Discorsi d’odio e odio online. Il Forum per la pace pubblica il report “Il caso Trentino nel quadro (sovra)nazionale”

Razzismo, bullismo e odio online sono espressioni di violenza purtroppo assai diffuse nella nostra società e come tali vanno combattute. Possono infatti portare grande sofferenza e in alcuni casi persino condurre al suicidio . Il Forum per la pace e i diritti umani ha di recente pubblicato un report che delinea il problema dentro e fuori i confini trentini, ora sta alla politica tradurre le loro analisi in azioni concrete.

Con una nota inoltrata ai consiglieri l’8 agosto scorso, il presidente del Consiglio provinciale ha inoltrato ai consiglieri il report Discorsi d’odio e odio online. Il caso Trentino nel quadro (sovra)nazionale curato dal Forum per la pace e i diritti umani, in collaborazione con il Centro per la cooperazione internazionale. Il report è stato predisposto in attuazione della risoluzione n. 52/XVI ad oggetto “Incaricare il Forum per la pace di redigere un report annuale sull’odio on-line e sulla violenza verbale da diffondere nelle istituzioni pubbliche e nelle associazioni trentine” che era stata approvata dall’aula del Consiglio provinciale su proposta del M5S nel marzo del 2021.

Il report è stato redatto da Giorgia Decarli dello Sportello antidiscriminazioni di Trento e da Rossella Vignola del Centro per la Cooperazione Internazionale con il contributo di Valentina Vivona. Nel documento si cerca di inquadrare il fenomeno dell’hate speech in un contesto più ampio di quello provinciale, gettando le basi per politiche pubbliche che possano ridimensionarne la portata e la gravità rispetto agli equilibri e al livello della convivenza sociale. Si tratta di un lavoro pregevole per contenuti e anche scorrevole nella forma. L’auspicio è che il report sia solo il punto di inizio per un’azione coordinata fra i vari soggetti istituzionali per attuare le raccomandazione contenute nel report stesso:

  1. assicurare continuità nel monitoraggio sul territorio provinciale poiché le politiche di prevenzione risultano più efficaci se queste nascono da analisi eseguite in prossimità dei luoghi in cui il fenomeno si verifica;
  2. facilitare le segnalazioni e l’ascolto delle vittime;
  3. promuovere interventi educativi e formativi anche attraverso gli organi di informazione e non solo nelle scuole;
  4. andare oltre la mera manifestazione espressiva dell’odio ma intervenire sui fattori che generano l’odio stesso e dunque per favorire la reciproca comprensione e la fratellanza fra le persone.

Nel report si specifica che per favorire l’attuazione delle raccomandazioni sarebbe auspicabile l’adozione di una normativa ad hoc per rendere l’attività di educazione e di prevenzione più efficace. Anche su questo fronte cercheremo di fare il nostro meglio per raccogliere gli spunti critici e le osservazioni rivolte al legislatore magari riprendendo anche le conclusioni della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo,antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza della 18a legislatura parlamentare (la cosiddetta Commissione Segre) nella relazione sull’attività svolta nel 2021 e nel 2022.

Una comunità può dirsi giusta e libera solo se rigetta e combatte tutte le forme di discriminazione nei confronti delle persone che la compongono. Il M5S è pronto a fare la sua parte per realizzare questo ideale, con o senza l’aiuto delle altre forze politiche.

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