L’Agenzia regionale della Giustizia non può essere istituita senza coinvolgere il Consiglio regionale!

Trasparenza e democrazia delle istituzioni non sembrano essere temi all’ordine del giorno dell’agenda politica provinciale e regionale. Anzi, la discussione che li riguarda causa non pochi mal di pancia a chi ha le mani sulle leve del comando. In un clima di disinteresse generale e scarsa fiducia nelle Istituzioni, vale tuttavia la pena provare a discutere dell’Agenzia regionale della Giustizia, la cui istituzione è stata inserita con malizia fra le pieghe della legge di stabilità regionale per il 2021 (relazione illustrativa del disegno di legge + relazione di commissione e testo coordinato che sarà discusso dall’aula), tenendone così all’oscuro l’opinione pubblica.

Dopo i danni causati dal Covid e con lo sforzo per la ricostruzione che richiederà investimenti pubblici senza precedenti, è assolutamente necessario dotarsi di strumenti come l’Agenzia regionale della Giustizia che può essere istituita in forza della delega ottenuta dallo Stato nel 2017 (D.lgs. 16/2017). Serve tuttavia che tali strumenti siano organizzati in maniera da poter essere efficaci e, in ultima istanza, utili alla collettività, invece di venir costruiti in modo da risultare pleonastici. Per far questo è necessario che le scelte relative all’Agenzia siano il più possibile pubbliche e partecipate.

Affinché l’Autonomia non si traduca in un arbitrario esercizio di potere da parte di pochi, è necessario mettere in campo uno sforzo concreto e rispolverare alcuni principi cardine dell’ordinamento democratico. In particolare, nell’istituzione dell’Agenzia va assicurato il pieno coinvolgimento del Consiglio regionale,  troppo spesso relegato ad organo di ratifica delle scelte del potere esecutivo, il quale deve essere parte attiva nella definizione delle modalità di esercizio delle competenze acquisite con la delega in materia di amministrazione della giustizia.

Vanno altresì affermati i concetti di pluralismo, non solo politico, e separazione dei poteri garantendo ai diversi soggetti istituzionali che hanno interessi nell’ambito il diritto di iniziativa sugli indirizzi che poi saranno dati all’Agenzia ma anche strumenti di controllo sull’operato della stessa.

Sotto il profilo delle prospettive future, l’Agenzia può svolgere una funzione di modernizzazione nell’organizzazione e nelle modalità di erogazione dei servizi da parte degli uffici giudiziari garantendo trasparenza, autonomia gestionale e un approccio orientato alla soddisfazione delle esigenze dell’utenza. L’amministrazione della giustizia nella nostra Regione può diventare un modello dagli elevati standard solo se si agisce in una logica di digitalizzazione e sburocratizzazione e se si stabiliscono regole per tenere a buona distanza le ingerenze della politica.

Fare altrimenti nel frangente drammatico che stiamo vivendo sarebbe del tutto incomprensibile e inaccettabile. Criticità per affrontare le quali il M5S ha elaborato l’articolato emendamento alla legge di stabilità (e un centinaio di emendamenti aggiuntivi per provare a farli ragionare), del quale potete trovare copia più in basso.

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Le prese di posizione:

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La situazione negli uffici giudiziari – interrogazioni e risposte

  • 6 set ’19 – 30/XVI – CARENZA DI ORGANICO ALL’INTERNO DEGLI UFFICI DEI GIUDICI DI PACE DEI CIRCONDARI DI TRENTO E DI ROVERETO (risposta 16 ott ’20)
  • 1 set ’20 – 58/XVI – MODALITÀ DI ASSUNZIONE DEL PERSONALE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI REGIONALI (risposta 16 ott ’20)

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Emendamento

3 Replies to “L’Agenzia regionale della Giustizia non può essere istituita senza coinvolgere il Consiglio regionale!”

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