Biotopo lago d’Idro. L’assessore all’ambiente risponde: danni “non irreversibili” ma messo in cassa 1 milione di Euro

Il biotopo del Lago d’Idro è danneggiato dai continui sbalzi di livello imposti dai massicci prelievi d’acqua per abbeverare a inondazione le campagne bresciane e mantovane ma niente paura… si per quanto male si faccia all’habitat lacustre, volendo, si può sempre porvi rimedio… almeno in teoria!

Questo il succo della risposta fornita dal vicepresidente della Provincia Tonina all’interrogazione che avevamo presentato nel mese di settembre per chiedere conto di quella che appariva come una vera e propria desertificazione del biotopo dell’Eridio.

Se il quadro generale che ci si poteva attendere (e che sarebbe stato difficile negare, date le immagini che avevamo presentato…) è stato confermato, purtroppo mancano i dettagli. L’assessore all’ambiente Tonina, ha mancato infatti di specificare la natura e l’entità dei danni al biotopo e all’intero ecosistema lacustre causati dagli sbalzi del livello del lago e ci sarebbe da chiedersi come mai, visto che si tratta di informazioni rilevanti, tanto più se ci si spinge a sostenere la non irreversibilità del danno (sulla base di quali dati e di quali evidenze?). Per quanto riguarda l’incasso monetario ottenuto dallo sfruttamento intensivo dell’acqua per soddisfare le esigenze degli ottocenteschi impianti di irrigazione messi in campo dall’agricoltura lombarda, l’assessore ci ha invece informati che ci sono stati dei primi trasferimenti di denaro. In attesa di effettuare il calcolo a consuntivo è arrivata la prima tranche. Si tratta di un milione di euro che per ora non si sa come verranno spesi, visto che manca la destinazione a bilancio. A quanto ci risulta non verranno destinati al ripristino ambientale e allo sviluppo nel solco dell’ormai abusata transizione ecologica. A quanto ci risulta il piano sarebbe di destinarli all’abbattimento di un edificio storico situato nell’abitato di Breguzzo all’interno del bacino imbrifero del Sarca. Con buona pace delle iniziative per lo sviluppo territoriale dell’area del bacino imbrifero del fiume Chiese e del lago d’Idro, senza parlare degli impegni a tutela dell’ambiente, buoni come sempre per riempirsi la bocca in campagna elettorale.

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Segue il testo della risposta all’interrogazione 3002/XVI a risposta scritta del 16 settembre “Prelievi idrici dal lado d’Idro ed effetti sulla conservazione del biotopo

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