Waris e Schläfer, Trentino Sviluppo deve insinuarsi nei fallimenti per oltre 150 mila euro. Sarà lunga e difficile ed è il sintomo di un sistema che non funziona

La Provincia ha risposto alla nostra ultima interrogazione sulla situazione delle ditte storesi Waris Srl e Schläfer Srl,anche in relazione alla possibilità di recuperare i crediti dovuti all’ente pubblico, e di conseguenza anche ai dipendenti di queste imprese che a loro favore vantano numerosi emolumenti dovuti e non versati e sono anch’essi trattati come creditori privilegiati. Purtroppo le notizie non sembrano per niente buone. 

La risposta della Provincia ricostruisce fino nei minimi dettagli la vicenda di Waris e di Schläfer. Gli eventi riportati dal 2017 ai giorni nostri sono tanti, ma la sintesi del discorso è che la controllata provinciale Trentino Sviluppo vanta ancora crediti non corrisposti per 86.184,39 euro da Waris Srl e per 68.106,56 euro da Schläfer Srl. In entrambe i casi la possibilità di ottenere il dovuto dalle imprese dipenderà dai giudici che ne stanno valutando le pratiche di fallimento. La disponibilità accertata di denaro appare limitata a 44.500 euro e in mezzo ci sono anche altri creditori.

A fronte di queste constatazioni la chiosa non può che essere amara. Sembra proprio che nella nostra Provincia ci siano soggetti che riescono chissà come ad ottenere sempre molta fiducia dalle Istituzioni, anche a prescindere da situazioni pregresse che magari dovrebbero indurre a mostrare maggiore prudenza nei loro confronti. Il modus operandi è più o meno sempre quello. Si fanno promesse mirabolanti e si ottengono sostegni pubblici. Poi la realtà si dimostra molto meno rosea di come la si era prefigurata e chi ci resta sotto sono i lavoratori e i piccoli creditori oltre ai cittadini che con le loro tasse contribuiscono a mettere il denaro che inevitabilmente va perduto in questo genere di operazioni, sul cui esito negativo in molti conoscendo la storia dei vari attori avrebbero magari scommesso. Così va, perché sostanzialmente a molti fa comodo le cose si sviluppino secondo il triste e vecchio copione che segue la massima “tanto paga Pantalone”. La cosa più insopportabile però è che la stessa gente che nei fatti difende questo stato di cose è anche la prima che si indigna se, dopo anni di tagli e di deregulation selvaggia, lo Stato cerca di garantire un minimo di sostegno e di welfare alle vittime di queste vicende.

Tornando nello specifico, come era forse prevedibile la situazione appare assai complicata. Il M5S sta comunque approfondendo la situazione per capire se ci siano margini di manovra ulteriori rispetto al solo intervento dello Stato a favore dei lavoratori lasciati senza stipendi. Lo stabilimento utilizzato è di proprietà pubblica, è stato ristrutturato di recente e rappresenta quindi un asset da mettere al più presto in condizione di funzionare producendo valore per imprese serie che puntino a dare sviluppo concreto al territorio e non solo alle tasche dei loro dirigenti.

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Qui l’Interrogazione n. 1585/XVI a risposta scritta “Mancato pagamento di canoni di locazione a Trentino Sviluppo Spa da parte di aziende della Valle del Chiese”

La risposta non è stata pubblicata “a tutela della riservatezza delle informazioni ivi contenute”

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