Covid, privatizzazione della sanità e dell’energia, inefficienze provinciali: cosa fare per mettere a posto le cose

Ecco il testo integrale di un’intervista che ho rilasciato al Giornale delle Giudicarie e che è stata pubblicata sull’edizione del mese di febbraio 2022

A due anni dalle prossime elezioni provinciali del 2023 qual è il bilancio ed i risultati raggiunti dalla Giunta del Presidente Fugatti?

La legislatura era partita fra squilli di tromba e grandi promesse di sostegno alle aree montane pronunciate nel corso degli Stati generali sulla Montagna. Alla prova dei fatti le promesse, come spesso avviene con certi politici, sono rimaste tali. Si parla molto di vie di comunicazione, ma le strade, per quanto importanti possano essere, non bastano a dare un futuro certo al tessuto socio-economico delle valli trentine. Limitandoci al solo territorio giudicariese, eventuali interventi viabilistici non potrebbero ad esempio compensare la perdita del controllo dell’ente pubblico sull’energia idroelettrica, visto che il rischio che i privati mettano le mani su grandi e piccole concessioni a danno dei consorzi storici e delle municipalizzate non è esiguo e ciò causerebbe un danno notevole in termini di benefici negati e aumento di costi per tutta la popolazione residente.

Dopo due anni di emergenza Covid-19 quali iniziative dovrebbero essere avviate per ritornare alla normalità dal punto di vista sanitario, sociale ed economico?

Dopo un periodo tanto lungo l’emergenza sanitaria non dovrebbe più essere tale. Una Provincia autonoma, caratterizzata da una popolazione nient’affatto esorbitante e da un estensione urbana non soffocante, quale il Trentino a tutti gli effetti è, avrebbe tutti  gli strumenti per gestire la pandemia con gli strumenti dell’ordinarietà. Chissà perché invece ci troviamo sempre allo stesso punto. Avrebbe potuto essere l’occasione per rivedere il modello di sviluppo consumistico e speculativo invece non c’è traccia di riforme, anzi l’attuale giunta sembra intenzionata a spingere l’acceleratore su consumo del territorio, inceneritori ed economia predatoria. Nel frattempo la medicina territoriale è sempre più in crisi mentre le ipotesi riorganizzative mancano di solidità progettuale. Sotto il profilo sociale i nodi non sono ancora venuti al pettine. La gestione commissariale delle comunità di valle ha contribuito a lasciare questi enti in una sorta di limbo. Continuano a esistere, con la sensibile differenza di essere completamente sottratte al controllo dei cittadini, che almeno prima potevano votare i propri rappresentanti, mentre ora controllano tutto i prescelti della giunta. Di certo il commissariamento non può essere la soluzione ai problemi che ostacolano l’adeguamento delle procedure dei servizi socio-assistenziali alle nuove regole e alle bombe sociale innescate dall’emergenza sanitaria. Sotto il profilo economico infine, non si intravedono riforme sul metodo di erogazione degli incentivi alle imprese per stimolare una reale conversione digitale ed ecologica e una riorganizzazione dei modelli organizzativi.

Quali sono gli obiettivi che il suo partito ritiene prioritari per questi due ultimi anni di legislatura?

Il M5S ha sempre cercato di migliorare i testi di legge in discussione sollecitando al contempo il rispetto e l’attuazione delle leggi provinciali esistenti. Le priorità rimangono le stesse: trasparenza dell’azione amministrativa e prevenzione della corruzione in una logica di rispetto del principio dello stato di diritto. Sburocratizzazione. Eliminazione degli ostacoli che impediscono il confronto democratico fra le istituzioni e al loro interno. Sostegno alle politiche di tutela ambientale. Rafforzamento degli interventi di efficientamento energetico degli edifici. Introduzione di politiche a favore della mobilità sostenibile e della riduzione del consumo di suolo. Politiche sanitarie a sostegno dei cittadini ovunque abitino, senza scaricare su di essi il costo della distanza dalle zone urbane. Difesa della sanità pubblica, che questa maggioranza sta silenziosamente depotenziando a favore di quella privata. Su quest’ultimo punto stiamo rapidamente avvicinandoci al baratro e bisognerà fare uno sforzo collettivo per evitare che la situazione degeneri, visto che i piani della maggioranza portano dritti alla realizzazione di strutture ospedaliere a spese pubbliche per poi darle in gestione ai privati.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, (PNRR) sarà un’occasione unica per portare avanti tutta una serie di programmi ed iniziative di investimento in infrastrutture. Quali sono gli obiettivi che si dovrebbero raggiungere?

Per ciò che riguarda gli interventi di efficientamento energetico e il sostegno al settore edilizio va esteso nel tempo il Superecobonus voluto dal sottosegretario del M5S Riccardo Fraccaro. Al contempo bisogna mettere in atto politiche che incentivino le giovani coppie a dar vita a nuovi nuclei famigliari. Con il costo della vita in aumento e la precarietà dilagante serve una politica della casa che fornisca alternative credibili alla mera alternativa casa di proprietà/affitto privato. Per questo va creata un’offerta di abitazioni intermedia, aumentando le opzioni a canone moderato e a canone concordato ma soprattutto bisogna studiare nuovi modelli abitativi, ad esempio il cohousing e il co-living, tenendo in considerazione le esigenze di maggiore mobilità delle famiglie nello spazio e nel tempo. C’è poi il vasto capitolo della politica energetica, con le comunità energetiche che se supportate e sviluppate potranno rappresentare una grandissima opportunità per le famiglie residenti e per le imprese locali. Si tratta di una delle armi più efficaci per mantenere e distribuire la ricchezza sul territorio, rispettando l’ambiente, riducendo i costi e la dipendenza dalle fonti energetiche inquinanti e costose che utilizziamo attualmente, ma per utilizzarla al meglio servono lungimiranza e disponibilità a mettere in dubbio gli assetti consolidati.

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