L’inspiegabile bocciatura delle proposte su inquinamento luminoso e risparmio energetico nei comuni

Tra le proposte avanzate dal M5S trentino nel corso della sessione di Consiglio provinciale di inizio giugno ce n’era una (la 50/141/XVI) riguardante gli interventi per ridurre l’inquinamento luminoso sul nostro territorio, cioè un obiettivo coerente con l’impostazione e le richieste provenienti dallo Stato ma anche dalla stessa Provincia di Trento, che in passato aveva assunto impegni in questo senso, senza dimenticare la questione, oggi di vitale importanza, del risparmio energetico. Non c’erano richieste politiche o valutazioni in qualche modo divisive, solo la presa d’atto di quanto c’è da fare per garantire la riduzione dei consumi ingiustificati di corrente elettrica, preservando al tempo stesso beni come il cielo stellato. A fronte di ciò il rifiuto della giunta di approvare l’ordine del giorno appare ancora più inspiegabile ed è destinato a rimanere tale, perché, come spesso accade, al voto negativo da parte della maggioranza non sono state fatte seguire giustificazioni di alcun genere. 

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Valutazione di impatto energetico. Il M5S impegna la giunta provinciale al rispetto degli impegni sul cambiamento climatico

Nel corso dell’odierna sessione di Consiglio provinciale il M5S ha ottenuto l’approvazione di numerosi ordini del giorno, fra di essi il n. 46/141/XVI, tramite il quale la giunta provinciale è chiamata a garantire il rispetto degli obiettivi contenuti nel Piano Energetico Ambientale Provinciale rispetto alla decarbonizzazione del Trentino entro l’anno 2030 e a procedere mettendo nero su bianco una serie di linee guida che stabiliscano come condurre i processi di valutazione ambientale strategica rispettando gli impegni assunti in fatto di lotta al cambiamento climatico.

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Disegno di legge semplificazioni in materia di VIA ed opere pubbliche: garantire controllo pubblico e limitare il consumo di suolo!

Il M5S trentino ha presentato una serie di emendamenti al disegno di legge n.141/XVI, riguardante la semplificazione delle norme su opere pubbliche, espropri, valutazioni ambientali in ottica di realizzazione del PNRR. L’obiettivo delle proposte è garantire tempi consoni ad associazioni e cittadini per valutare progetti solitamente di estrema complessità e proporre soluzioni e idee ad integrazione degli stessi. Allo stesso tempo si chiede di coinvolgere ordini professionali e sindacati nelle conferenze dei servizi a valutazione delle opere, di porre vincoli al partenariato pubblico privato e di assumere impegni stringenti e vincolanti per azzerare il consumo di suolo in trentino entro l’anno 2030.

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Impianti di riscaldamento a biomassa. La Provincia si attiva per finanziare le vecchie caldaie a legna con impianti più efficienti e puliti

Una buona notizia. Rispondendo ad una nostra interrogazione del 16 marzo scorso (la 3549/XVI), l’assessore all’Ambiente della Provincia Autonoma di Trento fa sapere che sono in corso trattative per stipulare un accordo di Programma tra il Ministero della Transizione Ecologica, l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente e l’Agenzia per le Risorse Idriche e l’Energia volto a migliorare la qualità dell’aria in Trentino.

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Cementificio Sarche: la giunta sfrutta un cortocircuito logico-burocratico per non valutare l’impatto dell’impianto sulla Valle dei Laghi!

Negli ultimi mesi abbiamo fatto parecchio lavoro sulla sciagurata riaccensione del cementificio di Sarche e abbiamo scoperto che per consentirla l’ente provinciale sta “adattando” parecchio le regole.

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Crisi energetica: il M5S chiede conto a Fugatti dei mancati impegni sull’efficientamento del sistema industriale trentino

In vista della prossima seduta del Consiglio provinciale, il M5S ha depositato un’interrogazione a risposta orale immediata tramite la quale sollecita il presidente Fugatti a dare risposte in merito alle iniziative per favorire l’efficientamento energetico del sistema industriale locale.

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Emissioni di CO₂. Con l’autorizzazione a riaprire i forni del cementificio di Sarche la Provincia di Trento adotta la strategia del gambero

Il 18 dicembre scorso avevamo presentato un’interrogazione per chiedere rassicurazioni sul contenimento delle emissioni di gas climalteranti derivanti dall’estrazione del materiale dalla cava in prossimità dell’impianto di Italcementi di Sarche e dalla sua cottura nei forni (3307/XVI – Emissioni di gas climalteranti derivanti dall’estrazione del materiale dalla cava in prossimità dell’impianto di Italcementi di Sarche e dalla sua cottura nei forni). Il 31 gennaio Mario Tonina, assessore provinciale all’ambiente, ha risposto fornendo alcuni dati ma poche garanzie rispetto alla coerenza della politica industriale trentina con gli obiettivi della pianificazione strategica in materia di energia, sviluppo sostenibile e lotta ai cambiamenti climatici.

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Cambiamenti climatici e responsabilità delle imprese. In Trentino bene le intenzioni annunciate sulle azioni di mitigazione, insufficiente quanto messo in pratica davvero.

I rischi derivanti dall’emergenza climatica sono sulla bocca di molti (non di tutti purtroppo). Purtroppo però la consapevolezza circa le azioni concrete da mettere in campo per contrastare il fenomeno in misura efficace è ancora modesta. Poco chiaro è inoltre il modo di operare delle istituzioni pubbliche che da un lato partecipano ai tavoli internazionali definendo gli obiettivi generali da perseguire a livello globale e dall’altro devono stimolare e coordinare interventi effettivi per realizzare quelle stesse finalità. Per chiarire alcuni di questi aspetti, ed in particolare quelli relativi al rapporto tra Provincia di Trento e imprese che operano sul territorio, nel settembre scorso abbiamo presentato un’interrogazione ad hoc. La risposta lascia, per così dire, perplessi.

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Cementificio Sarche: quali garanzie sulle emissioni di gas climalteranti?

La riapertura del cementificio di Sarche non rappresenta solo una minaccia per il modello di sviluppo scelto dalla Valle dei Laghi ma pone anche serissimi problemi dal punto di vista delle emissioni di gas climalteranti e quindi dell’equilibrio ecologico e della vivibilità del territorio, in pieno contrasto con la logica dell’Agenda 2030 e del cosiddetto new green deal europeo. Proprio per sottolineare i rischi e le incongruenze connesse all’idea di rimettere in funzione il cementificio il M5S trentino ha di recente depositato un’interrogazione al presidente della Provincia che pone l’accento sul potenziale danno ambientale ad essa connesso.

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Il M5S sollecita interventi di contrasto e adattamento al cambiamento climatico, tutela del paesaggio e lotta alla povertà energetica

Tra la fine di agosto e il mese di settembre il M5S trentino ha ricordato alla maggioranza provinciale una serie di questioni di decisiva importanza, già affrontate nel corso della legislatura, che nonostante questo sono ancora ben lungi dall’essere trattate in forma accettabile. Si tratta della riduzione dei consumi energetici e rafforzamento della produzione di energia da fonti alternative (interrogazione 2928/XVI del 26 agosto 2021), dell’introduzione di misure per la valutazione dei rischi e delle opportunità legati ai cambiamenti climatici (interrogazione 2985/XVI del 10 settembre 2021), dell’avvio di procedure per la raccolta di segnalazioni da parte dei cittadini sulle reti elettriche impattanti e pericolose dislocate in Trentino (interrogazione 3027/XVI del 24 settembre 2021), della costituzione di comunità energetiche sul territorio provinciale (interrogazione 3031/XVI del 24 settembre 2021) e delle iniziative provinciali prese (o non prese…) per limitare il fenomeno della povertà energetica (interrogazione 3052/XVI del 29 settembre 2021).

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