Sedute del Consiglio delle Autonomie locali visibili a tutti? Il M5S apre la strada

Una delle grandi battaglie del M5S ĆØ quella di garantire ai cittadini accesso alle Istituzioni e di essere correttamente informati su quanto avviene al loro interno. Sembra incredibile, ma ci sono ancora riunioni di enti pubblici che decidono questioni di rilevante interesse per la vita di tutti noi che non sono accessibili e anzi vengono gestite con sistemi antidiluviani. ƈ il caso del Consiglio delle Autonomie locali (CAL) le cui riunioni non sono visibili a nessuno se non ai partecipanti. Si tratta di una stortura che abbiamo cercato di risolvere con un Ordine del Giorno integralmente approvato dal Consiglio provinciale, tramite il quale si mettono allo studio una serie di migliorie per snellire e rendere più efficiente l’accesso dei Consiglieri provinciali alle sedute e al tempo stesso per renderle pubbliche e visibili in streaming a tutti, come del resto ormai avviene per un gran numero di Consigli comunali.

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Alla maggioranza provinciale non interessa aiutare le periferie ma solo sfruttarle elettoralmente

In questi giorni si fa un gran parlare di enti locali e delle difficoltĆ  a tirare avanti, specie nei Comuni più piccoli e isolati. C’è del vero in questa descrizione e la Provincia potrebbe e dovrebbe fare molto per andare oltre al folklore e migliorare davvero le cose per chi abita in periferia. Nell’ultimo Consiglio provinciale avevamo avanzato una proposta che se approvata avrebbe portato chi ci governa a confrontarsi con i suoi corrispettivi delle Regioni e delle Province Autonome in merito alle migliori pratiche da adottare per garantire una maggior rappresentanza ai territori marginalizzati rispetto alle grandi aree urbane. Si sarebbe trattato di un passo propedeutico all’implementazione di azioni e strategie volte a ridare dignitĆ  a queste aree, come del resto promesso dalla maggioranza provinciale nel corso dell’ultima campagna elettorale. Per farla breve, ce l’hanno bocciata senza scampo.

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CriminalitĆ  organizzata: la maggioranza affossa l’Osservatorio con tattiche veterodemocristiane

La scorsa settimana in Consiglio provinciale ho chiesto al presidente Fugatti a che punto sia la procedura per istituire un Osservatorio sulla criminalitĆ  organizzata in Trentino. Risposta? Tutto fermo, tutto impantanato, non c’è una data, non c’è un accordo, non c’è… niente (?).

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Il M5S ottiene l’istituzione di una giornata provinciale dell’ambiente

Uno dei disegni di legge discussi nel corso dell’ultima seduta di Consiglio provinciale riguardava l’istituzione di multe per chi rilascia palloncini nell’ambiente. Si tratta di un tema, diciamo, ā€œdi nicchiaā€. La plastica inquina e i palloncini sono fatti di plastica, non si sa però quanto sia estesa la problematica che li riguarda (video intervento).

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Il M5S apre la strada al potenziamento dei coordinatori ambientali nelle scuole del Trentino

La battaglia per salvare l’ambiente (e quindi noi stessi…) non sarĆ  vinta dalla nostra generazione ma da quelle che verranno. Noi possiamo solo indirizzare le cose nella maniera migliore possibile e far comprendere ai giovani la follia di tanti nostri comportamenti scellerati e distruttivi. Per far ciò l’unica via percorribile ĆØ partire dall’educazione scolastica. La figura del coordinatore ambientale ĆØ utilissima in questo senso. Si tratta di uno o più docenti che si occupano di spiegare ai ragazzi quali comportamenti mettere in atto per inquinare meno, sprecare meno e essere più rispettosi della natura. Alcune scuole del Trentino giĆ  sono dotate di coordinatori ambientali. Alcune, ma non tutte. Per questo nell’ultimo Consiglio provinciale, tramite una proposta di ordine del giorno, ho chiesto e ottenuto che vengano messi allo studio incentivi per far sƬ che più istituti scolastici introducano i coordinatori. Sono lieto di poter dire che la proposta ha trovato ascolto ed ĆØ stata approvata dai colleghi con modifiche minime. 

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La maggioranza dice l’ennesimo NO alla trasparenza. Negata una ricognizione sulla composizione dei consigli di amministrazione delle societĆ  partecipate!

Anche nell’ultima seduta di Consiglio provinciale abbiamo portato avanti la battaglia per una maggiore trasparenza delle nomine pubbliche e della composizione dei board delle societĆ  partecipate. Con un ordine del giorno chiedevamo che venisse prodotta una ricognizione sulle modalitĆ  di nomina dei componenti degli enti di controllo delle agenzie e degli enti provinciali per poi renderle pubbliche. Risposta della maggioranza? Niente da fare!

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La destra trentina dice (ancora) no alla trasparenza sulle procedure di nomina nelle societĆ  partecipate

Nell’ultima sessione consiliare mi sono trovato nuovamente ad affrontare la grave emergenza democratica rappresentata dalle procedure di nomina dei componenti dei consigli di amministrazione delle societĆ  partecipate. Si tratta di una problematica che si trascina dalle scorse legislature e che la destra trentina non pare interessata a risolvere ma solo ad approfittarne.

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Opera Universitaria trentina nelle mani della maggioranza, ultimo capitolo di una svolta autoritaria!

Ieri mi ĆØ stata notificata la risposta ad un’interrogazione riguardante il livello di soddisfazione degli utenti dei servizi dell’Opera universitaria di Trento che risaliva allo scorso aprile. Il testo, denso di dati e molto esaustivo, fornisce un notevole spaccato sulla come operasse l’Opera Universitaria trentina prima della ā€œriformaā€, approvata l’altro giorno dal Consiglio provinciale, che ha messo sotto il controllo della maggioranza, e quindi della politica, la presidenza di questo ente. Un vero peccato allora che mi sia stato reso noto proprio dopo che il Consiglio ha discusso il disegno di legge (32/XVI). Lo avessi avuto prima ne avrei approfittato per illustrare ai colleghi consiglieri come lavori l’Opera Universitaria e quali siano i rischi di cambiare la sua governance. Ma del resto non sarebbe cambiato molto. ƈ chiaro a tutti infatti che la maggioranza mirava solo ad impadronirsi del controllo dell’ennesima poltrona. Tanto da spingersi a dichiarare nella relazione di maggioranza al testo di legge che l’Opera Universitaria ĆØ un ente strumentale della Provincia e come tutti gli altri e che come tale ĆØ giusto che a nominarne i vertici sia la politica senza essere vincolata al parere dell’UniversitĆ . Non solo, siccome l’Opera gestisce circa 13 milioni di euro all’anno la maggioranza, incredibile a dirsi (o forse no…), arriva a sostenere che proprio quel denaro a maggior ragione giustifica la scelta di indicare ā€œin maniera indipendente una persona di fiducia che possa presidiare l’utilizzo di tali ingenti risorse in modo da scongiurare anche eventuali situazioni di malversazioneā€. Come dire che un soggetto nominato su base fiduciaria ed esclusiva da politici di parte cui si danno in mano 13 milioni di euro pubblici li gestirĆ  sicuramente meglio di un’altra persona scelta di concerto con l’UniversitĆ  nell’interesse dei cui studenti quelle risorse dovrebbero essere spese…

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Disagio giovanile causato dal Covid-19: il Consiglio approva proposta del M5S per frenare il fenomeno

Approvato oggi dal Consiglio provinciale una proposta di ordine del giorno del M5S che sollecita le strutture provinciali ad attivarsi per contrastare il malessere psicosociale che si sta diffondendo fra i giovani trentini a seguito delle misure di contenimento pandemico.

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AttivitĆ  di maggio 2021 – Newsletter n° 31

Il mese appena concluso è stato come sempre denso di avvenimenti, vicende più o meno edificanti e sviluppi su eventi passati. Vediamo i principali.

All’inizio di maggio ho organizzato un incontro con Gianni Forti, lo zio di Chico, e Riccardo Fraccaro per fare il punto sulla procedura da seguire per rendere concreto ed effettivo il ritorno di Chico in Italia. Come ricorderete, nei mesi scorsi avevo sollecitato formalmente il ministro Di Maio a farci avere degli aggiornamenti (lettere di marzo e aprile). Grazie a Riccardo siamo riusciti ad avere preziosi aggiornamenti riguardo alle iniziative tra Governo italiano e la nuova amministrazione del presidente Biden. A proposito di questa vicenda circolano informazioni false messe in giro ad arte per creare zizzania e subito cavalcate da Salvini & C (raccontano che si sarebbero perse le carte per il rientro di Chico Forti in Italia). Sono per l’appunto bufale, ma non possiamo aspettarci che gente del genere, che ha governato per anni senza far nulla per Chico e adesso sbraita accampando pretese, inizi a mostrare un filo di responsabilitĆ  o di senso di opportunitĆ , visto che la vicenda ĆØ assai delicata e si ha come l’impressione facciano il tifo perchĆ© Chico non rientri in Italia. Purtroppo ci troviamo a confrontarci con gente di questa caratura. 

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