La sfida dell’informazione locale

Il 15 gennaio 2021 il quotidiano Trentino, il più antico della provincia di Trento, cessava l’attività in ossequio alle logiche di dominio mediatico di un monopolista dell’informazione.

Il blocco delle rotative non ha interferito infatti in alcun modo con la posizione di preminenza informativa acquisita nel corso degli anni da parte del gruppo editoriale Athesia, il quale, avendo nel tempo preso il controllo di quasi tutti gli organi di informazione locale, conserva intatta la propria capacità di esercitare l’egemonia sull’intera Regione oltre che sul mercato pubblicitario locale.

Si potrebbe discutere a lungo su come si sia arrivati a far chiudere una gloriosa testata giornalistica quale era il Trentino. La proprietà sostiene che il disavanzo economico non era più sostenibile. La redazione ribatte che i conti sono precipitati in conseguenza di scelte della nuova proprietà che hanno svuotato il giornale. Fra le righe si fa intendere che queste scelte sarebbero state parte di una strategia precisa, che si sarebbe esplicata dopo che Athesia ha preso il controllo del sistema dell’informazione trentino, per cui avere 2 giornali cartacei per lo stesso territorio non era più utile.

Nel 2018, l’Agenzia per le Garanzie nelle Comunicazioni con la pubblicazione dell’indagine conoscitiva sull’informazione locale lanciava l’allarme sulla dimensione informativa regionale e provinciale, indicando il Trentino-Alto Adige come una delle aree più critiche del Paese. Fra i diversi fattori di rischio per lo sviluppo democratico della nostra regione, Agcom evidenziava l’emergere di posizioni di forza informativa, la scomparsa di voci indipendenti e la presenza di commistioni tra informazione e politica locale (vedasi interrogazione 2554/XVI). Quei fattori ad oggi sono peggiorati.

Al di là dei ragionamenti di ordine economico-finanziario, il nocciolo della questione riguarda il controllo dell’informazione da parte di un singolo attore, ovvero della capacità di quest’ultimo di condizionare l’opinione pubblica e, in ultima istanza, di influenzare la politica nelle sedi istituzionali e negli ambienti ad esse contigui. Con un monopolio la libera informazione e quindi l’equilibrio democratico risultano alterati. I giornalisti sotto scacco (alcuni ,invero, senza denotare grande fastidio), non sono certo nelle condizioni migliori per svolgere quel ruolo da “cane da guardia del potere” che dovrebbe caratterizzarli.

Non senza rammarico bisogna ammettere che in Trentino né la società civile, né il mondo della cultura, né tantomeno la politica hanno saputo o voluto reagire generando un’alternativa credibile all’attuale monopolio.  

Si parla da tempo del lancio di una nuova testata giornalistica ma sul progetto permane grande riserbo. Nulla si sa in merito alla futura linea editoriale. L’impressione è che si stia pensando a una classica proposta generalista, alternativa all’attuale monopolista. Resta da vedere se ciò si tradurrà in un altro “manganello mediatico” al servizio di specifici interessi economico/finanziari oppure se ci sarà spazio per una fonte d’informazione davvero indipendente. 

Riguardo alla forma societaria che potrebbe essere assunta dal nuovo giornale ho trovato condivisibili le proposte avanzate da Farinati sull’edizione di febbraio 2022 di QT. Quanto alla composizione del consiglio di amministrazione e del comitato di redazione penso che si potrebbero valutare meccanismi selettivi basati su pluralismo delle idee e pensiero critico. Credo anche che ci sia grande spazio per forme di giornalismo di inchiesta e per approfondimenti di taglio analitico, merce rara ormai a livello globale, mentre per la diffusione e l’amplificazione del messaggio si potrebbe operare in sinergia con i protagonisti della micro-informazione locale. 

In democrazia un’informazione libera e indipendente ha una funzione essenziale per la salvaguardia delle istituzioni. Per questo è fondamentale tenere vivo il dibattito e stimolare la nascita di media che operino nell’interesse della comunità e non solo degli azionisti.

* pubblicato su Questo Trentino – marzo 2022

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