolezza sulla base delle informazioni necessarie.

* lettera inoltrata al giornale Trentino il giorno 26 settembre e non pubblicata

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