Criminalità organizzata in Trentino: il rischio c’è ma Fugatti fa orecchie da mercante. Il M5S si rivolge a Kaswalder per sollecitare risposte

Nel corso della consiliatura provinciale il M5S ha sollevato molte volte il tema delle infiltrazioni della criminalità organizzata in Trentino e delle misure necessarie a contenere e prevenire tali fenomeni. Oltre ad aver promosso sia in sede provinciale che regionale l’istituzione di un osservatorio sulla criminalità organizzata, che Lega, SVP e Patt si sono sempre rifiutate di finalizzare applicando subdole tecniche dilatorie, il M5S ha presentato una lunga serie di interrogazioni sottolineando e portando l’attenzione su criticità quali roghi dolosi, attentati dinamitardi, associazioni culturali potenzialmente utilizzate come paraventi per attività criminali, erogazione di contributi pubblici a soggetti oggetto di operazioni di polizia, operazioni finanziarie sospette, ecc. Tutti temi di grande rilievo, sui quali la politica trentina ha preferito fare orecchie da mercante, se è vero com’è vero che tutte a tutte le 8 interrogazioni presentate dal dicembre 2021 ad oggi manca la risposta. Ciò senza considerare gli atti di sindacato ispettivo più datati e ancora inevasi. Il M5S comunque non demorde e proprio per sottolineare la drammaticità della questione e l’ignavia di chi dovrebbe vigilare, ha presentato un’ulteriore interrogazione, tramite la quale chiede che il presidente del Consiglio provinciale faccia il proprio dovere sollecitando la Giunta a rispondere alle questioni sollevate e soprattutto solleciti la Giunta, come richiesto dal M5S, ad adottare iniziative concrete che vadano nel senso della tutela della comunità trentina dall’insidia delle mafie e della criminalità organizzata, invece di limitarsi a prendersela con la bassa manovalanza, che dai boss della criminalità dipende, in ossequio a scopi puramente elettoralistici.

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Segue il testo integrale dell’interrogazione 3929/XVI rivolta al presidente del Consiglio Walter Kaswalder il 14 settembre 2022 “Sollecitare una risposta alle interrogazioni presentate in materia di rischio infiltrazioni criminali in Trentino e di prevenzione della corruzione”:

Nel corso della presente consiliatura l’interrogante ha affrontato in più occasioni e con diverse modalità la tematica del rischio infiltrazioni criminali in Trentino ottenendo tuttavia scarsa considerazione da parte della Giunta provinciale. In particolare, in questa sede, si lamenta l’ampio numero di interrogazioni ancora senza risposta sull’argomento specifico. Senza pretesa di esaustività si elencano le sole interrogazioni presentate dal dicembre 2021 ad oggi:

  • 3302/XVI – Iter di autorizzazione del convegno “Cava Nostra” rilasciata dal comune di Lona-Lases
  • 3315/XVI – Interrogazioni parlamentari sull’utilizzo fraudolento dei fondi europei destinati all’agricoltura nel territorio della Val Rendena
  • 3464/XVI – Valutazioni del gruppo di lavoro costituito in attuazione del protocollo d’intesa tra la Provincia e la Procura della Repubblica di Trento sui comportamenti criminali relativamente al biennio 2020-2021
  • 3477/XVI – Raccolta dati relativa a roghi dolosi avvenuti ad impianti produttivi, incendi di automobili, attentati dinamitardi e fatti collegabili a finalità estorsive verificatisi in Trentino a partire dagli anni 2000
  • 3712/XVI – Comunicazione del Presidente della provincia di Trento al Consiglio provinciale in merito al suo intervento alla seduta della Commissione antimafia e ai successivi accadimenti
  • 3737/XVI – Nomina di una commissione d’accesso nei comuni di Lona Lases e di Albiano per accertare eventuali fenomeni di infiltrazione mafiosa
  • 3872/XVI – Erogazione di contributi, sovvenzioni o vantaggi economici a soggetti implicati nell’operazione Black Fog
  • 3889/XVI – Riconoscimento dal sistema culturale trentino dell’associazione Magna Grecia e agevolazioni, patrocinio o riconoscimenti ricevuti;

il rischio di infiltrazioni criminali era già stato messo in evidenza dalla Commissione parlamentare antimafia della XVII Legislatura presidiata dall’onorevole Rosy Bindi ed è stato rimarcato in più occasioni anche dal Presidente della Commissione antimafia della Legislatura XVIII Nicola Morra (vedasi ad esempio le dichiarazioni riportate nelle premesse della proposta di ordine del giorno n.67/21/XVI del 25 luglio 2019 “Istituzione di osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata”);

tutto ciò premesso si interroga il Presidente del Consiglio provinciale per sapere

  1. se, considerata la delicatezza e l’importanza dell’argomento per la stabilità sociale del nostro territorio e la necessità di rispettare i termini di trattazione degli atti di sindacato ispettivo sanciti dal Regolamento interno del Consiglio provinciale, non ritiene di sollecitare una risposta alle interrogazioni presentate in materia di rischio infiltrazioni criminali in Trentino e di prevenzione della corruzione

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