Trattazione dei voti regionali e provinciali. Approvata a larga maggioranza la proposta del M5S per chiedere a Governo e Parlamento maggiore trasparenza sull’iter degli atti di indirizzo provenienti dalle autonomie locali

Nella seduta di Consiglio Regionale del 10 febbraio 2021 è stata approvata una  proposta di voto avanzata dal M5S per chiedere a Governo e Parlamento di definire un modello di relazione più puntuale e trasparente riguardo alla trattazione dei voti approvati dal Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige /Südtirol e dai Consigli provinciali di Trento e di Bolzano.

Per rispondere alle esigenze di ciascuno, la politica nazionale dovrebbe almeno tenere conto degli input e dei contributi forniti dalla cittadinanza, dai Consigli regionali e in linea generale dalla pluralità formata dalla comunità istituzionale, politica, economica e politica del Paese. Per attuare i principi costituzionali il nostro Statuto regionale, al pari di altri, prevedere l’istituto del voto, al fine di proporre, discutere e trasmettere agli organi rappresentativi statali richieste di intervento normativo e/o amministrativo per temi che non sono di competenza locale.

Nel corso delle ultime legislature i voti trasmessi nelle sedi romane sono stati numerosi e hanno riguardato i tempi più diversi ma non hanno mai avuto alcun riscontro benchè questi siano arrivati sui tavoli di ministeri, agenzie ed enti statali o commissioni parlamentari. È giunta l’ora di costruire un sistema per classificare i voti approvati nei consigli regionali dell’intero Paese, di consentire di tracciarne l’iter e auspicabilmente di ottenere una risposta finale sull’esito della trattazione. C’è bisogno di dare dignità ai Consigli regionali, assicurando più trasparenza nei rapporti con lo Stato e al contempo di rendere più efficiente ed efficace l’interazione tra Stato centrale e periferie.

È questo dunque il senso della nostra proposta di voto che ha trovato il consenso dell’Aula. Ora la palla passa a Governo e Parlamento. Speriamo sappiano ascoltare.

Segue il testo integrale della proposta approvata dall’assemblea legislativa regionale del Trentino-Alto Adige/Sudtirol.

* * * * *

Proposta di voto regionale 6/XVI presentata il 31 marzo 2020 “AFFINCHÉ IL GOVERNO E IL PARLAMENTO ITALIANO INTRAPRENDANO INIZIATIVE PER CONSOLIDARE UNA PRASSI O PER REGOLAMENTARE L’ITER DI TRATTAZIONE DEI VOTI APPROVATI DALLE ASSEMBLEE LEGISLATIVE DELLE AUTONOMIE LOCALI”Approvata il 10 febbraio 2021

L’articolo 35 dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, norma di rango costituzionale approvata con decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, prevede che:

“Nelle materie non appartenenti alla competenza della regione, ma che presentano per essa particolare interesse, il consiglio regionale può emettere voti e formulare progetti. Gli uni e gli altri sono inviati dal presidente della regione al Governo per la presentazione alle Camere e sono trasmessi in copia al commissario del Governo.”;

nella legislatura XV il consiglio regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol ha approvato i seguenti voti:

  • voto n. 2 – approvato il 22.04.2015, avente ad oggetto: “Ecatombe nel Mediterraneo: è urgente ripristinare l’operazione “Mare Nostrum” per salvare i migranti in mare”;
  • voto n. 3 – approvato il 13.04.2016, avente ad oggetto: “Ttip, mancano trasparenza e garanzie”;
  • voto n. 5 – approvato il 16.11.2016, avente ad oggetto: “Forme di tutela per prevenire il gioco d’azzardo patologico (GAP)”;
  • voto n. 8 – approvato il 20.07.2017, avente ad oggetto: “No a misure coercitive per imporre le vaccinazioni”;
  • voto n. 10 – approvato il 15.11.2017, avente ad oggetto: “Stop all’esportazione di armi in Arabia Saudita e sostegno a esperienza di risoluzione nonviolenta dei conflitti”;
  • voto n. 13 – approvato il 13.06.2018, avente ad oggetto: “Riconoscimento e sostegno del “familiare assistente” (caregiver)”;

nella legislatura corrente (XVI), il consiglio regionale ha approvato i seguenti voti:

  • voto n. 1 – approvato il 17.04.2019, avente ad oggetto: Affinché il parlamento italiano e il governo adottino politiche fiscali che consentano alle piccole imprese di veder imputati interamente i costi delle maternità, diretti e indiretti, attualmente parzialmente a loro carico, alla fiscalità generale”;
  • voto n. 3 – approvato il 18.09.2019,  avente ad oggetto: “Ratifica Protocollo addizionale alla Carta europea dell’autonomia locale sul diritto di partecipare agli affari delle collettività locali”;

l’articolo 49 dello Statuto speciale, prevede che ai consigli delle province autonome di Trento e di Bolzano si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 31, 32, 34, 35 e 38. I voti e i progetti approvati a livello provinciale sono pertanto equiparati ai voti approvati in consiglio regionale;

il regolamento interno del Consiglio provinciale di Trento, recependo le disposizioni dello Statuto speciale, all’articolo 146-bis (Esame dei voti) stabilisce quanto segue:

“1. Per l’esame dei voti di cui agli articoli 35 e 49 dello statuto speciale si applica, in quanto possibile, la disciplina dettata per le mozioni.
2. I voti sono sottoscritti da almeno cinque Consiglieri.
3. I voti non possono riguardare materie appartenenti alla competenza della Provincia e devono presentare per essa particolare interesse. Sulla ammissibilità il Presidente decide inappellabilmente.
4. Ai sensi dell’articolo 35 dello statuto speciale, i voti approvati dal Consiglio sono inviati dal Presidente della Provincia al Governo per la presentazione alle Camere e sono trasmessi in copia al commissario del Governo.”;

il Consiglio provinciale di Trento nella passata legislatura (XV) ha approvato i seguenti voti:

  • Voto n. 1/XV – approvato il 14 gennaio 2015, avente ad oggetto: “Monitoraggio sull’andamento del negoziato sul partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP) e indirizzi per il mantenimento di norme e di standard a livello europeo”;
  • Voto n. 2/XV – approvato il  29 novembre 2017, avente ad oggetto:Violazione dei diritti nello Yemen e blocco dell’esportazione di armi nei paesi dell’area mediorientale e dell’Africa settentrionale coinvolti in conflitti tra cui l’Arabia Saudita”;
  • Voto n. 3/XV, approvato il  7 marzo 2018, avente ad oggetto: Modifica della disciplina sul contingentamento delle iscrizioni ai corsi di laurea di medicina”;

nella legislatura corrente (XVI) il Consiglio della Provincia autonoma di Trento ha approvato il seguente voto:

  • Voto n. 1/XVI – approvato il 22 ottobre 2019, avente ad oggetto: “Azioni a favore del popolo curdo”;

l’art. 85-bis (Voti e progetti di legge di cui agli articoli 35 e 49 dello Statuto di autonomia) del regolamento del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano stabilisce la disciplina del voto di cui agli artt. 35 e 49 dello Statuto di Autonomia. La disciplina è analoga a quella del Consiglio provinciale di Trento. Tuttavia il Consiglio provinciale di Bolzano sembra utilizzare con molta più frequenza il ricorso al voto: nella scorsa legislatura infatti sono stati approvati n. 42 voti (dato consultabile nella pagina ufficiale del sito del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano). Tra le materie trattate si menzionano le seguenti: eliminazione delle tariffe per telefonate, sms e trasmissione dati in roaming; riduzione del costo del lavoro; passaggio alla Provincia delle infrastrutture ferroviarie; scambi di servizi; revisione generale delle autovetture; messa al bando degli alimenti ogm; trattato transatlantico su commercio e investimenti; doppia domiciliazione; aumento della potenza di allacciamento per il servizio di fornitura di energia elettrica ad uso domestico in regime di maggior tutela a costi invariati; tutela della domenica e dei giorni festivi; festività altoatesina invece della “Festa della Repubblica”; esclusione dell’inno di Mameli nelle scuole dell’Alto Adige; ritiro dell’interpretazione dell’Italia del protocollo dei trasporti; finanziamento ai partiti; partecipazione dei giovani migranti stabilmente residenti al servizio civile nazionale; concessione della grazia agli attivisti sudtirolesi;

nella legislatura corrente i voti approvati dal consiglio provinciale di Bolzano sono stati n. 7: le materie trattate sono state le seguenti: solidarietà con le minoranze europee e sostegno all’iniziativa Minority SafePack; tassazione delle emissioni di anidride carbonica (carbon pricing); No all’aumento dell’IVA in provincia di Bolzano; blocchi geografici (geoblocking); autoveicoli immatricolati all’estero; “Taser” in dotazione alle forze dell’ordine; espulsione e rimpatrio degli stranieri che hanno commesso reati;

i voti approvati dai Consigli provinciali delle Province di Trento e Bolzano sono stati puntualmente comunicati alle autorità statali e inviati in copia ai Commissari del Governo di Trento e Bolzano. Gli atti relativi alla presentazione, alla trattazione, alla votazione e alla comunicazione al Governo sono pubblicati sulle banche dati degli atti dei Consigli provinciali e del Consiglio regionale;

per nessuno dei voti approvati nella presente legislatura, al pari dei voti approvati nelle scorse legislature, risulterebbe esserci alcun atto ufficiale che ne documenti il recepimento, la trattazione o il rigetto a livello statale, né da parte del Governo né da parte del Parlamento. È quindi naturale supporre che i voti approvati dalle assemblee legislative delle autonomie locali non siano oggetto di un iter definito che ne prevede una conclusione, nonostante questi siano previsti da una norma di rango costituzionale come il decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1972;

la valorizzazione dell’istituto del voto, attraverso il consolidamento di una prassi che assicuri il completamento dell’iter di trattazione a livello statale degli indirizzi politici provenienti dalle Regioni, rafforzerebbe il rapporto istituzionale tra Stato e Regioni rendendolo più dinamico e proficuo. In particolare, rispetto alla configurazione dell’ordinamento regionale repubblicano, ciò appare ancora più necessario in una fase in cui diverse Regioni rivendicano una maggiore autonomia. Una più attenta comunicazione interistituzionale tra Stato e Regioni infatti non farebbe altro che aumentare la fiducia reciproca ed il buon governo;

in risposta all’interrogazione 4-11086 presentata alla Camera dei Deputati il 12 novembre 2015, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con competenza agli affari regionali rispondeva il 29 aprile 2016 affermando che pur non rientrando la questione della trattazione dei voti nell’alveo di stretta competenza, l’ufficio per le autonomie e per gli interventi di valorizzazione, sviluppo e tutela del dipartimento per gli affari regionali, le autonomie e lo sport, aveva verificato, quantomeno sotto il profilo procedurale, quali iter ed interlocutori la trasmissione dei voti provenienti dalle autonomie del Trentino-Alto Adige avesse coinvolto nella scorsa legislatura fino a quel momento;

il sottosegretario comunicava che il commissariato di Governo di Bolzano aveva effettivamente ricevuto nel corso del 2015 circa 10 delibere dal consiglio provinciale di Bolzano ai sensi dell’articolo 35 dello Statuto. Specificava che anche se l’invio, per norma, è previsto che venga effettuato dal Presidente della Provincia al Governo, l’ufficio di gabinetto ha sempre trasmesso, per posta elettronica certificata, le copie al Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri e, nel caso, al ministero interessato al voto stesso;

in via più generale aggiungeva che alla luce di una complementare ricerca effettuata sull’argomento, si poteva affermare che per quanto concernente l’esame dei voti, l’unica disposizione esistente, sul piano dei regolamenti parlamentari, fosse rinvenibile nel regolamento del Senato, che stabilisce che i voti, dopo essere stati comunicati all’Assemblea, vengano trasmessi alla commissione competente per materia. A tal riguardo si notava che, qualora i voti abbiano attinenza con disegni di legge già pendenti presso una commissione, essi sono discussi congiuntamente con i disegni di legge stessi. È infine previsto che il loro esame possa concludersi o con una relazione all’Assemblea o con una risoluzione che inviti il Governo a provvedere in merito;

pur apprezzando le delucidazioni del Governo rese pubbliche nella risposta alla suddetta interrogazione, rimane irrisolta la questione in ordine alla trattazione e ad un puntuale riscontro circa i voti approvati dai Consigli della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e delle Province autonome e trasmessi a Governo e Parlamento. Ad oggi non risulta che siano prodotti documenti riguardanti il recepimento, la trattazione o il rigetto a livello statale dell’istituto del voto previsto dallo Statuto di autonomia;

al fine di raggiungere tale obiettivo, Governo e Parlamento possono peraltro usufruire dei canali di comunicazione interistituzionale garantiti dagli Uffici di Rappresentanza a Roma delle due autonomie, l’uno incardinato presso il Servizio relazioni istituzionali della Provincia autonoma di Trento e l’altro presso la Ripartizione Presidenza e Relazioni estere della Segreteria generale della Provincia di Bolzano;

il Consiglio regionale della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, ai sensi dell’articolo 35 dello Statuto di autonomia, fa voti al Parlamento e al Governo italiano affinché

vengano intraprese iniziative per consolidare una prassi o per regolamentare l’iter di trattazione dei voti approvati dalle assemblee legislative delle autonomie locali assicurando la comunicazione degli aggiornamenti o dell’esito della trattazione dei medesimi, anche utilizzando a tal fine i canali di rappresentanza istituzionali delle autonomie presenti nella città di Roma, e favorire così la reciprocità e il rafforzamento dei rapporti istituzionali tra i consigli delle province autonome, Governo e Parlamento e più in generale un regionalismo più maturo e dinamico.

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