Il M5S chiede di potenziare l’informazione sul cambiamento climatico

Il M5S ha depositato un’interrogazione (4055/XVI) tramite la quale chiede alla Provincia di potenziare l’informazione sulla crisi climatica, sul cambiamento climatico e su ciò che essi comportano per i nostri territori.

Come risulta dai dati resi noti dall’Osservatorio di Pavia, in Italia l’informazione sui temi ambientali è assolutamente carente e in genere di scarsa qualità. Ciò a prescindere dall’enorme importanza che il cambiamento climatico ha sulla vita delle persone comuni, senza scomodare la tempesta Vaia, basti pensare alla recente e perdurante siccità che sta depauperando le risorse idriche e che, se continuerà a non piovere, rischia di causare danni enormi a tutto il nostro Paese a partire dalla primavera prossima. 

La situazione è gravissima, ma le persone non ne hanno adeguata contezza, anche perché chi parla di cambiamento climatico lo fa poco e male oppure giustifica soluzioni del tutto inefficaci e/o disastrose pensate solo per convogliare ingenti quantità di denaro pubblico nelle tasche dei soliti noti (vedasi ad esempio le uscite sul nucleare, sapendo benissimo che per costruire una centrale nucleare di ultima generazione servono circa 20 anni e che non si sa bene come gestire le scorie!).

Con la sua interrogazione il M5S trentino chiede dunque che la comunicazione istituzionale ambientale sia rafforzata e che vengano potenziati gli strumenti a disposizione di APPA per operare in tal senso. 

Il cambiamento climatico è, assieme alla guerra, il problema del nostro tempo. Investire tempo, volontà e risorse per ridurne l’impatto dovrebbe essere la priorità di tutti. Per questo motivo il M5S chiede che la politica trentina la smetta di limitarsi a parlare e agisca in maniera coerente rispetto alle necessità della popolazione e del territorio. Fare altrimenti sarebbe non solo scriteriato ma addirittura criminale. 

* * * * *

Segue il testo integrale dell’interrogazione 4055/XVI del 20 ottobre 2022 “Corso sull’informazione ambientale organizzato da APPA e rafforzamento della comunicazione istituzionale in materia di ambiente

L’Osservatorio di Pavia è un istituto di ricerca indipendente (formato da più di venti ricercatori e da un network di accademici ed esperti) specializzato nell’analisi dei media: web, tv, radio, stampa. L’obiettivo principale dell’Osservatorio è la salvaguardia del pluralismo sociale, culturale e politico attraverso l’elaborazione di metodologie innovative di ricerca e analisi (Profilo – sito dell’Osservatorio di Pavia);

a partire da gennaio 2022 e fino alla fine dell’anno, l’Osservatorio sta conducendo una ricerca, commissionata da Greenpeace Italia, volta ad analizzare la presenza del tema della crisi climatica nell’informazione italiana, ovvero giornali, telegiornali e un campione di trasmissioni di informazione. Greenpeace ha pubblicato uno studio sui dati preliminari della ricerca riferito ai primi quattro mesi del 2022 nel quale emergono i seguenti dati:

“su 260 edizioni di giornale esaminate 351 articoli parlano o citano la questione della crisi climatica;

  • di questi solo il 33% ha come tema centrale la crisi climatica, mentre il 24,8% ne parla marginalmente (tra le altre cose) e il 41.9 % cita solo di sfuggita la crisi climatica in articoli focalizzati su tutt’altro;
  • i frame prevalenti dentro i quali è incastonata la narrazione sulla crisi climatica sono nei primi 4 mesi dell’anno quello economico (31%) e quello politico (29,9%). In questi dati leggiamo in larga misura la prevalenza del racconto sulla crisi energetica conseguente al conflitto in Ucraina e la narrazione degli impegni del mondo economico verso processi di virtuosa transizione. Meno presente in questo periodo il frame ambientale della crisi;
  • solamente il 22,5% degli articoli dedicati alla crisi climatica o che la citano accennano o trattano le cause della stessa, in prevalenza individuate nei combustibili fossili e nelle emissioni di CO2;
  • di conseguenza si parla o si accenna alle conseguenze nel 29.3% degli articoli dedicati al climate change o che accennano al fenomeno. Le conseguenze individuate sono per lo più ambientali;
  • a parlare di crisi climatica sono in prevalenza esponenti del mondo politico (30,8% di tutti i soggetti individuali o collettivi che vengono citati in relazione al tema), seguiti da soggetti dal mondo economico (18,3%), esperti (14,5%) e da associazioni ambientaliste (11.3%);
  • nel confronto tra i cinque giornali esaminati Avvenire e il Sole 24 Ore sono i quotidiani con il maggior numero di articoli che parlano di crisi climatica, con l’Avvenire che fa registrare in proporzione il più alto numero di contenuti che si occupano del tema in maniera centrale (articoli tutti dedicati al tema o con una narrazione prevalentemente incentrata sul tema) e il Sole 24 Ore che propone più articoli sulla riduzione delle emissioni (impegni aziendali che tendono alla riduzione).” (La crisi climatica nei giornali italiani – sito dell’Osservatorio, 1 agosto 2022);

concentrando l’attenzione sulle emittenti televisive, in particolare su tutte le edizioni di prima serata dei telegiornali andati in onda su Rai, Mediaset e La7, e un campione di sei trasmissioni televisive di informazione: Unomattina e Cartabianca per la Rai, Mattino 5 e Quarta Repubblica per Mediaset, L’Aria che tira e Otto e mezzo per La7, emerge che nei primi quattro mesi del 2022, “su 14.211 notizie esaminate solo lo 0.7% delle notizie dei 7 TG trattava in maniera esplicita della crisi climatica o la citava”;

per quanto riguarda invece i programmi di informazione, gli argomenti inerenti la crisi climatica sono stati affrontati “in 24 puntate delle 388 andate esaminate nei quattro mesi dell’indagine, pari al 6% del totale. Il programma che più di è occupato del tema è Cartabianca (Rai), che ha affrontato il tema in un terzo delle puntate trasmesse, mentre Unomattina (Rai1) è la trasmissione che ha parlato di crisi climatica nel maggior numero di puntate, pari a 12. In fondo alla classifica le due trasmissioni di La7: L’Aria che tira e Otto e mezzo con agende non interessate alla questione.” (La crisi climatica nell’informazione televisiva nel primo quadrimestre del 2022 – sito dell’Osservatorio, 1 agosto 2022);

con la risoluzione 40/XVI “Informazione ambientale” del 2 marzo 2021, il Consiglio impegna la Giunta a:

1) individuare misure specifiche di divulgazione dell’informazione ambientale secondo quanto previsto dalla Convezione di Aahrus;

2) valutare la possibilità di introdurre: a) aggiornamenti su base annuale del Rapporto sullo stato dell’ambiente con focus su tematiche di rilevanza locale, b) procedure partecipate per la predisposizione del programma annuale di attività dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (APPA), c) una valutazione preventiva dei disegni di legge giuntali circa la loro coerenza con le Strategie nazionali e provinciali per lo sviluppo sostenibile e sui cambiamenti climatici;

3) assicurare un’attività, da un lato, di diffusione dell’informazione ambientale mirata e differenziata per settori produttivi e comunità locali e dall’altro, di definizione di modelli virtuosi di cittadinanza responsabile nella lotta ai cambiamenti climatici;

in merito allo stato di avanzamento delle proposte contenute nella risoluzione 40/XVI, nella nota attuativa predisposta dal Vicepresidente della Provincia, nonché Assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione del 15 settembre 2022, si evidenzia che l’atto è in avanzato stato di attuazione e, nello specifico, quanto segue:

  • punto 1: entro dicembre sarà pronto il nuovo sito di raccolta di banche dati e informazioni ambientali, attualmente divulgate tramite diversi siti, per una più facile e veloce consultazione da parte di tecnici e cittadini,
  • punto 2: entro il 2022 saranno pubblicati gli aggiornamenti dei capitoli Aria e Rifiuti del Rapporto sullo Stato dell’Ambiente predisposto da APPA, che conterranno focus tematici e buone pratiche messe in atto sul territorio rispetto a questi temi. Nel 2021 il programma di APPA è stato inserito a partecipazione pubblica. Per quanto riguarda la verifica di coerenza dei nuovi disegni di legge con la SproSS, questa sarà parte di un percorso di autovalutazione interna effettuato dal proponente del disegno di legge con il dipartimento competente, mentre per quanto attiene la valutazione obbligatoria in coerenza con la SproSS dei disegni di legge di iniziativa giuntale, questa sarà attuata dopo l’approvazione della Finanziaria di dicembre 2022. Per quanto attiene invece la coerenza dei disegni di legge giuntali con la Strategia provinciale di adattamento ai cambiamenti climatici, nella nota attuativa si legge che l’elaborazione della stessa è prevista per la fine del 2023, successivamente, sarà cura di APPA rendere obbligatoria la valutazione di coerenza dei disegni di legge anche con questo documento;
  • punto 3: l’Unità organizzativa in materia di informazione, formazione, educazione ambientale e Agenda 2030 dell’APPA porta avanti la sua attività di divulgazione ed informazione attraverso iniziative di educazione ambientale svolte nel mondo della scuola, gestendo un sito web che mette in rete le offerte formative di sostenibilità ed educazione ambientale di APPA e di oltre 35 enti di formazione accreditati del territorio, promuovendo eventi rivolti alle amministrazioni comunali su temi quali turismo e mobilità sostenibile, efficientamento energetico ed economia circolare ed infine coinvolgendo diversi stakeholders del territorio (amministrazioni comunali, imprese, ordini professionali, scuole, associazioni), nella sottoscrizione del Patto per lo sviluppo sostenibile;

con la risoluzione 87/XVI del 17 febbraio 2022 avente ad oggetto “Realizzazione dei progetti del PNRR sulla base di azioni evidenziate nell’appello “World Scientists’ Warning of a Climate Emergency” il Consiglio impegna la Giunta ad ispirare la realizzazione dei progetti del PNRR legati alla transizione ecologica ai principi previsti nell’appello “World Scientists Warming of a Climate Emergency”;

nella nota attuativa della risoluzione di cui sopra predisposta dal Vicepresidente della Provincia, nonché Assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione del 13 settembre 2022, si precisa che l’atto di indirizzo politico è parzialmente attuato e che il Regolamento UE 241/2021, stabilisce all’articolo 18 che tutte le misure dei Piani Nazionali per la Ripresa e Resilienza (PNRR) debbano contribuire alla transizione verde e soprattutto che debbano soddisfare il principio di “non arrecare danno significativo agli obiettivi ambientali”. Questo vincolo si traduce in una valutazione di conformità degli interventi al principio del “Do No Significant Harm” (DNSH), con riferimento al sistema di tassonomia delle attività ecosostenibili, di cui all’articolo 17 del Regolamento (UE) 2020/852 ex ante, in itinere e ex-post. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze con Circolare n. 32 del 30 dicembre 2021 ha reso nota la guida operativa per il rispetto del principio di non arrecare danno significativo all’ambiente (DNHS) che fornisce indicazioni sui requisiti tassonomici, sulla normativa corrispondente e sugli elementi utili per documentare il rispetto di tali requisiti. Nella nota viene riportato che “In fase di predisposizione del PNRR, ogni Amministrazione titolare della misura ha effettuato una auto-valutazione, che ha condizionato il disegno degli investimenti e delle riforme e/o qualificato le loro caratteristiche con specifiche indicazioni tese a contenerne il potenziale effetto sugli obiettivi ambientali ad un livello sostenibile.”. Secondo la nota attuativa quindi l’appello degli scienziati sarebbe tenuto in considerazione effettuando la valutazione di conformità degli interventi PNRR, legati in particolare alla transizione ecologica, al principio del “Do No Significant Harm” (DNSH). Tuttavia, si sottolinea come nella nota attuativa non vengano riportati dati, cifre o motivazioni alla base di tale autovalutazione circa l’impatto sull’ambiente dei progetti del PNRR;

infine, degno di rilievo è il corso Informare sull’ambiente, per l’ambiente, organizzato da APPA per i giornalisti che ha fornito agli stessi conoscenze relative alle migliori metodologie per fare giornalismo ambientale, focalizzandosi in particolare sui temi delle fake news e del data journalism;

come evidenziato anche nelle note attuative sopra riassunte, l’attività di APPA nella produzione di contenuti e nell’organizzazione di attività volte ad informare la cittadinanza circa la crisi climatica in atto e le politiche di tutela dell’ambiente da attuare sono molteplici e, purtroppo, con una frequenza significativa, le stesse iniziative trovano scarso riscontro sui mezzi di informazione. Il grave deficit del sistema dell’informazione evidenziato dall’Osservatorio di Pavia in materia di divulgazione ambientale ed in particolare in materia di cambiamenti climatici determina una situazione in cui difficilmente i contenuti e i messaggi elaborati dalle istituzioni provinciali sulla situazione ambientale raggiungono in modo efficace la popolazione. In considerazione di quanto illustrato sarebbe auspicabile rafforzare la comunicazione nei confronti dei media locali e al contempo utilizzare i canali social della Provincia e di APPA per assicurare un livello più elevato ed efficace di informazione ambientale che raggiunga una più ampia fascia della popolazione;

tutto ciò premesso, si interroga il presidente della Provincia per sapere:

  1. se sia stata predisposto un bilancio del corso sull’informazione ambientale organizzato da APPA al fine di rilevare il numero e le caratteristiche dei giornalisti che hanno seguito il percorso formativo, il grado di soddisfazione dei partecipanti e le iniziative per rendere periodico l’evento anche mediante accordi di collaborazione con l’ordine dei giornalisti;
  2. se non ritenga di rafforzare la comunicazione istituzionale in materia di ambiente al fine di colmare il gap informativo evidenziato dall’Osservatorio di Pavia e di assicurare una corretta informazione alla cittadinanza rispetto ai temi della crisi climatica, della riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti e della tutela dell’ambiente in generale;
  3. se non ritenga di affidare maggiori risorse ad APPA affinché possa rafforzare la comunicazione sui propri canali di informazione diretta con l’obiettivo di colmare il deficit informativo derivante dalla scarsa presenza del tema della crisi climatica nel sistema dei media italiani così come rilevato dall’Osservatorio di Pavia;

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