Riduzione dell’inquinamento luminoso e relativi risparmi: iniziative al palo con la complicità della giunta

A inizio mese di agosto l’assessore all’ambiente ha risposto ad una nostra interrogazione riguardante il contenimento dell’inquinamento luminoso in Trentino risalente allo scorso aprile (3657/XVI). Il punto che volevamo sollevare era che nel lontano 2007 era stata approvata una legge provinciale per prevedere e finanziare misure per il contenimento dell’eccessiva illuminazione notturna, con conseguenti risparmi economici dovuti al minor consumo elettrico, ma anche, che da allora tali interventi sembravano essere rimasti misteriosamente al palo. Per farla breve, ci è stato confermato quanto sospettavamo: i soldi stanziati sono stati perlopiù impiegati per la fase progettuale degli interventi, che sono invece rimasti in larga parte inattuati, anzi in alcuni casi i fondi sono stati dirottati su iniziative alternative!

L’inquinamento luminoso non è un problema “solo” perché impedisce di vedere il cielo stellato sopra di noi ma anche perché l’eccesso di illuminazione crea danni agli ecosistemi. Esso inoltre genera un costo inutile e a pagare lo spreco sono i cittadini con le loro tasse. In un momento storico nel quale il costo dell’energia è alle stelle si vedono i guasti della mancata programmazione e della tendenza dei nostri amministratori a non curarsi degli investimenti per rendere più efficienti le infrastrutture pubbliche. I soldi si preferisce spenderli in consulenze o in opere mastodontiche.

Il punto è il seguente: operazioni a costi limitati che permettono di liberare risorse nel tempo per altri interventi, sono virtuose ma non portano voti e nemmeno titoli di giornale. Inaugurare una nuova infrastruttura (non importa quanto superflua) invece genera attenzione e notorietà spendibili elettoralmente, oltre a fare contenti i beneficiari delle relative commesse pubbliche, persone che un domani dovranno magari sdebitarsi.

È un modo di fare le cose profondamente sbagliato, a maggior ragione in un’epoca nella quale si dovrebbe lavorare per eliminare gli sprechi, anche in vista degli obiettivi nazionali, europei e mondiali in fatto di transizione verso modelli di sviluppo meno dannosi per la vita sul pianeta, senza parlare del contenimento delle spese per l’acquisto di energia che gravano sulle finanze pubbliche.

Purtroppo il sistema non ha alcun interesse a cambiare. Prova ne sia quanto è accaduto in Consiglio provinciale a giugno con la bocciatura di due proposte di ordine del giorno sull’argomento. A inizio mese avevamo proposto un ordine del giorno per riprendere e rafforzare gli interventi per la riduzione dell’inquinamento luminoso ma non ha trovato il parere favorevole della Giunta. Prospettando una seconda bocciatura, siamo stati indotti a ritirare un’ulteriore proposta di ordine del giorno presentata nella sessione di fine mese (101/145/XVI) con la quale chiedevamo di procedere con un aggiornamento del quadro normativo e delle misure incentivanti in materia di riduzione dell’inquinamento luminoso, favorendo il coordinamento dei comuni a livello di comunità di valle.

È pacifico che, di fondo, a chi ci governa non importa nulla di risparmiare risorse pubbliche e di effettuare investimenti virtuosi. Per come la vedono loro, la cosa pubblica va spolpata traendone vantaggio. Le conseguenze negative di questo modo di fare non li riguardano perché hanno creato un sistema affinché ricadano sulle generazioni future. Quando capiremo che questo andazzo è insostenibile sarà forse troppo tardi e la cosa drammatica è che i maggiori colpevoli del disastro riusciranno molto probabilmente a farla franca non assumendosi alcuna responsabilità per comportamenti tanto rovinosi.

La questione è stata ripresa da Il Dolomiti in un articolo del 17 agosto: I fondi per risparmiare energia e ridurre l’inquinamento luminoso? “Alcuni Comuni li hanno spesi per altri interventi”, Tonina risponde a Marini

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Segue il testo dell’interrogazione 3657/XVI del 26 aprile 2022 “Rapporto sullo stato di attuazione del piano provinciale di intervento per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento luminoso” e della risposta fornita il 4 agosto 2022:

Da uno studio risalente al 2018 dell’Università Cattolica, si apprende che il consumo di energia elettrica per illuminazione pubblica in Italia nel 2017 è stato approssimativamente di 6.000 GWh, con un consumo pro capite di 100 kWh, pari al doppio della media europea di 51 kWh. Il consumo italiano è rimasto sostanzialmente stabile nell’ultimo decennio (nel 2007 il consumo era pari a circa 6.000 GWh) mentre la spesa italiana per illuminazione pubblica nel 2017 è stata pari a 1,7 miliardi di euro, integralmente gravante sul comparto degli enti locali (Università Cattolica, Osservatorio sui Conti pubblici (OCP), Dossier “Illuminazione pubblica: spendiamo troppo” in Due anni tra i conti pubblici – a cura di Carlo Cottarelli e di Giampaolo Galli);

il decreto legge 1° marzo 2022, n. 17 recante “Misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali“ approvato dalla Camera il 13 aprile 2022 ed in attesa di approvazione al Senato all’art.Articolo 19-ter (Disposizioni in materia di incremento dell’efficienza energetica degli impianti di illuminazione pubblica) stabilisce al comma 1 che al fine di contenere la spesa per i servizi di illuminazione pubblica degli enti locali e perseguire una strategia di incremento dell’efficienza energetica basata sulla razionalizzazione e sull’ammodernamento delle fonti di illuminazione pubblica, con decreto del Ministro della transizione ecologica, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentita la Conferenza unificata, sono stabiliti gli standard tecnici e le misure di moderazione dell’utilizzo dei diversi dispositivi di illuminazione pubblica, nel rispetto dei livelli di tutela della sicurezza pubblica e della circolazione negli ambiti stradali, secondo i seguenti criteri:
a) utilizzo di appositi sensori di movimento dotati di temporizzatore variabile che garantiscano, durante le ore notturne, l’affievolimento dell’intensità luminosa e il ripristino della piena luminosità al rilevamento di pedoni o veicoli;
b) individuazione delle modalità di ammodernamento o sostituzione degli impianti o dispositivi di illuminazione esistenti, al fine di garantire che gli impianti o dispositivi siano economicamente e tecnologicamente sostenibili ai fini del perseguimento di una maggiore efficienza energetica;
c) individuazione della rete viaria ovvero delle aree, urbane o extraurbane, idonee e non idonee all’applicazione e all’utilizzo delle tecnologie dinamiche e adattive di cui alla lettera a);

la Legge provinciale 3 ottobre 2007, n. 16 “Risparmio energetico e inquinamento luminoso” disciplina le finalità e le misure per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento luminoso e dei consumi energetici derivanti dall’uso degli impianti di illuminazione esterna di qualsiasi tipo definendo le competenze in capo alla Provincia e le competenze in capo ai Comuni;

gli obiettivi della legge sono:
a)    salvaguardia del cielo notturno e stellato quale patrimonio di tutta la popolazione;
b)    riduzione dei consumi energetici e miglioramento dell’efficienza luminosa degli impianti, ivi compresi quelli di carattere pubblicitario;
c)    uniformità dei criteri di progettazione volti a limitare il fenomeno dell’inquinamento luminoso;
d)    tutela dell’attività di ricerca e di divulgazione scientifica svolta dagli osservatori astronomici professionali o da altri osservatori scientifici presenti sul territorio provinciale;
e)    sviluppo di azioni di formazione e di sensibilizzazione relative all’inquinamento luminoso e al risparmio energetico nell’illuminazione;
f)     protezione e conservazione degli ecosistemi naturali e degli equilibri ecologici e dei ritmi naturali delle specie animali e vegetali, in particolar modo delle aree protette presenti sul territorio provinciale.

come risulta dalle informazioni pubblicate sul sito dell’Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia (APRIE) nella sezione dedicata all’inquinamento luminoso, con l’approvazione della deliberazione della Giunta provinciale n. 3265 di data 30 dicembre 2009 e l’entrata in vigore del decreto del Presidente della Provincia del 20 gennaio 2010, n. 2-34/Leg. (B.U. n. 13/I-II del 30/03/2010 rettificato con avviso sul B.U. n. 16/I-II del 20/04/2010) è stato definito il quadro normativo per l’attuazione della legge provinciale 3 ottobre 2007, n. 16 (Risparmio energetico e inquinamento luminoso);

con i suddetti provvedimenti sono infatti entrati contestualmente in vigore sia il Regolamento di attuazione della legge sull’inquinamento luminoso che completa la normativa tecnico-giuridica di riferimento, sia il Piano provinciale di intervento per la prevenzione e la riduzione dei consumi energetici e dell’inquinamento luminoso – di cui all’articolo 4 della legge n.16 del 2007 – che contiene tra l’altro le linee guida tecniche per la redazione dei piani comunali di intervento per la riduzione dell’inquinamento luminoso e per la progettazione dei nuovi impianti di illuminazione esterna e degli interventi di adeguamento degli impianti esistenti;

con i provvedimenti del 2009 e del 2010 si è dunque entrati nella fase operativa vera e propria garantendo agli Enti locali la possibilità di adeguare i propri impianti di illuminazione pubblica ai nuovi criteri, accedendo nel contempo alle possibilità di incentivo già previste dal Bando 2009, approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia provinciale per l’energia n. 7 di data 29 aprile 2009;

la legge provinciale n.16 del 2007, all’art.2, comma 1, lettera f), prevede la pubblicazione di un rapporto triennale sullo stato di attuazione del piano provinciale di intervento per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento luminoso e il conseguente aggiornamento delle informazioni relative all’attuazione della legge medesima;

nel capitolo “La dimensione energetica, l’ambiente costruito ed il paesaggio” degli scenari previsionali di decarbonizzazione al 2030 previsti dal Piano Energetico Ambientale Provinciale (PEAP da pagina 239 a pagina 249) si specifica che il presupposto per il raggiungimento degli obiettivi di una migliore performance energetica, ambientale e di resilienza ai cambiamenti climatici è notoriamente rappresentato dall’integrazione delle politiche urbane e dei diversi strumenti urbanistici a disposizione. Mettere mano al patrimonio costruito, sia a livello territoriale che a livello edilizio, rappresenta un’occasione per lavorare sul paesaggio e sul territorio. Il presupposto della riqualificazione energetica rappresenta un’occasione per ricucire un tessuto edilizio che nel passato ha avuto una forte espansione in termini numerici, non sempre affiancata da una qualità energetica, strutturale, architettonica e urbana. A tal fine si sottolinea che per la parte di pianificazione a livello comunale, riguardo l’inserimento di temi attualmente afferenti a strumenti settoriali e talvolta volontari all’interno dei PRG (Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) e piani energetici) sul territorio vi è stato recentemente qualche tentativo di approccio in materia svolto in maniera autonoma da qualche Comune;

Nel PEAP si riassumono anche le iniziative promosse a livello comunale:
“Negli anni scorsi inoltre, dal punto di vista energetico molti Comuni hanno adottato due strumenti rilevanti di pianificazione locale relativi ad energia e clima: i PRIC e i PAES.
Il PRIC è il Piano Regolatore per l’Illuminazione Comunale, corrisponde al piano comunale di intervento per la riduzione dell’inquinamento luminoso di cui alla l.p. n.16/2007. E’ stato adottato da gran parte dei comuni del Trentino e prevede la ricognizione dello stato degli impianti di i.p. al momento della redazione del piano e la redazione di una proposta di efficientamento e di messa a norma degli impianti con relativa previsione di risparmio. La Provincia ha raccolto e classificato in una mappa i contenuti e i risultati attesi dei vari PRIC, che vanno da un risparmio del 67% del comune di Siror al 18% del comune di Trento. Si tratta di un piano incentrato sull’illuminazione esterna (pubblica e privata) ma l’attuazione delle misure di contenimento previste dalla normativa, anche grazie a contributi dedicati, va nella direzione del risparmio energetico. Il monitoraggio dell’attuazione dei PRIC viene fatto autonomamente dai Comuni anche se sarebbe importante mantenere un database aggiornato a livello provinciale.
Il PAES e il PAESC, sono strumenti previsti dal Patto dei Sindaci che i Comuni adottano in maniera volontaria. Negli scorsi anni, come previsto anche dal precedente PEAP, la Provincia Autonoma di Trento ha sostenuto i Comuni nella redazione dei PAES anche attraverso contributi per le spese di redazione. Al 2016 erano circa 90 i PAES approvati a livello comunale o sovracomunale. Detti piani prevedevano la riduzione del 20% dei consumi energetici e delle emissioni entro il 2020. Non si è a conoscenza attualmente di quanti comuni, dopo l’adozione del piano, abbiano proseguito nel monitoraggio dei risultati e nell’aggiornamento del PAES. Di recente il Patto dei Sindaci ha previsto lo strumento dei PAESC che spesso sono stati utilizzati in luogo del monitoraggio del PAES, approvando il nuovo piano e aggiornando al 2030 gli obiettivi da raggiungere”;

tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere

  1. a quando risalga la produzione dell’ultimo rapporto sullo stato di attuazione del piano provinciale di intervento per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento luminoso previsto dall’art.2, comma 1, lettera f) della legge provinciale n.16 del 2007 e se sia in programma la predisposizione di un rapporto aggiornato che tenga in considerazione anche le disposizioni statali in materia;
  2. se dal momento dell’approvazione del Piano provinciale di intervento per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento luminoso e del Regolamento di attuazione siano state fatte delle valutazioni sull’efficacia dei provvedimenti anche al fine di procedere con un aggiornamento del quadro normativo, delle disposizioni regolamentari e delle misure incentivanti per il perseguimento degli obiettivi delle leggi provinciali e statali e, in caso positivo, quale sia stato l’esito delle valutazioni;
  3. se intende aggiornare i database dei Piani Regolatori per l’Illuminazione Comunale e dei Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima verificando le modalità e la frequenza con cui le amministrazioni comunali eseguono il monitoraggio dei risultati anche in relazione agli obiettivi del PEAP;

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2 Replies to “Riduzione dell’inquinamento luminoso e relativi risparmi: iniziative al palo con la complicità della giunta”

  1. Consulenze a studi e aziende che poi si sentiranno di confermare col voto chi li ha scelti e sostenuti. Penso ai dipendenti pubblici, tacciati di non lavorare, talvolta è così però se il lavoro tecnico viene assegnato ai consulenti e pagato, ed ai dipendenti viene lasciato il lavoro sporco della burocrazia, forse non c’è alternativa. I consulenti sono sempre i soliti poi…..

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