“Tunnel in itinere”, un punto di vista informato sulle criticità concernenti il progetto di tunnel a senso unico alternato per collegare la Val Vestino alla Valle del Chiese

Di seguito riportiamo un contributo, che abbiamo ritenuto degno di nota, inviatoci da un nostro lettore rispetto all’ipotesi di realizzare un collegamento stradale diretto (tramite tunnel a senso unico alternato) fra la Val Vestino e la Valle del Chiese. Negli ultimi anni ci siamo occupati spesso della Val Vestino, ad esempio con le interrogazioni 375/XVI, 2347/XVI, 3361/XVI, 3463/XVI, 3465/XVI e 3582/XVI. In particolare l’interrogazione 3463/XVI (del 14 febbraio 2022) si occupava proprio delle problematiche idrogeologiche poste dagli eventuali scavi e permane ad oggi senza risposta. Sono questioni sulle quali “Ferdinando” fornisce approfondimenti e chiavi di lettura capaci di gettare luce sul perché e il percome la realizzazione del tunnel risulti assai problematica e non solo per l’evidente sproporzione fra la spesa di denaro pubblico (sui 32 milioni di euro da stime ma probabilmente di più…) e il vantaggio derivante alla collettività dalla realizzazione dell’opersa stessa.

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Le reti stradali provinciali di Brescia e di Trento, presto potrebbero essere arricchite da un tratto di strada, con una sola carreggiata di 5 Km complessivi in galleria percorribili a senso unico alternato, per collegare Valvestino nel Parco Alto Garda Bresciano al comune di Bondone nell’estremo lembo sud-occidentale del Trentino.

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Riduzione dell’inquinamento luminoso e relativi risparmi: iniziative al palo con la complicità della giunta

A inizio mese di agosto l’assessore all’ambiente ha risposto ad una nostra interrogazione riguardante il contenimento dell’inquinamento luminoso in Trentino risalente allo scorso aprile (3657/XVI). Il punto che volevamo sollevare era che nel lontano 2007 era stata approvata una legge provinciale per prevedere e finanziare misure per il contenimento dell’eccessiva illuminazione notturna, con conseguenti risparmi economici dovuti al minor consumo elettrico, ma anche, che da allora tali interventi sembravano essere rimasti misteriosamente al palo. Per farla breve, ci è stato confermato quanto sospettavamo: i soldi stanziati sono stati perlopiù impiegati per la fase progettuale degli interventi, che sono invece rimasti in larga parte inattuati, anzi in alcuni casi i fondi sono stati dirottati su iniziative alternative!

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Funivia del Bondone: bene i fondi ma molto male il mancato coinvolgimento dei cittadini!

In questi anni il M5S ha sostenuto l’avvio di un iter partecipato per verificare la fattibilità e le alternative progettuali della funivia Trento-Bondone, operando dal governo del Paese affinché lo Stato potesse valutare il finanziamento di quest’opera in linea con logiche e intendimenti di sviluppo socio/economico, da conseguirsi favorendo anche la riduzione delle emissioni di gas climalteranti. I fondi messi a disposizione in questi giorni non sono che la conseguenza di tale impegno. Se da un lato ci riteniamo soddisfatti per il buon esito delle procedure di assegnazione delle risorse statali al Trentino, dall’altro non possiamo non sottolineare come Comune di Trento e Provincia si siano sistematicamente rifiutati di coinvolgere i cittadini nell’iter dell’opera, rendendo evidente la volontà di calarla dall’alto, senza alcun vero confronto con la cittadinanza, cosa per altro già avvenuta con la circonvallazione ferroviaria di Trento.

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Mineraria Baritina. Il M5S ottiene la convocazione di un gruppo di lavoro per la riqualificazione complessiva dell’area produttiva

La Provincia di Trento dovrà attivare un gruppo di lavoro interdipartimentale per verificare, entro il gennaio 2023, la percorribilità di un progetto di riqualificazione complessiva dell’area che per più di 100 anni è stata destinata alla lavorazione della barite estratta nelle miniere di Darzo. La disamina dovrà inoltre verificare la possibilità di valorizzare il compendio anche attraverso l’acquisizione dello stesso a patrimonio provinciale.

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Attività di luglio 2022 – Newsletter n° 45

Luglio 2022 è stato un mese indimenticabile… afa record, crisi e caduta del governo nazionale, scioglimento delle Camere ed elezioni alle porte con annessa campagna elettorale e oltre a questo pure l’assestamento di bilancio regionale e quello provinciale… e alle porte c’è un autunno che si prospetta incandescente.

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Attività di giugno 2022 – Newsletter n° 44

Giugno è stato un mese caldo da tutti i punti di vista, politici e anche (purtroppo) meteorologici.

Senza girarci tanto attorno, l’evento politico che ha sconvolto giugno è stata la scissione del M5S operata dall’ex capo politico Luigi Di Maio. Penso che Di Maio abbia sbagliato perché così facendo ha deluso le aspettative e le speranze di un’intera comunità, quella degli attivisti del M5S, che hanno sempre dato tanto, anche a lui. Peggio, si intravede un disegno politico “altro” rispetto alla normale dialettica interna alle forze politiche ed è una cosa assai inquietante. Per quanto riguarda il M5S trentino però nulla cambia. In molti ci tirano per la giacchetta, cercando di spingerci da una parte o dall’altra. Per ciò che ci riguarda il punto è sempre lo stesso, se e come fare alleanze lo decideranno i nostri iscritti e lo dovranno eventualmente fare sulla base di una consonanza di programmi, se c’è, altrimenti meglio andare da soli (L’Adige). Sulla questione c’è stato molto interesse da parte della stampa (stranamente questo capita quasi solo quando ci sono problemi nel M5S… chissà come mai). Qui le mie interviste a Il Dolomiti, Trento Today e L’Adige.

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Trasporto studenti Lombardia-Trentino: forse qualcosa si muove

Nel corso dell’ultimo Consiglio provinciale è stato approvato un ordine del giorno che impegna la giunta a verificare la situazione del trasporto studenti tra Trentino e Lombardia e a cercare un accordo con la Provincia di Brescia in modo da ridurre il disagio causato dalla scarsità dei trasporti pubblici per gli studenti e le loro famiglie.

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Più partecipazione dei cittadini all’attività delle Comunità di Valle

Abbiamo ottenuto l’approvazione di un ordine del giorno col quale la giunta è impegnata a far sì che le Comunità di Valle che ancora non hanno adeguato il loro statuto per prevedere forme di partecipazione dei cittadini alla vita di tali istituzioni possano esservi coinvolti.

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Referendum sulla cessione dell’Azienda elettrica di Cavalese

Oggi i cittadini di Cavalese decideranno se l’azienda municipale comunale resterà di loro proprietà oppure se sarà (s)venduta. L’esito del quesito referendario ha implicazioni non affatto irrilevanti poiché riguardano le modalità con cui soddisfare il fabbisogno di energia elettrica dei residenti. Se vincerà il Sì la produzione, la distribuzione e la vendita di energia resteranno di proprietà comunale. Questa scelta consentirà di mantenere il controllo diretto dell’amministrazione locale e dei cittadini sulle scelte strategiche assicurando il massimo grado di autonomia nella gestione finanziaria, del personale ma soprattutto nell’erogazione dei servizi energetici. Nel caso in cui prevalessero i No le opportunità connesse alla nuova normativa sulle comunità energetiche e sull’autoconsumo non potrebbero essere sfruttate poiché il Comune perderebbe il controllo diretto sulla rete di distribuzione dell’energia a fronte di un esiguo corrispettivo finanziario che verrebbe riconosciuto con la cessione.

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La giunta provinciale si rifiuta di sostenere lo sviluppo agro-turistico della Valle dei Laghi. Per la maggioranza il destino sono il cementificio e forse l’inceneritore

Nel corso dell’ultimo Consiglio provinciale la maggioranza ha bocciato una proposta di ordine del giorno del M5S per sostenere lo svolgimento di un’analisi multicriterio propedeutica alla definitiva adozione del Piano territoriale di comunità in una logica di sviluppo sostenibile della Valle dei Laghi.

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