La UE mette a nudo le falle del rinnovo della concessione A22. Unica strada per evitare la gara, liquidare i privati e riportare l’autostrada sotto il controllo pubblico!

La risposta fornita dal Commissario europeo per il mercato interno e i servizi Thierry Breton, all’interrogazione dell’europarlamentare Sabrina Pignedoli (E-005180/2021) riguardo al rinnovo senza gara della concessione di A22 conferma quello che il M5S dice da tempo: regole europee alla mano, affinché l’attuale società possa mantenere il controllo della Brennero-Modena evitando il confronto concorrenziale, è necessario che i soci privati vengano liquidati e A22 torni ad essere interamente pubblica. L’escamotage architettato dalle Province di Trento e Bolzano, che punta ad evitare la gara mantenendo i privati all’interno dell’autostrada sulla base di una serie di interventi in project financing di durata trentennale appare quindi per quello che è, ovvero l’estremo tentativo di infrangere le regole e continuare a garantire la gestione di un asset pubblico con un approccio privatistico, oltre che a favorire la distribuzione a soggetti ben introdotti di profitti derivanti da un monopolio naturale.

A fronte della risposta, molto circostanziata, del Commissario Breton appare evidente una volta di più come la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol debba chiarire senza mezzi termini se intenda liquidare i privati e procedere con l’affidamento della concessione in house oppure se voglia comunque procedere con il project financing, con tutti i rischi annessi e connessi in termini gestionali e strategici. Proprio per mettere in chiaro la posizione della Regione, venerdì abbiamo presentato un’interrogazione specifica (int.114/XVI in lingua italiana e tedesca), l’ennesima sull’argomento, che peraltro sottolinea la mancanza di una discussione informata sul punto da parte delle assemblee legislative interessate.

La posizione del M5S rimane quella avanzata nel 2018: gestione di A22 pubblica al 100%; affidamento in house; semplificazione della componente societaria; trasparenza nella gestione; coinvolgimento della popolazione delle scelte strategiche; stop alla costruzione di nuove strade e autostrade e allargamento di quelle esistenti; sí al rafforzamento delle infrastrutture e dei servizi di trasporto pubblico intervallivi e che si innestano sull’asse del Brennero.

Per quanto riguarda il project financing, appare chiaro a tutti come si tratti di un trucco pensato per cercare di giustificare la presenza dei privati nella società in assenza di gara, nel contempo investendo le risorse raccolte con l’incasso dei pedaggi per la costruzione di nuove strade che serviranno solo a peggiorare la già critica situazione ambientale.

La politica regionale ha scelto una volta di più la strada di chi privatizza gli utili e socializza le perdite. Noi non ci stiamo e continueremo a lottare contro un modo di fare politica che piega l’interesse di tutti i cittadini a quello di pochi.

Alex Marini

Diego Nicolini

Sabrina Pignedoli

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