Il futuro del Paese e il ruolo del M5S: la mia risposta alla lettera aperta di Walter Ferrari

Ringrazio Walter Ferrari per la chiarezza e l’onestà con cui ha esposto il suo punto di vista sulla situazione sociale e politica del Paese. Ritengo ci sia molto di condivisibile in quanto scrive. Non tutto però.

È senz’altro vero che nell’ultimo trentennio il lavoro salariato abbia perso “potere contrattuale”. Questo è in primo luogo frutto dei mutamenti geopolitici che hanno definito la fine del ‘900 col trionfo del pensiero unico neoliberista e della finanziarizzazione dell’economia. Il “There Is No Alternative” (o TINA) di madam Tatcher è divenuto lo strumento retorico con cui giustificare l’assenso a tutti i desiderata espressi dall’establishment (quello che negli Usa si identifica con l’1% della popolazione, i super ricchi). È un fatto che il modello attuale produca la concentrazione della ricchezza, i dati, penso ad esempio al rapporto 2018 di Oxfam, sono impietosi in questo senso, basterà dire che le 26 persone più abbienti del pianeta da sole “valgono” quanto i 3,8 miliardi di individui più poveri.

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Concorsone insegnanti scuole materne: no alla discriminazione delle maestre assunte col part time!

È giusto negare ad una persona con 10, 15 o anche 20 anni di esperienza lavorativa la possibilità di passare da un contratto part time ad uno full time facendola magari scavalcare da colleghi con meno esperienza? Evidentemente no, eppure è quello che sta per accadere agli insegnanti delle scuole dell’infanzia trentine assunti a tempo indeterminato ma con contratti part time. Il bando del prossimo concorso per la stabilizzazione infatti andrà ad assegnare (anche) i posti full time rimasti scoperti ma stabilisce che non vi potranno prendere parte gli insegnanti già assunti a tempo indeterminato. Questo in pratica significa che quegli insegnanti che lavorando nella scuola dell’infanzia anche da 20 anni, stabilizzati con un contratto part time solo nel 2014 e che da tempo vorrebbero adeguare la loro forma contrattuale passando da tempo parziale a tempo pieno non potranno farlo e si troveranno scavalcati da colleghi in gran parte meno esperti di loro.

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Interrogazione sul futuro di lavoratori ed ex lavoratori delle società Waris e Schläfer

Esprimo la massima solidarietà ai lavoratori delle imprese Waris Srl e Schläfer Srl, vittime di pesantissime crisi aziendali, che hanno portato molti di loro a dimettersi per giusta causa, visto che non erano state loro pagate numerose mensilità. Continua a leggere “Interrogazione sul futuro di lavoratori ed ex lavoratori delle società Waris e Schläfer”

Sostegno ai lavoratori del trasporto pubblico: vogliamo buttare miliardi per opere inutili e diciamo di non avere quello che serve a stabilizzare chi lavora!

Ieri pomeriggio assieme ad altri consiglieri ho incontrato i lavoratori del trasporto pubblico iscritti alla sigla Usb i quali ci hanno sottoposto i tanti problemi legati al loro lavoro. Si va dai tanti servizi che Trentino Trasporti intende dare in gestione ai privati (skibus, scuola bus, parcheggi, pulizie) che potrebbero invece essere utilizzati per occupare il personale ancora attivo ma non più in grado di guidare, alle richieste di potenziare la linea Trento-Malé, ma anche la richiesta di sistemare il magazzino di Cavalese (dal quale i bus escono solo in retro), allestire un sistema di videosorveglianza nei posteggi delle corriere in modo da verificare la responsabilità di eventuali incidenti, veder riconosciuto agli autisti il ruolo di agente unico di riscossione come stabilito da già 2 sentenze, la stabilizzazione del centinaio di precari che consentono a Trentino Trasporti di essere operativo e molto altro ancora.

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Passaporto facile e veloce: la mia proposta

Avete mai provato a fare o a rinnovare il passaporto? La procedura è abbastanza costosa (42,40 euro più altri 73,50 euro per la marca da bollo) e bisogna aspettare mesi per ottenerlo. Eppure ci sarebbe una soluzione semplice semplice per ridurre i tempi: permettere a tutti gli uffici anagrafe dei Comuni di raccogliere dati e richieste, visto che ormai sono attrezzati per farlo. È una proposta che ho avanzato in un recente ordine del giorno e che è stata approvata dal Consiglio provinciale, nell’ottica di semplificare le procedure burocratiche a favore dei cittadini. Ora biosgna solo sperare che la Giunta le dia corso.

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L’era Dalpalù al Sait va in soffitta fra peana estatici ma le ombre superano abbondantemente le luci

Anche il Trentino ha il suo Marchionne, solo in salsa cooperativa. Acquisita la fine del suo mandato in qualità di presidente del Sait, prosegue infatti senza sosta il processo di santificazione di Renato Dalpalù, secondo la vulgata ormai assurto a ruolo di salvatore della Cooperazione. È davvero così? Senza voler essere sgradevoli o inutilmente polemici noi ci permettiamo di dissentire.

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Reddito di cittadinanza e salario minimo europeo: soluzioni per dare dignità al lavoro e combattere sfruttamento e dumping salariale

Il lavoro deve dare dignità, non tradursi in sfruttamento. Per questo il M5S ha introdotto il reddito di cittadinanza e ora sta lavorando al salario orario minimo, che per funzionare bene dovrà però avere base europea. In tanti criticano, ma la loro idea di fondo è solo di continuare con un sistema basato sullo sfruttamento e su produzioni a basso e bassissimo valore aggiunto, un “modello” che se mantenuto ci vedrà sempre più perdenti nei confronti dei Paesi dove il costo della vita è enormemente più basso del nostro. Quello che dobbiamo fare è produrre secondo i bisogni, in maniera migliore e proponendo merci e servizi ad alto valore aggiunto. La strada della competizione al ribasso, che piace tanto a quelli del PD, è un vicolo senza uscita dal quale il M5S sta cercando di far uscire l’Italia e anche il Trentino.

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AMR di Rovereto: la Provincia faccia sentire la sua voce in merito al destino dei lavoratori

A dicembre il M5S Trentino aveva chiesto spiegazioni riguardo alla trasformazione dell’azienda speciale di Rovereto AMR in società a responsabilità limitata in previsione nel mese di giugno (interrogazione 126/XVI), una scelta che paventavamo avrebbe potuto causare l’interruzione della fornitura di servizi pubblici a beneficio di tutti e pregiudicare la stabilità lavorativa del personale dipendente. A oggi la Provincia Autonoma di Trento non ha ancora risposto. E mentre a Trento ci si prende tutto il tempo che serve (e anche qualcosa di più) a Rovereto viene firmato un accordo che permette lo sforamento del 20% dei contratti stagionali rispetto alla forza lavoro che opera a tempo indeterminato, in quello che appare come un passo deciso verso la precarizzazione del lavoro in AMR. Continua a leggere “AMR di Rovereto: la Provincia faccia sentire la sua voce in merito al destino dei lavoratori”

Reddito di cittadinanza e Lavoro devono marciare uniti, e serve ripensare il sistema

* lettera pubblicata su L’Adige il 18 aprile 2019

La lettera di Giulio Menegoni e Michele Berti (immagini a piè di pagina) in risposta al mio intervento su Reddito di Cittadinanza e prospettive del lavoro pone molti stimoli interessanti e in larghissima parte condivisibili, a partire dall’auspicio di una maggiore coesione sociale derivante dal superamento della logica homo homini lupus, oggi imperante. Continua a leggere “Reddito di cittadinanza e Lavoro devono marciare uniti, e serve ripensare il sistema”

Il reddito di cittadinanza e il reddito minimo europeo

Il problema povertà non esiste solo in Italia ma riguarda tutta Europa e tutto l’Occidente. Lo dimostra ad esempio il parere d’iniziativa approvato dal Comitato economico e sociale europeo  “Per una direttiva quadro europea in materia di reddito minimo” approvato lo scorso 3 marzo*. Il documento fornisce alcuni dati che dovrebbero far riflettere. Secondo le ultime rilevazioni Eurostat, 112,9 milioni di persone, pari al 22,5 % della popolazione dell’Unione Europea , risultano a rischio povertà  o di esclusione sociale. Si tratta di un numero che è sceso solo in parte rispetto al 25% della fase più acuta della crisi. Anche i dati sulla disoccupazione non sono confortanti. La disoccupazione di lunga durata che era al 2,9 % nel 2009 era arrivata al 3,4% nel 2017. Il numero di lavoratori poveri presenti nella zona euro era salito dal 7,6 % del 2006 al 9,5 % del 2016. Dati che dovrebbero far riflettere e che invece in Italia si preferisce ignorare o peggio, utilizzare per colpevolizzare le vittime di cambiamenti economici epocali del tutto avulsi dalla loro personale capacità di intervento e correzione. Continua a leggere “Il reddito di cittadinanza e il reddito minimo europeo”