La Corte costituzionale sul caso Sgarbi-Marini: le prerogative parlamentari non sono privilegi personali

La sentenza n. 165/2026 annulla la deliberazione della Camera dei Deputati e riafferma che la tutela della funzione parlamentare non può prescindere dal rispetto della dignità delle persone. Una riflessione a sette anni dai fatti.

Accolgo con soddisfazione e serenità una sentenza che interviene su fatti risalenti a oltre sette anni fa e sulle successive decisioni istituzionali che hanno impedito alla giustizia ordinaria di proseguire il proprio corso.

L’autorevolezza della Corte costituzionale ha consentito di chiarire in modo esaustivo alcuni principi fondamentali che, a mio giudizio, non avevano trovato adeguato riconoscimento nelle scelte della Camera dei Deputati e, su un piano diverso, nell’atteggiamento del Consiglio provinciale di Trento.

Le prerogative riconosciute ai rappresentanti eletti servono a garantire la libertà delle istituzioni e l’esercizio delle funzioni democratiche, non a proteggere interessi personali o a giustificare la denigrazione di chi esercita legittimamente il proprio mandato. La libertà della critica politica, anche aspra, deve sempre accompagnarsi al rispetto della dignità delle persone.

Per me, che nel 2019 avevo semplicemente esercitato le mie funzioni di controllo sulla nomina del presidente di un importante ente pubblico trentino, è un riconoscimento significativo. Ma considero ancora più importante il valore generale dei principi affermati dalla Consulta, che vanno ben oltre la mia vicenda personale.

Desidero ringraziare l’avvocata Rosa Rizzi per la competenza, la generosità e la straordinaria disponibilità con cui mi ha accompagnato in questi anni.

Infine, in questo momento il mio pensiero va anche a Vittorio Sgarbi. Mi auguro sinceramente che possa superare le difficoltà di salute che sta attraversando e riprendersi quanto prima. Confido che questa notizia non aggiunga ulteriori preoccupazioni in un momento già così delicato. Le vicende giudiziarie appartengono a un piano distinto da quello umano, che merita sempre rispetto.


Segue il comunicato stampa della Corte Costituzione che accompagna la sentenza 165/2026 nel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito della deliberazione della Camera dei deputati 08/05/2024, che approva la proposta della Giunta per le autorizzazioni (doc. IV-ter, n. 6-A).

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