L’inspiegabile bocciatura delle proposte su inquinamento luminoso e risparmio energetico nei comuni

Tra le proposte avanzate dal M5S trentino nel corso della sessione di Consiglio provinciale di inizio giugno ce n’era una (la 50/141/XVI) riguardante gli interventi per ridurre l’inquinamento luminoso sul nostro territorio, cioè un obiettivo coerente con l’impostazione e le richieste provenienti dallo Stato ma anche dalla stessa Provincia di Trento, che in passato aveva assunto impegni in questo senso, senza dimenticare la questione, oggi di vitale importanza, del risparmio energetico. Non c’erano richieste politiche o valutazioni in qualche modo divisive, solo la presa d’atto di quanto c’è da fare per garantire la riduzione dei consumi ingiustificati di corrente elettrica, preservando al tempo stesso beni come il cielo stellato. A fronte di ciò il rifiuto della giunta di approvare l’ordine del giorno appare ancora più inspiegabile ed è destinato a rimanere tale, perché, come spesso accade, al voto negativo da parte della maggioranza non sono state fatte seguire giustificazioni di alcun genere. 

L’inquinamento luminoso è un problema in Italia. Per l’illuminazione pubblica spendiamo infatti circa il doppio della media europea (6.000 GWh, 100 kWh pro capite mentre la media europea è di 51 kWh, dati del 2017). Questo ha conseguenze ambientali ma anche economiche, specie nella contingenza attuale che vede il costo dell’energia in costante crescita e siccome l’illuminazione pubblica si paga coi soldi delle tasse, tali costi non possono che ripercuotersi sulle tasche dei contribuenti. Come intervenire? Investendo in sistemi moderni di illuminazione, sia utilizzando lampade meno energivore, che implementando la loro temporizzazione.

Si tratta di considerazioni che, come ovvio, valgono anche per il Trentino. Per questo motivo avevamo proposto di procedere verificando lo stato di attuazione del piano provinciale di intervento per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento luminoso, di aggiornare relativo il quadro di norme e incentivi e a intervenire sui comuni, verificando come stanno implementando le normative in fatto di contrasto all’inquinamento luminoso. Cosa ci fosse di indigeribile per la maggioranza in proposte simili non lo sappiamo, fatto sta che hanno deciso di bocciare tutto, incuranti del fatto che, col costo dell’energia che galoppa, finiremo per dover alzare i tributi o a non poterci più permettere l’illuminazione pubblica. Ecco, forse è proprio quello il loro scopo, così potranno fare campagna elettorale sulle tasse alte, senza aver fatto nulla per impedire che le spese aumentassero!

* * * * *

Segue il testo integrale della proposta di ordine del giorno n. 50/141/XVI Predisporre un aggiornamento sullo stato di attuazione del piano provinciale di intervento per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento luminosodepositata in data 07 giugno 2022. Bocciata il 9 giugno 2022.

Collegata al disegno di legge n. 141/XVI “Misure di semplificazione e accelerazione in materia di opere pubbliche, espropri, gestione del territorio e valutazioni ambientali per il perseguimento degli obiettivi del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC): modificazioni delle relative leggi provinciali”

Nel quadro del Green Deal europeo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) supporta molteplici interventi per la Transizione Ecologica. Tra gli interventi sono significativi quelli nei settori dell’economia circolare, del risparmio energetico e delle fonti energetiche rinnovabili. Tali interventi risultano coerenti con il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima 2030 (PNIEC), i cui obiettivi, al pari degli obiettivi del PNRR, sono recepiti dalle norme provinciali ed in particolare dalla legge provinciale n. 18 del 2021 relativa alle opere finanziate dal PNRR stesso e dal piano nazionale per gli investimenti complementare (PNC);

da uno studio dell’Università Cattolica risalente al 2018 si apprende che il consumo di energia elettrica per illuminazione pubblica in Italia nel 2017 è stato approssimativamente di 6.000 GWh, con un consumo pro capite di 100 kWh, pari al doppio della media europea di 51 kWh. Il consumo italiano è rimasto sostanzialmente stabile nell’ultimo decennio (nel 2007 il consumo era pari a circa 6.000 GWh) mentre la spesa italiana per illuminazione pubblica nel 2017 è stata pari a 1,7 miliardi di euro, integralmente gravante sul comparto degli enti locali (Università Cattolica, Osservatorio sui Conti pubblici (OCP), Dossier “Illuminazione pubblica: spendiamo troppo” in Due anni tra i conti pubblici – a cura di Carlo Cottarelli e di Giampaolo Galli);

il decreto legge 1° marzo 2022, n. 17 recante “Misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali“ convertito nella legge 27 aprile 2022, n. 34 (testo coordinato disponibile nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28-04-2022, pag. 44) all’art. articolo 19-ter (Disposizioni in materia di incremento dell’efficienza energetica degli impianti di illuminazione pubblica) stabilisce al comma 1 che al fine di contenere la spesa per i servizi di illuminazione pubblica degli enti locali e perseguire una strategia di incremento dell’efficienza energetica basata sulla razionalizzazione e sull’ammodernamento delle fonti di illuminazione pubblica, con decreto del Ministro della transizione ecologica, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentita la Conferenza unificata, sono stabiliti gli standard tecnici e le misure di moderazione dell’utilizzo dei diversi dispositivi di illuminazione pubblica, nel rispetto dei livelli di tutela della sicurezza pubblica e della circolazione negli ambiti stradali, secondo i seguenti criteri:
a) utilizzo di appositi sensori di movimento dotati di temporizzatore variabile che garantiscano, durante le ore notturne, l’affievolimento dell’intensità luminosa e il ripristino della piena luminosità al rilevamento di pedoni o veicoli;
b) individuazione delle modalità di ammodernamento o sostituzione degli impianti o dispositivi di illuminazione esistenti, al fine di garantire che gli impianti o dispositivi siano economicamente e tecnologicamente sostenibili ai fini del perseguimento di una maggiore efficienza energetica;
c) individuazione della rete viaria ovvero delle aree, urbane o extraurbane, idonee e non idonee all’applicazione e all’utilizzo delle tecnologie dinamiche e adattive di cui alla lettera a);

la Legge provinciale 3 ottobre 2007, n. 16 “Risparmio energetico e inquinamento luminoso” disciplina le finalità e le misure per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento luminoso e dei consumi energetici derivanti dall’uso degli impianti di illuminazione esterna di qualsiasi tipo definendo le competenze in capo alla Provincia e le competenze in capo ai Comuni;

gli obiettivi della legge sono:
a) salvaguardia del cielo notturno e stellato quale patrimonio di tutta la popolazione;
b) riduzione dei consumi energetici e miglioramento dell’efficienza luminosa degli impianti, ivi compresi quelli di carattere pubblicitario;
c) uniformità dei criteri di progettazione volti a limitare il fenomeno dell’inquinamento luminoso;
d) tutela dell’attività di ricerca e di divulgazione scientifica svolta dagli osservatori astronomici professionali o da altri osservatori scientifici presenti sul territorio provinciale;
e) sviluppo di azioni di formazione e di sensibilizzazione relative all’inquinamento luminoso e al risparmio energetico nell’illuminazione;
f) protezione e conservazione degli ecosistemi naturali e degli equilibri ecologici e dei ritmi naturali delle specie animali e vegetali, in particolar modo delle aree protette presenti sul territorio provinciale.

come risulta dalle informazioni pubblicate sul sito dell’Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia (APRIE) nella sezione dedicata all’inquinamento luminoso, con l’approvazione della deliberazione della Giunta provinciale n. 3265 di data 30 dicembre 2009 e l’entrata in vigore del decreto del Presidente della Provincia del 20 gennaio 2010, n. 2-34/Leg. (B.U. n. 13/I-II del 30/03/2010 rettificato con avviso sul B.U. n. 16/I-II del 20/04/2010) è stato definito il quadro normativo per l’attuazione della legge provinciale 3 ottobre 2007, n. 16 (Risparmio energetico e inquinamento luminoso);

con i suddetti provvedimenti sono infatti entrati contestualmente in vigore sia il Regolamento di attuazione della legge sull’inquinamento luminoso che completa la normativa tecnico-giuridica di riferimento, sia il Piano provinciale di intervento per la prevenzione e la riduzione dei consumi energetici e dell’inquinamento luminoso – di cui all’articolo 4 della legge n.16 del 2007 – che contiene tra l’altro le linee guida tecniche per la redazione dei piani comunali di intervento per la riduzione dell’inquinamento luminoso e per la progettazione dei nuovi impianti di illuminazione esterna e degli interventi di adeguamento degli impianti esistenti;

con i provvedimenti del 2009 e del 2010 si è dunque entrati nella fase operativa vera e propria garantendo agli Enti locali la possibilità di adeguare i propri impianti di illuminazione pubblica ai nuovi criteri, accedendo nel contempo alle possibilità di incentivo già previste dal Bando 2009, approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia provinciale per l’energia n. 7 di data 29 aprile 2009;

la legge provinciale n.16 del 2007, all’art.2, comma 1, lettera f), prevede la pubblicazione di un rapporto triennale sullo stato di attuazione del piano provinciale di intervento per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento luminoso e il conseguente aggiornamento delle informazioni relative all’attuazione della legge medesima;

nel capitolo “La dimensione energetica, l’ambiente costruito ed il paesaggio” degli scenari previsionali di decarbonizzazione al 2030 previsti dal Piano Energetico Ambientale Provinciale (PEAP da pagina 239 a pagina 249) si specifica che il presupposto per il raggiungimento degli obiettivi di una migliore performance energetica, ambientale e di resilienza ai cambiamenti climatici è notoriamente rappresentato dall’integrazione delle politiche urbane e dei diversi strumenti urbanistici a disposizione. Mettere mano al patrimonio costruito, sia a livello territoriale che a livello edilizio, rappresenta un’occasione per lavorare sul paesaggio e sul territorio. Il presupposto della riqualificazione energetica rappresenta un’occasione per ricucire un tessuto edilizio che nel passato ha avuto una forte espansione in termini numerici, non sempre affiancata da una qualità energetica, strutturale, architettonica e urbana. A tal fine si sottolinea che per la parte di pianificazione a livello comunale, riguardo l’inserimento di temi attualmente afferenti a strumenti settoriali e talvolta volontari all’interno dei PRG (Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) e piani energetici) sul territorio vi è stato recentemente qualche tentativo di approccio in materia svolto in maniera autonoma da qualche Comune;

Nel PEAP si riassumono anche le iniziative promosse a livello comunale:
“Negli anni scorsi inoltre, dal punto di vista energetico molti Comuni hanno adottato due strumenti rilevanti di pianificazione locale relativi ad energia e clima: i PRIC e i PAES.
Il PRIC è il Piano Regolatore per l’Illuminazione Comunale, corrisponde al piano comunale di intervento per la riduzione dell’inquinamento luminoso di cui alla l.p. n.16/2007. E’ stato adottato da gran parte dei comuni del Trentino e prevede la ricognizione dello stato degli impianti di i.p. al momento della redazione del piano e la redazione di una proposta di efficientamento e di messa a norma degli impianti con relativa previsione di risparmio. La Provincia ha raccolto e classificato in una mappa i contenuti e i risultati attesi dei vari PRIC, che vanno da un risparmio del 67% del comune di Siror al 18% del comune di Trento. Si tratta di un piano incentrato sull’illuminazione esterna (pubblica e privata) ma l’attuazione delle misure di contenimento previste dalla normativa, anche grazie a contributi dedicati, va nella direzione del risparmio energetico. Il monitoraggio dell’attuazione dei PRIC viene fatto autonomamente dai Comuni anche se sarebbe importante mantenere un database aggiornato a livello provinciale.
Il PAES e il PAESC, sono strumenti previsti dal Patto dei Sindaci che i Comuni adottano in maniera volontaria. Negli scorsi anni, come previsto anche dal precedente PEAP, la Provincia Autonoma di Trento ha sostenuto i Comuni nella redazione dei PAES anche attraverso contributi per le spese di redazione. Al 2016 erano circa 90 i PAES approvati a livello comunale o sovracomunale. Detti piani prevedevano la riduzione del 20% dei consumi energetici e delle emissioni entro il 2020. Non si è a conoscenza attualmente di quanti comuni, dopo l’adozione del piano, abbiano proseguito nel monitoraggio dei risultati e nell’aggiornamento del PAES. Di recente il Patto dei Sindaci ha previsto lo strumento dei PAESC che spesso sono stati utilizzati in luogo del monitoraggio del PAES, approvando il nuovo piano e aggiornando al 2030 gli obiettivi da raggiungere”;

Tutto ciò premesso, il Consiglio impegna la Giunta

  1. a predisporre un aggiornamento del rapporto sullo stato di attuazione del piano provinciale di intervento per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento luminoso previsto dall’art.2, comma 1, lettera f) della legge provinciale n.16 del 2007, tenendo in considerazione anche le disposizioni statali in materia;
  2. a procedere con un aggiornamento del quadro normativo, delle disposizioni regolamentari e delle misure incentivanti per il perseguimento degli obiettivi delle leggi provinciali e statali in materia di inquinamento luminoso;
  3. ad aggiornare i database dei Piani Regolatori per l’Illuminazione Comunale e dei Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima verificando le modalità e la frequenza con cui le amministrazioni comunali eseguono il monitoraggio dei risultati anche in relazione agli obiettivi del PEAP e più in generale del PNRR e del PNIEC;

* * * * *

Telegram
Facebook
Twitter
LinkedIn
YouTube
Iscriviti alla newsletter mensile

2 Replies to “L’inspiegabile bocciatura delle proposte su inquinamento luminoso e risparmio energetico nei comuni”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...