Il M5S impegna la Giunta a potenziare la rete di ricarica dei mezzi elettrici in Provincia di Trento

La mobilità elettrica è il futuro. Continuano a ripetercelo ed è un obiettivo che è senz’altro necessario perseguire, ma per arrivarci non bastano le parole, servono i fatti. Per questo il M5S ha presentato un Ordine del Giorno, approvato ieri dal Consiglio Provinciale, col quale la Provincia si impegna a potenziare la rete di colonnine per la ricarica dei mezzi elettrici su tutto il territorio trentino.

Per far ingranare la mobilità elettrica, cioè uno dei pilastri della cosiddetta “rivoluzione green” (su cui, fra l’altro, si basa gran parte dell’accordo sul Recovery Fund europeo) è fondamentale mettere a disposizione degli utenti una rete capillare ed efficiente di punti di rifornimento. Partendo da questo presupposto il nostro OdG non ha fatto altro che dare concretezza a un’esigenza conclamata, cercando di facilitare al massimo la posa dei punti di ricarica. Per questo la nostra proposta prevede che la rete di ricarica dei mezzi elettrici venga potenziata partendo dagli uffici e dalle strutture pubbliche, che in Trentino sono diffusi e che essendo per l’appunto pubblici dovrebbero comportare costi sostenibili e problematiche burocratiche gestibili.

A dire il vero avevamo anche chiesto che la Provincia incaricasse Trentino Digitale Spa, una delle sue società controllate, di realizzare uno studio di fattibilità a partire da un’idea progettuale già elaborata, che definisse un programma chiaro e stabilisse le tappe della migrazione del parco mezzi provinciali verso l’elettrico. Sembrava una questione di semplice buon senso (abbiamo fior di società partecipate e il passaggio all’elettrico è uno dei punti chiave per raggiungere gli obiettivi nazionali ed europei… perché non unire le 2 cose?) ma è stata tolta in fase di approvazione. Non capiamo ma ci adeguiamo, anche perché l’impegno a potenziare la rete dei punti di ricarica partendo dalle strutture pubbliche e quindi contenendo i costi non era scontato ed è un importante passo che il Trentino fa nella direzione del favorire la diffusione della mobilità elettrica.

* * * * *

Segue il testo integrale della proposta di ordine del giorno 1/49/XVI:
* Sono state approvate le premesse e il secondo punto del dispositivo, bocciato invece il primo punto

Accompagnare la transizione verso la mobilità elettrica del parco auto delle amministrazioni pubbliche provinciali

Disegno di legge n. 49/XVI “Modificazioni della legge provinciale 6 marzo 1998, n. 4 (Disposizioni per l’attuazione del decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1977, n. 235. Istituzione dell’azienda speciale provinciale per l’energia, disciplina dell’utilizzo dell’energia elettrica spettante alla Provincia ai sensi dell’articolo 13 dello statuto speciale per il Trentino – Alto Adige, criteri per la redazione del piano della distribuzione e modificazioni alle leggi provinciali 15 dicembre 1980, n. 38 e 13 luglio 1995, n. 7), della legge provinciale sull’energia 2012, della legge provinciale sulle acque pubbliche 1976 e della legge provinciale 11 settembre 1995, n. 11 (Istituzione dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente)”

Il comma 2 dell’art. 2 (Piano provinciale della mobilità) della legge provinciale 30 giugno 2017, n. 6 “Pianificazione e gestione degli interventi in materia di mobilità sostenibile” prevede che entro il 2020 il 45% degli spostamenti continuativi avvenga tramite mobilità sostenibile, quota che sale al 50% nel 2025 e al 60% entro il 2030;

l’art. 14 (incentivazione dei soggetti pubblici e privati) della legge provinciale sull’energia prevede che “la Provincia sostiene e incentiva gli investimenti pubblici e privati diretti ad un uso razionale dell’energia, all’efficienza energetica e all’impiego delle fonti rinnovabili di energia” (c. 1) e a tal fine “può concedere contributi a soggetti pubblici e privati, anche organizzati in forma di partenariato pubblico privato, fino alla misura massima del 70 per cento della spesa ritenuta ammissibile, nel rispetto delle norme dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato, per interventi diretti a:

f) l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale e la modifica dell’alimentazione dei veicoli con l’uso di carburanti meno inquinanti; tra i predetti veicoli possono essere comprese anche le auto elettriche, auto ibride elettriche, quelle a idrogeno o a idrometano;

g) l’installazione di impianti fissi senza serbatoi di accumulo adibiti al rifornimento a carica lenta di gas naturale ad uso domestico o aziendale per autotrazione e la realizzazione di stazioni per la ricarica di veicoli elettrici o ibridi;” (c.2)

le due normative appena citate, si collocano all’interno di un quadro più generale nel cui perimetro la tematica ambientale espressa attraverso la mobilità sostenibile rappresenta una linea di indirizzo delle politiche adottate non solo a livello territoriale, ma anche nazionale;

a livello nazionale, la normativa in materia di mobilità elettrica si è evoluta in particolare tra il 2014 e il 2016, a seguito della Direttiva 2014/94/UE (anche detta DAFI, Alternative Fuel Infrastructrure Directive), recepita nell’ordinamento nazionale con il decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257. Il quadro definito dalla Direttiva 2014/94/UE è basato sul principio che lo sviluppo e l’esercizio delle infrastrutture di ricarica in luoghi accessibili al pubblico dovrebbero essere ispirati ai principi di un mercato concorrenziale con accesso aperto a tutti i soggetti che possiedono e gestiscono punti di ricarica in luoghi aperti al pubblico;

esiste inoltre il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (PNIRE), previsto dal decreto‐legge 22 giugno 2012, n. 83 (convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 134) che si occupa proprio della sezione dedicata all’energia elettrica all’interno del Quadro strategico nazionale per lo sviluppo del mercato dei combustibili alternativi nel settore dei trasporti e della realizzazione della relativa infrastruttura;

per quanto riguarda la realtà trentina, la Giunta provinciale di Trento ha approvato il 22 settembre 2017 il Piano Provinciale per la Mobilità Elettrica (PPME) con l’intento di perseguire due obiettivi:

  1. promuovere una pianificazione della mobilità innovativa e sostenibile che metta al centro le persone;
  2. spingere ulteriormente la provincia di Trento nella direzione di “Zero Emission Province”, accrescendo la qualità tecnologica ed energetica, ma soprattutto quella ambientale e una migliore vivibilità urbana ed extraurbana nonché un territorio più green;

il PPME, che si inserisce all’interno del più generale piano di mobilità provinciale istituito con la lp 6/2017, ha previsto diverse azioni volte ad implementare l’utilizzo dei mezzi elettrici come ad esempio agevolazioni per le colonnine di ricarica private, la creazione di colonne di ricarica presso i nuclei familiari, ma anche presso la rete stradale, le imprese, gli alberghi o i parcheggi comunali;

nonostante il calo generale dell’acquisto di autoveicoli rispetto allo stesso periodo del 2019, dovuto con tutta evidenza alle conseguenze dell’epidemia da Covid19, i dati sull’acquisto dei veicoli elettrici e ibridi di inizio 2020 sono a dir poco positivi;

secondo quanto riportato nel White Paper di Repower “Mobilità sostenibile e veicoli elettrici” vi è stata una crescita dell’82% (gennaio 2020 rispetto allo stesso mese del 2019) del numero di immatricolazioni delle auto ibride intese nella totalità di gamma che giungono a rappresentare il 10% del mercato (a gennaio 2019 si attestava sul 5,2%). Il dato è ancora più incoraggiante per quanto riguarda le auto elettriche “pure”: +586,6% rispetto allo stesso periodo del 2019, con 1.943 unità (nel 2019 erano appena 283) (Cresce la mobilità elettrica,e 5 milioni di italiani si muovono ‘in condivisione’– adnkronos, 15 aprile 2020);

il mercato dell’elettrico è in continua crescita: a livello globale i numeri di vendita sono in aumento e si prevede che nei prossimi 20 anni le auto elettriche rappresenteranno il 55% delle vendite del nuovo e toccheranno il tetto del 33% della flotta globale;

per far sì che il nostro territorio raggiunga l’obiettivo auspicato nel PPME, ovvero diventare una provincia a “Emissione zero”, è evidente come si debba agire per rendere la mobilità elettrica, ad oggi ancora da molti considerata un lusso, sempre più diffusa e abbordabile;

una proposta di progetto è stata elaborata proprio dagli esperti di Trentino Digitale Spa, Francesco Calzolari, Ph.D. e Andrea Pisetta. Si tratta del progetto “E-PAT: Smart Mobility PAT”, una proposta per la mobilità elettrica della PAT e delle società controllate, utilizzando l’infrastruttura di Trentino Digitale per la rapida predisposizione e diffusione delle stazioni di ricarica;

secondo quanto prevede questo progetto, in un primo momento si procederebbe individuando le destinazioni più frequentemente raggiunte dai veicoli in possesso della PAT e delle società controllate, in modo da localizzare i punti più adatti in cui costruire le infrastrutture necessarie per la ricarica veloce dei mezzi elettrici, dopodichè si potrebbe iniziare progressivamente a sostituire i mezzi PAT e delle società con mezzi elettrici”;

con riguardo alla scelta dei luoghi di installazione delle ricariche, sarebbe utile procedere individuando i punti di rete dove è più facile disporre i punti di ricarica, tenendo anche in considerazione la vicinanza degli stessi agli edifici di proprietà provinciale, la frequenza degli accessi, ecc.. Successivamente si doterebbero della infrastruttura per la ricarica veloce i nodi individuati e si passerebbe così all’acquisto di un certo numero di mezzi elettrici per dare inizio alla sperimentazione. Esaurita tale fase e presupponendo gli esiti si siano rivelati positivi, per implementare ulteriormente il progetto si potrebbe prevedere un ampliamento della platea delle stazioni di ricarica e dei mezzi elettrici PAT e delle società controllate;

grazie a questa proposta, si potrebbe attivare un progetto di ampliamento della mobilità elettrica partendo da un cambiamento che vede come protagonista l’ente provinciale. Questa transizione verso la mobilità elettrica ovviamente vedrebbe coinvolta Trentino Digitale, la cui mission è guidare la transizione digitale della P.A. trentina e di erogare servizi digitali per il cittadino facendosi portatrice di soluzioni innovative e che migliorino l’efficienza dei processi di accesso alla cosa pubblica;

un esempio virtuoso in questo campo proviene proprio dal nostro territorio e in particolare dal comune di Moena, in Val di Fassa, che grazie all’obiettivo raggiunto è stata inserita nel rapporto CittàMez 2020 Mobilità Emissioni zero redatto in collaborazione da Motus-E e Legambiente. A Moena infatti, la cura del verde viene svolta solo con veicoli elettrici a zero emissioni e questo permette di avere costi di gestione più bassi. Nella città inoltre, dove vengono offerti più di 12.000 posti letto in 60 strutture ricettive, l’amministrazione comunale ha investito nella creazione di punti di ricarica e-bike e car sharing e ha acquistato una spazzatrice stradale elettrica;

alla luce di quanto delineato appare chiaro come la strada da intraprendere sia quella di uno sviluppo sempre più diramato della mobilità sostenibile su vettore elettrico, che veda coinvolti un numero di cittadini sempre crescente tramite uno sviluppo che si potrebbe definire orizzontale. Consci del fatto che il passaggio dalla mobilità alimentata con combustibile fossile a quella elettrica non sarà immediato, soprattutto in quanto presuppone un processo mentale ed un cambiamento di visione non ancora radicato a livello culturale e sociale, è fondamentale che questa trasformazione cominci dalle realtà più virtuose, sia in ambito pubblico che privato. Si ritiene pertanto che la PAT possa fare da apripista ai processi sin qui delineati, in tal modo ponendo le prime fondamenta per quella “rivoluzione green” che è già iniziata e che secondo numerosi studi ed esperti presto sarà la normalità;

tutto ciò premesso il Consiglio impegna la Giunta provinciale

ad incaricare una o più delle proprie società di sistema ritenute più adatte allo scopo, di sviluppare uno studio di fattibilità, sul modello del progetto “E-PAT: Smart Mobility PAT”, per la definizione di una road-map per accompagnare la transizione verso la mobilità elettrica del parco auto di tutte le pubbliche amministrazioni del Trentino, anche tramite l’utilizzo di una parte dei circa 400 nodi di rete gestiti da Trentino Digitale e degli altri immobili di proprietà dell’amministrazione provinciale collegati alla rete dell’energia elettrica (NON APPROVATO);

ad adoperarsi per aumentare l’installazione di colonnine dedicate alla ricarica di automobili ed e-bike, dapprima nei pressi degli uffici pubblici e successivamente vicino ai maggiori punti di interesse pubblico quali supermercati, impianti sportivi, punti di rifornimento autostradali e via discorrendo (APPROVATO);

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...