Consigli per la Salute: approvato emendamento per informare i cittadini sulle politiche sanitarie territoriali

La sessione consiliare della legge di stabilità provinciale 2021 è stata indubbiamente amara di soddisfazioni. Le proposte del M5S andavano tutte nella direzione del rafforzamento delle politiche di sviluppo equo e sostenibile e dell’efficientamento della pubblica amministrazione e non prevedevano impegni di spesa significativi. Nonostante questo sono state rigettate senza alcun confronto da parte della giunta. Tutti gli emendamenti sono stati bocciati, così come le tre proposte di ordine del giorno (progetto di gestione del fiume Chiesepiano provinciale per la banda largamanutenzione ordinaria della strada provinciale SP241 di Riccomassimo verso la Lombardia). Due sole le eccezioni: un emendamento in materia sanitaria e un emendamento in materia di referendum.

L’emendamento alla legge collegata alla manovra di bilancio (em. 7.01) proposto dal M5S e approvato dal Consiglio provinciale introduce una disposizione tanto semplice quanto strategica, visto che riguarda le modalità di definizione e pubblicazione degli atti e degli indirizzi politici dei Consigli per la salute sulle politiche sanitarie territoriali. Non erano documenti pubblici ma in virtù delle modifiche da noi presentate lo sono diventati.

Se i cittadini non conoscono l’esistenza dei Consigli per la salute e della Conferenza dei Consigli non è certo a causa della loro negligenza, visto che finora la politica non ha mai voluto dare risalto al loro ruolo e alle funzioni che svolgono. I Consigli per la salute sono previsti dalla legge provinciale sulla tutela della salute e sono istituiti presso ciascuna comunità di valle per promuovere la partecipazione degli enti locali alla definizione e all’attuazione delle politiche per la salute. Ogni Consiglio è composto dal presidente della comunità di valle, che lo presiede, e dai sindaci dei comuni compresi nell’ambito territoriale della stessa.

Con l’approvazione dell’emendamento è stato integrato l’articolo 10 della legge provinciale sulla tutela della salute: d’ora in poi gli atti assunti dai Consigli per la Salute e dalla Conferenza dei Consigli avranno maggior peso perché saranno resi pubblici. In futuro i cittadini che abitano nelle valli potranno conoscere l’azione politica svolta dai loro rappresentanti locali e provinciali ai fini della verifica delle condizioni di salute della popolazione e dell’offerta locale dei servizi sanitari e socio-sanitari.

Grazie all’iniziativa del M5S le linee di condotta dei Consigli per la salute e l’esito della loro attività sarà accessibile a tutti. I cittadini potranno accedere a una molteplicità di informazioni come ad esempio quelle relative ai rilievi dei bisogni della comunità riguardo alla salute e alle iniziative per promuovere la prevenzione e il benessere dei cittadini. Potranno inoltre conoscere l’attività dei rappresentanti locali nella definizione degli atti di programmazione provinciale ma anche nella valutazione della funzionalità dei servizi, della qualità delle prestazioni e dei risultati di salute ottenuti e non solo. La trasparenza riguarderà pure le proposte per il miglioramento dei servizi distrettuali, per l’integrazione delle attività sanitarie e sociali, per l’educazione alla salute nonché gli interventi da finanziare con la quota vincolata del fondo per l’assistenza integrata. Infine, se fino ad oggi le relazioni annuali di valutazione dei servizi sanitari e socio-sanitari erogati nella comunità di riferimento venivano semplicemente trasmesse all’assessore provinciale competente, d’ora in poi queste dovranno essere pubblicate sul sito istituzionale del dipartimento della salute.

Spesso si parla di valorizzazione dei territori e di servizi sanitari diffusi. C’è chi sostiene che convenga puntare alla specializzazione e quindi far convergere i servizi nei grandi centri ospedalieri sull’asse dell’Adige ma c’è anche chi ritiene che si debba decentrare i servizi portandoli nelle valli. Punti di vista entrambi legittimi, entrambi con pregi e difetti, ma che non considerano mai la posizione di chi vive sul territorio e di chi usufruisce dei servizi sanitari. Per lo meno non in modo trasparente e condiviso. Ecco quindi che il nostro intervento normativo punta proprio a colmare il vuoto informativo e democratico mettendo in risalto l’attività e i rilievi degli attori che rappresentano le popolazioni che vivono sul territorio, vincolando maggiormente le politiche sanitarie alle loro esigenze.

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