Banda larga (ma non troppo): la giunta provinciale fa scaricabarile verso lo Stato per non assumersi le sue responsabilità

La giunta provinciale non intende assumersi nessun impegno riguardo al completamento della rete della banda larga e della banda larga ultraveloce in Trentino. Questo il succo della risposta del Presidente Fugatti, letta in aula dall’assessore Gottardi, rispetto a un ordine del giorno del M5S che chiedeva di stilare una relazione programmatica per conseguire gli obiettivi minimi a sostegno della rete chiesti anche da tutte le parti sociali.

Tutti a gran voce chiedono di completare la rete ma Trentino Digitale Spa non fornisce gli atti richiesti, la commissione competente si rifiuta di convocare i componenti del consiglio di amministrazione in audizione e la giunta provinciale fa orecchie da mercante anche quando si tratta di assumersi quel minimo di responsabilità che l’Autonomia richiederebbe. Al contrario, la maggioranza a trazione leghista scarica tutte le responsabilità sul Governo rispedendo al mittente le sollecitazioni dei soggetti economici e della società civile per quanto riguarda l’infrastruttura digitale e i costi per accedervi… autonomi solo quando vogliono loro insomma!

l problema non riguarda solo le aree periferiche a fallimento di mercato (alla faccia degli Stati generali della Montagna) ma anche le aree del fondovalle urbano. Si riempiono la bocca parlando di produttività ma poi permettono che si crei un deficit digitale inaccettabile che impedisce al Trentino e ai trentini di competere alla pari con gli altri territori regionali europei. I danni li paghiamo non solo sotto il profilo della performance economica ma anche sotto il profilo sociale visto che le prime a soffrire sono le famiglie con gli studenti che devono seguire la didattica a distanza e i lavoratori impiegati con la modalità del cosiddetto lavoro agile.

La maggioranza politica trentina non se ne cura e scarica. Benissimo. Basta che se domani lo Stato dovrà intervenire a colmare le sue lacune, la giunta non strepiti per prendersi meriti che non ha, o peggio strilli contro la violazione delle prerogative dell’Autonomia, visto che i suoi membri non si sono nemmeno degnati di dare una motivazione seria al loro comportamento pilatesco!

* * * * *

Segue il testo integrale della proposta bocciata oggi (16.12.2020) dal Consiglio provinciale di Trento:

Proposta di ordine del giorno 18/74-75-76/XVI collegata ai disegni di legge 10 novembre 2020, n. 74/XVI “Legge collegata alla manovra di bilancio provinciale 2021”, 75/XVI “Legge di stabilità provinciale 2021”, 76/XVI “Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2021-2023”

“Potenziamento delle reti digitali, e in particolare della banda larga”

A livello europeo, la direzione da seguire riguardo al potenziamento della rete digitale è stata definita più di un decennio fa. La Commissione europea il 19 maggio 2010 adottava la comunicazione “Un’agenda digitale europea”(COM(2010)245)” che rappresenta una delle sette iniziative faro della Strategia per la crescita “Europa 2020”. Tale Comunicazione prevede tre obiettivi in tema di banda larga ed ultralarga, con diverse scadenze temporali:

  • banda larga di base per tutti entro il 2013;
  • banda larga veloce (pari o superiore a 30 Mbps) per tutti entro il 2020;
  • banda larga ultraveloce (velocità superiore a 100 Mbs) per almeno il 50% degli utenti domestici europei entro il 2020;

nel 2015 nell’ambito dell’Agenda Digitale Italiana sono stati predisposti la Strategia italiana per la banda ultralarga e la Strategia per la Crescita Digitale 2014-2020;

la Strategia Italiana per la Banda Ultralarga 2015 ha l’obiettivo di ridurre il gap infrastrutturale e di mercato esistente nel nostro Paese, attraverso la creazione di condizioni più favorevoli allo sviluppo integrato delle infrastrutture di telecomunicazione fisse e mobili. Questa strategia rappresenta il quadro nazionale di riferimento per le iniziative pubbliche a sostegno dello sviluppo delle reti a banda ultralarga in Italia;

in tale occasione l’Italia, spingendosi oltre gli obiettivi europei, ha previsto di raggiungere con la banda larga ultraveloce l’85% delle famiglie. Nel 2019 le famiglie italiane raggiunte dalla banda larga ultraveloce erano il 36,8% del totale nazionale. È bene specificare che ciò non significa che quelle stesse famiglie utilizzassero effettivamente la banda larga ultraveloce, che in molti casi può essere eccessivamente onerosa in termini di costi e quindi inaccessibile, elemento sottolineato anche nella recente relazione annuale di Agcom (Le comunicazioni nel 2020, l’impatto del coronavirus nei settori regolati). In questa classifica il Trentino si colloca tra le ultime regioni d’Italia, con solo il 22,23% delle famiglie che sono raggiunte dalla banda larga ultra-veloce;

la chiusura di scuole e uffici durante il periodo di lockdown del marzo/aprile 2020 ha reso ancora più evidente l’importanza di conseguire il target sulla banda larga ultraveloce per tutti. Una connessione veloce che supporti il percorso educativo e favorisca l’inclusione sociale di bambini e ragazzi, specialmente nelle aree più isolate del Paese che spesso sono quelle meno raggiunte dai servizi digitali. In generale accade che le città metropolitane e i Comuni popolosi siano molto più serviti dalla banda larga ultraveloce, rispetto alle aree poco urbanizzate o interne (L’importanza di dotare l’Italia della banda larga ultraveloce – openpolis.it, 15 settembre 2020);

la Provincia autonoma di Trento riconosce la Dichiarazione dei diritti di internet secondo quanto stabilito dall’art. 1 bis (I diritti in internet) della legge provinciale 27 luglio 2012, n. 16 “Disposizioni per la promozione della società dell’informazione e dell’amministrazione digitale e per la diffusione del software libero e dei formati di dati aperti” così come aggiornata con la legge provinciale 13 maggio 2020, n. 3 “Ulteriori misure di sostegno per le famiglie, i lavoratori e i settori economici connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e conseguente variazione al bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2020 – 2022”;

anche il Programma di sviluppo provinciale della XVI Legislatura del luglio 2019, ha affrontato il tema dell’interconnessione e del potenziamento della rete stabilendo che “L’interconnessione fra persone e fra territori non passa necessariamente attraverso infrastrutture fisiche, ma in un processo di globalizzazione sempre più rapido le nuove tecnologie giocano un ruolo fondamentale. In quest’ottica va visto l’investimento e lo sforzo perseguito dall’Amministrazione finalizzato a realizzare un’infrastruttura digitale di rete efficiente e performante in grado di interconnettere i territori, le imprese, le istituzioni e le persone.”;

come emerso nelle osservazioni presentate in occasione del disegno di legge 55/XVI “Ulteriori misure di sostegno per le famiglie, i lavoratori e i settori economici connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e conseguente variazione al bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2020 – 2022” il tema è sentito come prioritario anche dalle diverse categorie economiche;

nel caso di specie, la Cooperazione trentina, nel documento “Covid19 Iniziative per la ripresa. Le proposte della Cooperazione trentina al Governo provinciale”, presentato alla Giunta provinciale nell’aprile 2020, ha sostenuto la necessità della creazione: “di una task force a livello provinciale per intercettare, in modo efficace, le migliori opportunità di finanziamento che le varie DG europee lanciano per utilizzare i residui su programmi EU di interesse per le cooperative sociali e gli enti del Terzo settore, come ad esempio quelli su Horizon 2020 in tema di digitalizzazione e welfare territoriale integrato. […] Anche l’adesione al progetto nazionale di cablatura del territorio non ha sortito ad oggi gli effetti sperati: l’aggiudicazione ad Openfiber dei lavori di realizzazione della rete nelle cd. aree bianche (a fallimento di mercato), intervenuta nel lontano mese di agosto 2016, non ha permesso ad oggi quel salto qualitativo imposto da un mercato che fa della connessione veloce alla rete (= almeno 100Mb) un fattore di competitività al pari dell’accessibilità a reti stradali o ferroviarie. Per questa ragione, richiamando i contenuti del protocollo già sottoscritto tra la Federazione ed il Presidente Fugatti lo scorso 17 gennaio, chiediamo l’approvazione di un Piano straordinario per la diffusione di connessioni veloci su tutto il territorio trentino, anche attraverso un approfondimento delle opportunità offerte dal 5G, che dia conto dei tempi necessari alla sua implementazione e che preveda il costante coinvolgimento delle Associazioni di categoria.”;

le Osservazioni presentate da Confindustria Trento in merito al tema del potenziamento della rete si sono concentrate soprattutto sulla necessità di definire una “roadmap per gli investimenti pubblici in infrastrutture (anche immateriali come la banda ultra-larga, di cui in questi giorni si avverte particolarmente la necessità), sanità, tecnologia, ambiente (green new deal) con l’introduzione di un Commissario straordinario” e sulla semplificazione e digitalizzazione delle procedure nei rapporti con imprese e cittadini;

l’Ass. Confesercenti del Trentino invece ha sottolineato l’importanza di “rendere performante l’infrastruttura digitale provinciale”. A tal fine si ritiene necessario prevedere incentivi o contributi a fondo perduto per le imprese che si costituiscono in reti o aggregazioni d’impresa e anche per i cittadini che, a proprie spese, provvedono all’installazione della rete;

l’Associazione Artigiani ha posto l’attenzione sulla strategia UE riguardante le Piccole e Medie Imprese e sulla relativa transizione digitale: corsi di formazione e personale qualificato, sostegno all’internazionalizzazione e mercato unico europeo e sull’importanza della digitalizzazione delle pmi e dell’accesso all’intelligenza artificiale;

Confcommercio, nelle osservazioni presentate in Quinta commissione provinciale il 17 giugno 2020, sul programma di lavoro 2020 della Commissione europea, ha posto l’attenzione sugli obiettivi da raggiungere riguardo alle infrastrutture fisiche e digitali, che allo stato risultano inadeguate;

le considerazioni elencate nei paragrafi precedenti sono state rimarcate anche nel corso delle sedute della Prima commissione in cui sono stati discussi ed esaminati i disegni di legge n. 74/XVI, 75/XVI e 76/XVI. Nella sessione mattutina delle audizioni del 13 novembre la portavoce del Comitato imprenditoria femminile ha sottolineato le drammatiche difficoltà di questi mesi che hanno pesato principalmente sui giovani e sulle donne e che andrebbero affrontate investendo sulle coperture di rete e nella banda larga per sostenere lo smart working, il lavoro agile e la didattica a distanza (Via alle audizioni sulla manovra di bilancio. Sì da imprenditrici e Camera di commercio, no dei sindacati – Ufficio stampa del Consiglio provinciale, 13 novembre 2020). Nella sessione pomeridiana le associazioni di categoria hanno ribadito il concetto: il presidente di Confindustria ha sottolineato che sulla banda larga va assicurato uno sforzo che vada ben al di là dei 300 mila euro messi in bilancio; il presidente dell’Associazione albergatori ha giudicato troppo esigue le risorse messe a disposizione della banda larga; il direttore di Confcommercio ha evidenziato l’importanza della conclusione della banda larga (Manovra di bilancio condivisa dal mondo agricolo. Gli imprenditori: manca una visione strategica – Ufficio stampa del Consiglio provinciale, 13 novembre 2020);

dalle osservazioni presentate dalle diverse categorie in occasione delle recenti manovre economiche, emerge in modo netto un elemento comune: tutti concordano sul fatto che la transizione digitale sia fondamentale, soprattutto in questo momento storico, anche e soprattutto per far ripartire piccole e medie imprese, tessuto vitale dell’economia italiana, dopo il periodo di crisi dovuto al Covid-19; 

la Commissione europea, nell’ambito del “Next Generation EU”, ha previsto diversi strumenti per la transizione verde e digitale, considerati i due mezzi chiave per la prosperità e la resilienza dell’Europa del futuro. In particolare sono previste competenze digitali per tutti i cittadini dell’UE tramite un’agenda per le competenze per l’Europa e un piano d’azione per l’istruzione digitale;

secondo quanto riportato nella Seconda Relazione sullo stato di attuazione del Programma per la XVI Legislatura, l’obiettivo del progetto di consentire a cittadini e imprese di beneficiare di servizi digitali di ultima generazione è di estendere, entro il 2022, la connettività in banda ultralarga in tutti i 214 Comuni (numero riferito alla situazione del 2016 all’avvio del progetto) rientranti nelle aree bianche. Ciò, in particolare, attraverso una rete in fibra ottica, in modalità FTTH (Fiber To The Home) per l’85% delle unità immobiliari interessate. La restante percentuale delle unità immobiliari sarà coperta in modalità wireless, mediante la tecnologia (Fixed Wireless Access), in particolare per raggiungere le abitazioni posizionate in aree impervie, più difficilmente accessibili.

secondo la medesima relazione, la sinergia con la Provincia e con Trentino Digitale per il riutilizzo delle infrastrutture già esistenti ha consentito a Open Fiber, la società concessionaria del bando pubblico nazionale, di imprimere un forte impulso al piano di sviluppo. A tal riguardo i dati sono i seguenti: 60 cantieri aperti ad oggi sul territorio provinciale; 14 Comuni con la commercializzazione dei servizi già avviata, che diventeranno 30 entro il 2020; più di 80 mila le unità immobiliari in lavorazione entro la fine dell’anno, di cui 33 mila già connesse;

fermo restando i numeri illustrati nella relazione sul programma provinciale sarebbe auspicabile che la Provincia Autonoma di Trento promuovesse, secondo quanto previsto dall’art. 5 del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259 (Codice delle comunicazioni elettroniche) e in conformità con quanto previsto da finalità, obiettivi e strumenti previsti dalla legge provinciale legge provinciale 27 luglio 2012, n.16 (Disposizioni per la promozione della società dell’informazione e dell’amministrazione digitale e per la diffusione del software libero e dei formati di dati aperti) e dagli obiettivi europei, la fornitura di servizi di collegamento a banda larga veloce nella misura minima di 30 Mbps in download e di 10 Mbps in upload come servizio universale su tutto il territorio provinciale entro il 2021 e a banda larga ultra veloce nella misura minima di 100 Mbps entro il 2023;

tutto ciò premesso il Consiglio impegna la giunta provinciale

  1. a intraprendere le azioni di competenza al fine di assicurare a tutte le utenze un servizio di collegamento a banda larga veloce nella misura minima di 30 Mbps in download e di 10 Mbps in upload come servizio universale su tutto il territorio provinciale entro il 2021 e banda larga ultra veloce nella misura minima di 100 Mbps entro il 2023, in conformità con le norme e gli indirizzi di settore;
  2. per soddisfare gli obiettivi proposti al punto 1 e in conformità col quadro legislativo ed economico vigente, a presentare alla commissione consiliare competente, entro 60 giorni dall’approvazione del presente ordine del giorno, una relazione programmatica per la realizzazione degli obiettivi minimi sollecitati dalle parti economiche e sociali riguardo al completamento della rete della banda larga e della banda larga ultra veloce;
  3. a predisporre un’ipotesi di scenario economico e operativo da presentare alla commissione consiliare competente unitamente alla relazione programmatica di cui al punto 2, in cui considerare:
    a) una soglia massima di costo a carico dell’utenza per la prima installazione e la quota di finanziamento pubblico per la copertura degli extra costi nelle aree non ancora coperte dalla banda larga ultraveloce e per le utenze prive di installazione;
    b) forme di agevolazione o di contributo pubblico per la prima installazione per i nuclei familiari con componenti iscritti alla scuola dell’obbligo o alla scuola secondaria superiore e per i lavoratori pubblici o privati con contratto di tipo subordinato impiegati con le modalità di lavoro agile;

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