Consiglio regionale. Il M5S presenta proposte per farlo funzionare ma le altre forze politiche marcano visita e rinviano ogni decisione

Il 1° maggio, per conto del gruppo consiliare regionale del M5S, ho presentato una serie di proposte di modifiche del regolamento interno del Consiglio regionale. L’obiettivo di fondo era di generare evoluzione, cioè passare dall’attuale democrazia della clava a un modello più trasparente,  funzionale e dinamico nella conduzione dei lavori in commissione e in Aula… insomma, di far evolvere un sistema fondamentalmente inerte verso forme decenti di Democrazia.

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Referendum provinciali e democrazia azzoppata. In Provincia di Trento il voto referendario è figlio di un dio minore

Una delle differenze principali tra le democrazie e i regimi autoritari riguarda il modo con cui si tiene conto del voto popolare. Nelle prime, ai sensi dei trattati internazionali e delle Costituzioni nazionali, si vota liberamente per prendere decisioni che riguardano i cittadini oppure per scegliere i rappresentanti eletti. Nei regimi autoritari invece il voto, laddove consentito, è viziato da procedure che impediscono la libera espressione delle preferenze da parte dei cittadini e dalla mancanza di sistemi di controllo sul corretto svolgimento delle operazioni stesse, lasciando quindi campo aperto alla possibilità di brogli o manipolazioni.

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Pluralismo, democrazia e funzionamento del Consiglio provinciale. Una sintesi del lavoro svolto dal M5S per migliorare la qualità della democrazia in Trentino

Il dibattito sul bilancio previsionale del Consiglio provinciale è stata l’occasione per fare una sintesi delle proposte elaborate dal M5S nel corso del 2021 al fine di migliorare la qualità della democrazia interna al Consiglio provinciale. Si tratta di un tema considerato non prioritario nell’agenda mediatica ma determinante per poter superare lo scollamento tra la politica e i cittadini. Se il Consiglio non assicura standard minimi, sia sotto il profilo della democrazia che dell’efficienza amministrativa, come possiamo pensare che le leggi che approva rispondano realmente alle esigenze della popolazione? È una domanda che magari si pongono in pochi ma che resta comunque cruciale.

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Appello al voto per il referendum sul distretto biologico trentino del 26 settembre 2021

Domenica 26 di settembre in Trentino si vota per il referendum provinciale propositivo sulla qualificazione come distretto biologico del territorio agricolo della provincia di Trento. Invito tutti a recarsi alle urne, votando Sì al quesito referendario.

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L’oscuramento del Consiglio provinciale prosegue… ma è insensato e ingiustificato!

Nel marzo del 2020 pensavamo di aver chiarito definitivamente che il presidente del Consiglio non aveva il diritto di oscurare le sedute consiliari con la scusa delle elezioni comunali o europee o dei referendum solo per nascondere i disastri di questa maggioranza. 

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Lo stato della democrazia in Trentino

Con le elezioni provinciali di fine 2018, la coalizione di centrosinistra (molto di centro e poco di sinistra) che nelle precedenti tre consigliature generate col sistema maggioritario aveva governato il Trentino, ha ceduto il passo a un esecutivo di destra/destra. In una democrazia matura l’alternanza sarebbe da considerare come un’opportunità di rinnovamento. In Trentino purtroppo la situazione è tutt’altra perché la democrazia locale non ha saputo rinnovare le forme della rappresentanza e nemmeno quelle della partecipazione popolare. 

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Il Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige / Südtirol chiede a Governo e Parlamento di rimuovere gli ostacoli alla convocazione dei referendum

Il 21 aprile 2021 il Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige / Südtirol ha approvato a larga maggioranza (49 favorevoli, 4 contrari e 6 astenuti) la proposta di voto n.7 con cui si chiede a Governo e Parlamento di impegnarsi ad adeguare gli strumenti per garantire l’esercizio del diritto a promuovere referendum e iniziative popolari senza irragionevoli restrizioni. L’intervento legislativo si è reso necessario per evitare il ripetersi delle violazioni all’articolo 25 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, il quale, riprendendo i principi sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, prevede che ogni cittadino abbia il diritto, e la possibilità, senza alcuna discriminazione (come recita l’Art. 2 del patto sia essa discriminazione di “razza, colore, sesso, religione, opinione politica o qualsiasi altra opinione, origine nazionale o sociale, condizione economica, nascita o qualsiasi altra condizione”) e senza restrizioni irragionevoli, di partecipare alla direzione degli affari pubblici, personalmente o attraverso rappresentanti liberamente scelti.

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Raccolta firme all’ingresso delle aree commerciali: grazie al M5S il Trentino compie passi verso il riconoscimento di una libertà democratica

Il M5S trentino porta a casa un altro risultato utile per l’ampliamento degli spazi per l’esercizio dei diritti politici di tutti i cittadini. Partendo dai rilievi rivolti all’Italia dalla Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite abbiamo presentato 2 proposte combinate: un emendamento al testo normativo e una proposta di ordine del giorno collegati al disegno di legge in materia di commercio in discussione la settimana scorsa. Le iniziative si sono tradotte in un impegno della Giunta a “verificare se possono essere poste in essere modalità per sensibilizzare e, laddove possibile, ampliare gli spazi dove i cittadini possono esercitare i propri diritti democratici”.

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L’Agenzia regionale della Giustizia non può essere istituita senza coinvolgere il Consiglio regionale!

Trasparenza e democrazia delle istituzioni non sembrano essere temi all’ordine del giorno dell’agenda politica provinciale e regionale. Anzi, la discussione che li riguarda causa non pochi mal di pancia a chi ha le mani sulle leve del comando. In un clima di disinteresse generale e scarsa fiducia nelle Istituzioni, vale tuttavia la pena provare a discutere dell’Agenzia regionale della Giustizia, la cui istituzione è stata inserita con malizia fra le pieghe della legge di stabilità regionale per il 2021 (relazione illustrativa del disegno di legge + relazione di commissione e testo coordinato che sarà discusso dall’aula), tenendone così all’oscuro l’opinione pubblica.

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