Disegno di legge su Irpef, Imis e Trentino Sviluppo: il M5S presenta una relazione di minoranza

A breve in Consiglio provinciale si discuterà il disegno di legge n.128 “Disposizioni in materia di addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche etc.”, a prima firma del presidente Fugatti. Si tratta di un documento breve ma dall’impatto non affatto trascurabile poiché contiene tre provvedimenti di notevole importanza ma pochissimo coordinati e attinenti gli uni agli altri: (1) interventi sulla normativa che disciplina l’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche, (2) disposizioni riguardanti l’imposta immobiliare semplice e conseguenti interventi a copertura del minor gettito IMIS dei Comuni e (3) modifica di parte delle norme riguardanti le modalità di costituzione delle partecipate provinciali. Vista la rilevanza dei temi trattati, come ormai nostra consuetudine abbiamo depositato la relazione di minoranza alla proposta di legge, assumendoci l’onere di far sentire la voce delle minoranze su questo provvedimento.

Per quanto riguarda l’addizionale IRPEF abbiamo fatto notare che le modifiche alla norma provinciale derivano da precise disposizioni statali. L’unica cosa che la Provincia di Trento avrebbe potuto (e a nostro avviso, dovuto) fare sarebbe stata proporre un disegno di legge con deduzioni fiscali più consistenti per i redditi bassi e medio-bassi e quindi maggiormente esposti agli effetti della crisi economica. Ovviamente la cosa non è nemmeno lontanamente passata per l’anticamera del cervello dei governanti leghisti.

In merito alla norma che estende di un anno le esenzioni IMIS a favore delle Cooperative sociali e delle ONLUS proprietarie di immobili non c’è molto da dire, se non che si tratta di una norma transitoria in attesa di arrivare alla piena attuazione della legge di riordino del terzo settore nel pieno rispetto delle norme comunitarie sulla concorrenza.

Molto ci sarebbe invece da dire rispetto all’articolo che istituisce il Comitato scientifico di Trentino Sviluppo Spa. La legge che disciplina la costituzione, la composizione della società, le finalità e il funzionamento della società in oggetto è piuttosto frammentaria e, come già invocato in passato, si sarebbe potuta cogliere l’occasione per riordinarla anche attraverso un confronto con i diretti interessati ma così non è stato.

PS. nella relazione di minoranza si fa riferimento all’Advisory Board di Trentino Sviluppo previsto dallo Statuto che era stato caricato nella sezione Società Trasparente della società della Provincia. In questi giorni è arrivata una puntualizzazione da parte del Presidente di Trentino Sviluppo Sergio Anzelini con in allegato lo Statuto aggiornato. Nel frattempo è stata aggiornata anche la pagina dell’apposita sezione del sito istituzionale in cui è stata caricata l’ultima versione dello Statuto.

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Segue la versione testuale della relazione di minoranza
(qui relazione di minoranza in versione PDF)

Spettabile

Prima Commissione permanente

del Consiglio provinciale

SEDE

Relazione di minoranza al disegno di legge n. 128

“Modificazioni dell’articolo 1 (Disposizioni in materia di addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche) della legge provinciale 23 dicembre 2019, n. 13, dell’articolo 14 della legge provinciale 30 dicembre 2014, n. 14, relativo all’imposta immobiliare semplice, e della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino)” (proponente Presidente della Provincia, Fugatti)

Relatore di minoranza: cons. Alex Marini

Introduzione

Il disegno di legge di iniziativa giuntale n. 128 a prima firma dal Presidente Maurizio Fugatti è stato presentato al Consiglio provinciale il 7 febbraio 2022 ed è stato caratterizzato da tempi di trattazione estremamente stringati in sede di commissione. Il disegno di legge è stato infatti illustrato dai proponenti nella seduta della Prima commissione del 10 febbraio 2022 mentre nella successiva seduta del 14 febbraio si sono svolte le audizioni di rito nonché l’esame del testo di legge con l’obiettivo dichiarato di approvarlo definitivamente in aula nella sessione consiliare programmata nei giorni 8, 9 e 10 marzo. L’urgenza nella trattazione del provvedimento è stata imposta dall’obbligo di rispetto della scadenza del 31 marzo 2022 entro la quale Regioni e Province autonome, con propria legge, possono stabilire l’aliquota dell’addizionale regionale IRPEF. Province autonome e Regioni devono trasmettere i dati contenuti nei provvedimenti di variazione dell’addizionale per l’anno 2022 entro il 13 maggio 2022, termine che normalmente è stabilito al 31 gennaio dell’anno cui l’addizionale si riferisce. La data della scadenza è stata individuata dal legislatore statale con l’approvazione della L.234/2021 (Legge di stabilità 2022) pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2021, attraverso la quale è stato riformato il regime dell’IRPEF rimodulando gli scaglioni imponibili per il calcolo dell’imposta, ed entrata in vigore il 1° gennaio 2022.

Il disegno di legge è costituito da soli cinque articoli dal contenuto disomogeneo. Il primo articolo interviene, appunto, sulla normativa che disciplina l’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), il secondo concerne le disposizioni riguardanti l’imposta immobiliare semplice mentre il terzo modifica la parte delle norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino che riguarda l’organizzazione del sistema pubblico della Provincia ovvero le modalità di costituzione di organismi ed enti strumentali. Da notare come tutte tre le normative oggetto di adeguamenti siano state ripetutamente modificate nel corso del 2021. L’ultima istanza in cui ciò è accaduto risale al dicembre del 2021 con l’approvazione della manovra finanziaria e della legge collegata. L’articolo 4 ha natura finanziaria e concerne la copertura del minore gettito IMIS dei Comuni tramite trasferimento di pari importo dal bilancio provinciale. L’articolo 5 disciplina l’entrata in vigore della legge.

Si evidenzia come l’eterogeneità del provvedimento normativo proposto sia stata sottolineata anche dal Coordinamento Provinciale Imprenditori nella nota scritta inoltrata alla Prima commissione il 14 febbraio 2022.

Gli articoli 

1) Addizionale IRPEF. Come illustrato nei paragrafi introduttivi anche la Provincia autonoma di Trento deve adeguare la propria normativa agli obblighi imposti dalla L.234/2021 attraverso la quale è stato riformato il regime dell’IRPEF introducendo una nuova articolazione degli scaglioni della base imponibile per il calcolo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Le modalità attraverso le quali procedere all’adeguamento sono state definite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con la risoluzione della Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale del Dipartimento della Finanze n.2/DF del 1° febbraio 2022.

L’addizionale regionale, ai sensi dell’articolo 28, comma 1, del Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, è pari all’1,23% dei redditi rilevanti ai fini fiscali. Si tratta di una percentuale identica su tutto il territorio nazionale, eccezion fatta per le regioni che scelgono di deliberare una tassazione maggiore, compresa tra l’1,23 ed il 3,33%.

Ai sensi della predetta risoluzione le Province autonome e Regioni possono prevedere più aliquote, comunque entro la percentuale massima del 3,33%, potendo però differenziare le percentuali esclusivamente in relazione degli scaglioni stabiliti dall’art.11, co.1, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) che, con l’eliminazione dello scaglione da 55.000 a 75.000, sono stati rimodulati da n.5 a n.4 con decorrenza dal 1° gennaio 2022:

Scaglione% da 1° gennaio 2022 % fino a 31 dicembre 2021
StatoAddizionale PATStatoAddizionale PAT
fino a 15.00023%1,23% *23%1,23% *
15.000 – 28.00025%1,23%27%1,23%
28.000 – 50.00035%1,23%38% (da 28 a 50.000)1,23%
oltre 50.00043%1,73% **41% da 55 a 75.000
43% oltre 75.000
1,73%
* deduzione di 15.000 Euro della base imponibile solo per i redditi fino ai 15.000 ai sensi LP 13/2019** si stima che l’applicazione dell’aliquota dell’1,73% ai soggetti passivi con reddito compreso fra 50 e 55.000 determinerà un extra gettito di 450.000 euro per il bilancio provinciale

Dall’analisi della normativa statale condotta nei paragrafi precedenti, a parere dello scrivente consigliere del M5S non pare pertanto corretto quanto affermato nella relazione illustrativa del disegno di legge relativamente all’art. 1 laddove si specifica quanto segue: “l’attuale maggiorazione provinciale non risulterebbe più coerente con la nuova articolazione statale e creerebbe gravose problematiche informatiche a tutti gli operatori del settore (sostituti d’imposta, consulenti e società fornitrici di sistemi informatici). Pertanto, al fine di risolvere tali problematiche e di garantire la coerenza dell’intero sistema di tassazione dell’IRPEF, la disposizione in oggetto stabilisce per l’anno 2022 la maggiorazione di 0,5 punti dell’aliquota dell’addizionale regionale all’IRPEF per redditi eccedenti la soglia di 50.000 euro”

Andrebbe chiarito che le modifiche alla norma provinciale non sono finalizzate a risolvere problematiche informatiche o gestionali ma piuttosto a recepire le disposizioni dello Stato a cui anche la Provincia autonoma di Trento si deve conformare. Infatti, in attuazione del principio generale stabilito dal legislatore statale nell’art.6, co.4, D.lgs. 68/2011 (decreto legislativo in materia di federalismo fiscale), in base al quale per assicurare la razionalità del sistema tributario nel suo complesso e la salvaguardia dei criteri di progressività, cui il sistema medesimo è informato, Province autonome e Regioni possono stabilire aliquote addizionali all’IRPEF differenziate esclusivamente in relazione agli scaglioni di reddito corrispondenti a quelli stabiliti dall’art.11, co.1, del TUIR, al netto degli oneri deducibili riconosciuti ai fini di tale imposta.

Eventualmente, la Giunta provinciale avrebbe potuto proporre al Consiglio un disegno di legge con aliquote inferiori per i redditi più bassi, posto che la riforma statale dell’IRPEF introdotta nel dicembre 2021 produce una generale diminuzione dell’imposizione solo per i redditi medi e in modo più accentuato per i redditi compresi fra i 30.000 e i 70.000 euro. L’esigenza di abbassare la pressione fiscale sui redditi più bassi è stata peraltro richiesta esplicitamente anche dai segretari provinciali dei sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, i quali hanno ricordato che la riduzione della pressione fiscale sulla generalità dei contribuenti trentini si è più che dimezzata dal 2016 ad oggi, passando da circa 24 milioni di euro annui ai circa 11 milioni previsti per il 2022. Nel caso di specie i sindacati, anche al fine di far fronte al caro bollette registrato nei mesi recenti, hanno suggerito di introdurre nuovamente la vecchia previsione in cui veniva riconosciuta una deduzione sulla base imponibile pari a 20.000 euro ai soggetti passivi aventi un reddito imponibile non superiore a 20.000 euro.

Entro il 13 maggio 2022 la Provincia di Trento dovrà trasmettere al Ministero dell’Economia e delle Finanze i dati rilevanti per la determinazione dell’addizionale regionale all’IRPEF ai fini della pubblicazione sul sito www.finanze.gov.it. Qualora i dati sull’addizionale non fossero inseriti nel portale predisposto dal MEF per la comunicazione, sanzioni e interessi risulteranno inapplicabili. L’introduzione di un termine per la comunicazione dei dati è dettata ai fini della semplificazione delle dichiarazioni e delle funzioni dei sostituti d’imposta e dei centri di assistenza fiscale nonché degli altri intermediari secondo quanto disposto dal decreto ministeriale del 18 dicembre 2015.

2) Esenzioni IMIS. L’articolo 2 del disegno di legge estende di un anno, fino al 31.12.2022, le esenzioni a favore dei proprietari degli immobili che rientrano nella categoria Cooperative sociali ed ONLUS che erano state introdotte con l’art.14, commi 6ter e 6quater della legge provinciale del 30 dicembre 2014 n.14 in materia di imposta immobiliare semplice (legge provinciale di bilancio 2015), con un conseguente mancato introito per le casse pubbliche del sistema provinciale di finanza integrata stimato in 350.000 euro.

L’estensione temporale dell’esenzione riconosciuta per gli immobili posseduti da cooperative sociali e per gli immobili posseduti da ONLUS diverse dalle cooperative sociali che abbiano stipulato o stipulino nel medesimo periodo d’imposta convenzioni con la Provincia, i comuni, le comunità, gli enti del servizio sanitario nazionale e le aziende sanitarie rimane comunque transitoria in attesa dell’entrata in vigore del Codice del Terzo Settore (d.lgs 117/2017). Nel caso di specie, il riconoscimento di nuovi soggetti giuridici a fini fiscali e dunque il termine effettivo di inizio di operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), la cui iscrizione è disciplinata dal DM 15 settembre 2020, n.106 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sono subordinati all’autorizzazione della Commissione europea ai sensi degli articoli 107 e articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea in materia regole di concorrenza e di aiuti concessi dagli stati e del Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis».

3) Comitato scientifico di Trentino Sviluppo Spa. L’articolo 3 del disegno di legge affronta l’esigenza di soddisfare quanto previsto dall’articolo 11 (Organi amministrativi e di controllo delle società a controllo pubblico), comma 13, del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (D.lgs. 175/2016). A tal riguardo si evidenzia come l’indicazione alla legislazione statale fornita nella relazione illustrativa del disegno di legge 48 sia fuorviante posto che il riferimento riportato è all’articolo 13 (Controllo giudiziario sull’amministrazione di società a controllo pubblico) e non all’articolo 11.

Nel caso di specie l’art.11, co.13, del cosiddetto decreto Madia specifica quanto segue: “Le società a controllo pubblico limitano ai casi previsti dalla legge la costituzione di comitati con funzioni consultive o di proposta. Per il caso di loro costituzione, non può comunque essere riconosciuta ai componenti di tali comitati alcuna remunerazione complessivamente superiore al 30 per cento del compenso deliberato per la carica di componente dell’organo amministrativo e comunque proporzionata alla qualificazione professionale e all’entità dell’impegno richiesto.”.

Lo scrivente consigliere del M5S osserva come l’articolo 3 inserisca una disposizione di dettaglio nella legge provinciale 16 giugno 2006, n.3 (Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino) in modo avulso rispetto al complicato e difficilmente decifrabile quadro normativo che ha portato alla costituzione e alle attuali modalità di controllo e di gestione della società Trentino Sviluppo Spa.

A tal riguardo si rileva che le leggi che istituirono Tecnofin e che successivamente ne hanno trasformato denominazione e funzionamento sono state abrogate senza però introdurre una disciplina sostitutiva per riordinare o ridefinire il contesto normativa dentro cui la società opera. Ad oggi infatti non è rinvenibile una legge istitutiva o che ne disciplina la natura, il funzionamento o, più puntualmente, la composizione del consiglio di amministrazione. Sono rinvenibili solamente lo statuto societario, la convenzione siglata tra società e Provincia e i relativi aggiornamenti nonché gli indirizzi stabiliti dalla Giunta sull’attività che la società deve promuovere Ad esempio la legge provinciale 9 aprile 1973, n. 13, con cui la Provincia disciplinava la partecipazione a Tecnofin autorizzando a promuovere la costituzione ed a partecipare al capitale della società per azioni, denominata Centro tecnico – finanziario per lo sviluppo economico della provincia di Trento, è stata abrogata con LP 17/2017. Stessa sorte ha subito la legge provinciale 31 gennaio 1978, n. 12 “Sottoscrizione di azioni del Centro tecnico-finanziario per lo sviluppo economico della provincia di Trento – Tecnofin trentina s.p.a.”.

Ad oggi le uniche disposizioni normative utili a definire la natura e a comprendere le finalità che giustificano l’esistenza di Trentino Sviluppo e Tecnofin sono nella parte 2 “Sostegno alle attività economiche” dello schema Allegato A “Agenzie ed enti strumentali della Provincia” previsto dagli articoli 32 e 33 della legge provinciale 3/2006:
– la società Trentino Sviluppo Spa è inserita nell’ambito b) Attività di promozione delle imprese e delle attività economiche;
– il Centro tecnico-finanziario per lo sviluppo economico della provincia di Trento (Tecnofin trentina s.p.a.) è inserito nell’ambito e) Attività di supporto tecnico e finanziario al sistema economico.

La legge provinciale 13 dicembre 1999, n. 6 sugli incentivi alle imprese fa ripetuti riferimenti a Trentino Sviluppo allo scopo di regolare i rapporti tra la stessa e la Provincia, incidentalmente, disciplinandone alcune funzioni. Nella legge sugli incentivi alle imprese però non viene definita la natura della società, la composizione del consiglio di amministrazione e dunque nemmeno l’eventuale schema organizzativo generale, tanto che con il presente disegno di legge si è scelto di adeguarsi agli obblighi connessi alla costituzione del comitato con funzioni consultive di una società a partecipazione pubblica introducendo un articolo specifico nella legge provinciale 3/2006.

Infine, si rileva come ai sensi dell’art.28 dello Statuto di Trentino Sviluppo Spa è previsto che “il Consiglio di Amministrazione possa deliberare la costituzione di un organismo di consultazione (Advisory Board), composto da esperti espressione di significative realtà economiche, sociali ed istituzionali esterne alla Società cui è affidato il compito di elaborare raccomandazioni e pareri, non obbligatori né vincolanti, riguardanti le attività svolte e i programmi di sviluppo della Società, e di contribuire all’individuazione delle azioni e delle risorse necessarie per attuarne la strategia”. Si osserva come l’attuale consiglio di amministrazione non abbia costituito l’advisory board previsto dall’28 dello Statuto ma non è dato sapersi se ciò non sia stato costituito per mancanza della copertura legislativa prevista dal decreto Madia oppure se per volontà del consiglio di amministrazione medesimo. Si osserva anche che non è possibile conoscere l’attività svolta in passato dai precedenti advisory board considerato che (1) le richieste di audire gli amministratori di Trentino Sviluppo Spa avanzate nel corso della legislatura sono sempre stati rigettate, compresa la richiesta avanzata dallo scrivente consigliere del M5S nel corso della seduta del 10 febbraio in cui sono state pianificate le audizioni, (2) l’assessore che ha partecipato ai lavori di commissione non ha risposto ai quesiti avanzati in quella sede allo scrivente consigliere e (2) la richiesta di informazioni inviata via posta elettronica il 15 febbraio scorso a Trentino Sviluppo Spa non ha avuto alcun riscontro.

Anche alla luce delle anomalie menzionate nel paragrafo precedente, oltre ad offrire una copertura normativa al comitato tecnico-scientifico con funzioni consultive e propositive ai sensi del TUSP, sarebbe utile individuare delle forme di trasparenza e di pubblicità in ordine all’attività svolta dal comitato medesimo, introducendo così meccanismi per rafforzare il principio dell’ “accountability”. Si potrebbe ad esempio prevedere di pubblicare i pareri e le raccomandazioni formulate dal comitato stesso in ordine alle attività svolte e ai programmi di sviluppo della società medesima.

Da segnalare come il Coordinamento Provinciale Imprenditori abbia mostrato perplessità rispetto alle tempistiche scelte per l’approvazione della norma in discussione e per il mancato coinvolgimento nelle scelte strategiche di Trentino Sviluppo. In aggiunta alla questione evidenziata nel paragrafo precedente, il Coordinamento ha dunque espressamente chiesto di inserire nell’organismo esperti del sistema produttivo locale, in grado di orientare efficacemente le priorità della società alle ricadute sulle imprese di tutti i settori e dimensioni. Ad avviso dello scrivente consigliere del M5S, per colmare il mancato coinvolgimento delle imprese si potrebbe procedere assicurando in alternativa livelli minimi di trasparenza e di “accountability” rispetto all’operato del costituendo comitato.

In linea generale si ricorda come le numerose partecipate provinciali presentino modalità di nomina degli organi collegiali, degli organi di controllo, dei presidenti e dei direttori generali, particolarmente eterogenee per composizione, coinvolgimento delle minoranze consiliari, indennità dei membri ed entità dei gettoni erogati per la partecipazione alle sedute degli organi stessi. Tale questione venne sollevata nel corso dell’iter di approvazione del Disegno di legge n. 32/XVI di iniziativa consiliare “Modificazione dell’articolo 6 della legge provinciale 24 maggio 1991, n. 9 (Norme in materia di diritto allo studio nell’ambito dell’istruzione superiore)” del 9 ottobre 2019. In tale occasione venne presentata la proposta di ordine del giorno n. 3/32/XVIRicognizione sulle nomine provinciali”, la quale proponeva che si procedesse con una ricognizione delle modalità di nomina degli organi collegiali e di controllo delle agenzie e degli enti strumentali della Provincia autonoma di Trento al fine di pubblicarla sul sito del Consiglio provinciale rendendola accessibile ai consiglieri e all’intera cittadinanza. Come detto, il disegno di legge 128 modifica le modalità di costituzione di organismi ed enti strumentali sotto il controllo della Provincia autonoma di Trento e avrebbe dunque rappresentato un’ottima occasione per aggiornare la normativa relativa alle partecipate provinciali e di Trentino Sviluppo in particolare, omogeneizzando, riordinando e rendendo coerente il relativo quadro d’insieme. Il dibattito in Consiglio provinciale rispetto al disegno di legge 32/XVI risulta interamente riportato e consultabile nel resoconto integrale delle sedute antimeridiana e pomeridiana dell’8 giugno 2021.

Sintesi sulle audizioni e sulla discussione in commissione 

Nella seduta del 10 febbraio il Vicepresidente della Provincia Mario Tonina ha illustrato il contenuto del disegno di legge n. 128 che mira con l’articolo 1 ad allineare l’addizionale regionale all’IRPEF con i nuovi scaglioni definiti a livello nazionale, stabilendo per l’anno 2022 una maggiorazione di 0,5 punti all’aliquota provinciale per i redditi superiori alla soglia di 50.000 euro, con un’entrata stimata per la Provincia autonoma di Trento di 450.000 euro. Con l’articolo 2 si propone di prorogare l’esenzione al pagamento dell’imposta immobiliare semplice – IMIS per il periodo d’imposta 2022 sugli immobili di proprietà delle cooperative sociali e ONLUS; l’articolo 4 prevede che il minor gettito per i bilanci dei comuni trentini derivanti dall’articolo 2, quantificabile in 350.000 euro, sia coperto da un incremento di pari importo dei trasferimenti provinciali a favore degli stessi. Terzo punto, previsto dal disegno di legge n. 128 attraverso l’articolo 3, è l’istituzione di un comitato tecnico scientifico all’interno di Trentino Sviluppo SPA, un organo consultivo e propositivo che ha l’obiettivo di supportare i piani strategici dell’azienda, in particolare per quanto riguarda le opportunità e le iniziative legate al PNRR. Il comitato sarà composto da quattro membri esperti nei quattro ambiti individuati dalla Strategia di Specializzazione Intelligente del territorio su cui si focalizzeranno le politiche provinciali di innovazione: 1) sostenibilità, montagna e risorse energetiche; 2) ICT e trasformazione digitale; 3) salute, alimentazione e stili di vita; 4) industria intelligente.

Per approfondire le tematiche contenute nel succitato disegno di legge, la Commissione ha deciso di consultare diversi soggetti, convocati nella seduta del 14 febbraio 2022: il Coordinamento provinciale imprenditori, le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, il Consiglio delle autonomie locali.

In aggiunta alle audizioni di rito, lo scrivente consigliere del M5S ha chiesto di poter ascoltare in audizione anche gli amministratori di Trentino Sviluppo Spa nonché i rappresentanti dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Trento e Rovereto e dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Trento. Risulta che gli amministratori di vertice di Trentino Sviluppo non siano stati invitati ritenendo che l’assessore competente avesse potuto rappresentare la società. I due ordini non si sono presentati ma hanno fatto pervenire una nota da parte del Comitato permanente degli ordini e dei collegi professionali della Provincia autonoma di Trento.

Il Coordinamento provinciale imprenditori, pur ritenendo ragionevole armonizzare la disciplina provinciale agli scaglioni di reddito IRPEF rivisti a livello nazionale dalla legge di bilancio per il 2022, si è mostrato perplesso rispetto all’effetto di questa misura, che va a gravare, seppur in modo contenuto, sui contribuenti. Ha suggerito quindi alcuni modi per neutralizzare questo aggravio attraverso la diminuzione dell’aliquota provinciale all’IRPEF da 0,5 a 0,4 punti, oppure mantenendo l’aliquota dello 0,5 per i redditi superiori a 100.000 euro o a 75.000 euro. Per quanto riguarda invece la proroga dell’esenzione IMIS a favore delle cooperative sociali e ONLUS si è detto favorevole, ma avanzando la richiesta di estendere tale agevolazione anche ad altri settori, in particolare a quello delle attività ricettive, che più ha subito le ripercussioni economiche causate dalla pandemia, e per far fronte al recente aumento dei costi dell’energia. Infine il Coordinamento ha affermato di non essere contrario all’istituzione di un comitato tecnico scientifico in Trentino Sviluppo, ma si è augurato che questo nuovo organo non sia avulso dal tessuto economico sociale, prevedendo al suo interno degli esponenti del sistema produttivo che rappresentino i bisogni delle imprese e diano supporto al comitato nel trasferire e calare nel contesto produttivo le iniziative legate al PNRR.

Il presidente della Cooperazione Trentina ha giudicato positivamente la concertazione preventiva invocata dal consigliere Marini sui temi fiscali pur rimarcando l’esistenza di un “conflitto di interessi” tra imprese e cittadini nel definire il livello ottimale di pressione fiscale. Negativo invece il giudizio sul referendum confermativo sull’introduzione di nuove imposte e sull’aumento dell’aliquota delle imposte esistenti pur dichiarando apertamente la disponibilità del Coordinamento degli Imprenditori a tornare sul tema.

Le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL si sono dette favorevoli alle misure fiscali che il disegno di legge introduce, sottolineando però che l’attuale Giunta ha operato in sostanziale continuità con quella precedente soprattutto rispetto alle agevolazioni fiscali alle imprese, ma ha deciso di gravare sui redditi medio bassi, abbassando la soglia di esenzione dell’addizionale regionale all’IRPEF da 20.000 a 15.000 euro di reddito, con conseguente riduzione del numero di beneficiari. Le organizzazioni sindacali hanno pertanto suggerito di ripristinare la soglia di esenzione precedente che fungerebbe in questo momento quale parziale ristoro per le famiglie al rincaro dell’energia.

Il segretario della UIL, in risposta alla domanda dello scrivente consigliere del M5S in ordine alla prospettiva di prevedere spazi di partecipazione per la definizione delle politiche fiscali, esprimeva apprezzamento per l’introduzione di strumenti partecipativi, stigmatizzando però il fatto che per l’edilizia pubblica sociale sia stato più volte invocato un momento di confronto ma poi questo non si sia mai verificato. Il segretario della CGIL pur giudicando complicato lo strumento del referendum confermativo sulle questioni fiscali, giudicava utilmente un eventuale coinvolgimento delle parti sociali nel forum fiscale proposto dallo scrivente.

Il consigliere del M5S Marini, ricordando il lavoro svolto presso la Trentino School of Management con LaReS (Laboratorio Relazioni di Lavoro e Sindacali), ha chiesto ai rappresentanti sindacali quanto fosse opportuno un maggiore impegno da parte di Trentino Sviluppo nell’ambito dello sviluppo di una cultura organizzativa innovativa nelle imprese trentine, delle relazioni industriali al fine di perseguire un maggiore reciprocità tra lavoratori e datori di lavoro, favorire la co-determinazione degli obiettivi, aumentare il livello di benessere aziendale e incrementare la produttività. Il segretario della CGIL ha replicato sottolineando l’importanza di aumentare il livello di scientificità delle politiche pubbliche. Ha affermato che a tale scopo potrebbe risultare utile dar maggior forza all’esperienza LaReS per innovare i meccanismi organizzativi coinvolgendo l’università, per attuare il piano di monitoraggio degli investimenti e per valutare in forma più efficace le modalità di allocazione delle risorse pubbliche. Il segretario della CISL ha manifestato la massima disponibilità in ordine all’ipotesi di rafforzare la qualità delle relazioni industriali chiedendo però di non fare doppioni di valorizzare l’esperienza LaReS.

Il Consiglio delle autonomie locali ha fatto pervenire delle osservazioni scritte. Gli ordini dei commercialisti e dei consulenti del lavoro non hanno partecipato alle consultazioni. Hanno tuttavia stimolato il Comitato permanente degli ordini e dei collegi professionali della Provincia autonoma di Trento a produrre una nota in rappersentanza degli ordini professionali in forma allargata che è stata acquisita dalla Prima commissione.

Il Comitato permanente degli ordini e dei collegi professionali della Provincia autonoma di Trento nella nota ha rimarcato alla Commissione che l’abbassamento della soglia di reddito imponibile a cui applicare la maggiorazione dell’aliquota dell’addizionale regionale all’IRPEF potrebbe creare delle disuguaglianze a parità di reddito tra lavoratori di diverse categorie, ad esempio tra dipendenti e lavoratori autonomi a regime forfettario.

Infine il Consiglio delle autonomie locali ha espresso piena condivisione sul dettato del disegno di legge e in particolar modo sull’articolo 2. La relativa nota di osservazioni è allegata alla presente relazione.

L’esame del disegno di legge da parte dei consiglieri

La Commissione ha proseguito i lavori con la discussione generale sul disegno di legge.

Tutti i commissari si sono dimostrati favorevoli all’estensione dell’esenzione IMIS alle cooperative sociali e ONLUS, mentre sull’articolo 1 il consigliere Zanella ha proposto un emendamento che mira a utilizzare la quota di gettito originata dall’abbassamento dello scaglione per l’applicazione dell’addizionale regionale IRPEF per sgravare i redditi medio bassi, aumentando nuovamente la soglia di esenzione. Condividono l’emendamento del consigliere Zanella, il consigliere Marini e il consigliere Tonini. Questi, in particolare, avanza la proposta di un’aliquota ridotta tra i 15.000 e i 28.000 euro di reddito per addolcire quantomeno l’effetto soglia per le fasce medio basse, mentre il consigliere Marini chiede che la discussione delle questioni fiscali non sia trattata con modalità d’urgenza, ma attraverso sessioni ad hoc, vista l’importanza del tema. Critico il consigliere Rossi, che sottolinea come la Giunta Fugatti abbia operato a livello fiscale con dei ritocchi all’insù. A suo avviso si sarebbe persa l’occasione per fare un ragionamento complessivo sulla situazione attuale.

Tutti gli intervenuti condividono la necessità di un’armonizzazione fiscale tra la disciplina provinciale e quella nazionale e concordano nel dire che, viste le ripercussioni economiche che la pandemia porta tuttora con sé e i rincari energetici, è prioritario dare delle risposte e trovare degli strumenti a sostegno di famiglie e imprese. In questo senso vanno anche gli interventi del Presidente della Commissione Masé e del consigliere Job; entrambi sottolineano che si prospetta una situazione critica dal punto di vista economico e che occorre fare delle riflessioni e far sentire la vicinanza della politica alla cittadinanza.

Per quanto riguarda l’istituzione del comitato tecnico scientifico in Trentino Sviluppo sono emersi dei dubbi da più parti: i consiglieri Tonini, Zanella e Rossi si interrogano sulla reale utilità di un ulteriore organo, mentre il consigliere Marini chiede chiarezza rispetto alle competenze e un maggiore coinvolgimento del Consiglio rispetto agli obiettivi da raggiungere. Anche il consigliere Job, in tal senso, chiede controllo e monitoraggio sull’operato del comitato per valutarne i risultati.

Il Vicepresidente della Provincia Tonina ha concluso la discussione rassicurando i commissari: se da un lato la riforma IRPEF aumenta la pressione fiscale, dall’altro si stanno facendo dei ragionamenti sull’assegno unico. Ci sono e continuano tavoli di confronto e interlocuzione con Roma sugli aspetti fiscali; il vicepresidente ha affermato inoltre che l’emendamento del consigliere Zanella non è per il momento accoglibile per mancanza di copertura finanziaria e così neppure la richiesta del Coordinamento degli imprenditori. Ha spiegato, infine, che il comitato tecnico scientifico sarà costituito per portare in Trentino Sviluppo ulteriori contributi.

La seduta è proseguita con l’esame degli articoli e degli emendamenti.

L’emendamento del consigliere Zanella all’articolo 1 è stato respinto, mentre è stato approvato l’emendamento a firma del Presidente della Provincia Maurizio Fugatti all’articolo 4, relativo alla copertura finanziaria del comitato costituito in Trentino Sviluppo, a carico del bilancio di quest’ultima.

Gli articoli del disegno di legge sono stati approvati con il voto favorevole dei consiglieri di maggioranza, mentre la minoranza si è prevalentemente astenuta.

Il disegno di legge è stato approvato con 5 voti favorevoli (Fratelli d’Italia, La Civica e Lega Salvini Trentino e) e 4 voti contrari (Futura 2018, Gruppo Misto e Partito Democratico del Trentino).

– cons. Alex Marini –

Trento,

All.

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6 Replies to “Disegno di legge su Irpef, Imis e Trentino Sviluppo: il M5S presenta una relazione di minoranza”

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