Autostrada Valdastico. Prolungare la A31 va contro il new green deal europeo

Lunedì 4 aprile A22 ha organizzato un convegno dal titoloNuovi modelli di mobilità in Europa che si è tenuto a Madonna di Campiglio. Mi aspettavo la solita tiritera sulla necessità di costruire nuove autostrade, mantenere le concessioni, aumentare i pedaggi, ecc. Mi sbagliavo. Sono infatti rimasto piacevolmente sorpreso nell’ascoltare discorsi avanzati, incentrati sulla presa d’atto della situazione reale a livello europeo e mondiale e sulla necessità di cambiare modello di mobilità, orientandoci alla sostenibilità. Come ha ben dichiarato il direttore generale di A22 Carlo Costa, “Non servono nuove autostrade ma bisogna gestire meglio le autostrade esistenti”. Peccato che il mondo della politica, che pure, a parole concorda, nella pratica faccia il contrario. 

Per conseguire obiettivi ambiziosi ovviamente servono risorse adeguate. Come ha ben spiegato il manager Francesco Grillo, nemmeno se investissimo tutte le risorse del Recovery Fund per la riconversione ecologica del sistema della mobilità riusciremmo a conseguire gli obiettivi che si è posta l’Unione Europea, tanto è grande la nostra arretratezza. Cosa fa dunque la politica trentina? Visto che per migliorare le cose servono tante risorse e tanto impegno… i soldi preferisce spenderli per creare una nuova autostrada (il prolungamento della A31 in terra trentina) che, già si sa, aggraverà la situazione ecologica e del traffico nella parte orientale della Provincia di Trento ed è quanto di più lontano si possa immaginare da quel new green deal europeo dal quale dipendiamo per le opere del Recovery Fund.

Sembra una follia, ma è più miopia dovuta a interessi di parte, unita all’incapacità di adeguare comportamenti atavici alle necessità collettive attuali. A poco serve che la Lega cerchi di buttarla in politica derubricando l’opposizione dei Comuni alla Valdastico a screzio di amministrazioni ostili, oppure che il presidente Fugatti racconti che “ai trentini il prolungamento della Valdastico non costerà un euro”. La verità è che quell’opera inutile e dannosa, se sarà realizzata, la pagheranno come sempre i cittadini. Prima sottoforma di pedaggi e poi come danni all’ambiente che li circonda, all’acqua che bevono e alla loro stessa qualità della vita!

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Questo il mio intervento in Aula in merito alla questione Valdastico.

2 Replies to “Autostrada Valdastico. Prolungare la A31 va contro il new green deal europeo”

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