Caro-energia ed efficientamento energetico, la Provincia di Trento reagisce tardi e male… tanto pagano i cittadini!

Lo scorso marzo il M5S trentino presentava un’interrogazione (la 3561/XVI) al presidente della giunta provinciale per sapere quanto fosse aumentata la spesa per riscaldamento ed energia elettrica fatta registrare dagli edifici pubblici trentini a seguito degli aumenti che si erano già registrati all’epoca. Inoltre avevamo chiesto di integrare il bilancio energetico provinciale con gli interventi di efficientamento energetico già previsti ma mai realizzati e di aggiornare lo stesso bilancio energetico tenendo conto dell’aumentato costo dell’energia.

La risposta dell’assessore Spinelli è di oggi, 7 dicembre 2022: ci viene detto che, grazie ad una convenzione con APAC in scadenza a maggio 2022, la Provincia avrebbe ottenuto la fornitura di energia a prezzo fisso per 50 €/Mwh. Spinelli aggiunge di ritenere che, stanti guerra in Ucraina e aumenti dei prezzi dovuti all’aumento della domanda di gas da parte cinese e del sud-est asiatico, per quest’anno il prezzo dell’energia elettrica dovrebbe attestarsi sui 250 €/Mwh mentre quello del gas dovrebbe aggirarsi sui 90 €/Mwh. A fronte di ciò la maggior spesa della Provincia di Trento per l’elettricità e per il riscaldamento gli edifici scolastici e degli altri edifici provinciali nel 2022 dovrebbe essere di circa 10 milioni di euro. Un valore che Spinelli ritiene potrà essere costante anche per il biennio 2023-2024 grazie ad una ipotizzata riduzione del costo dell’energia a livello globale. Per quanto riguarda gli interventi, già previsti di efficientamento energetico, l’assessore dice che si starebbe valutando la loro anticipazione (control room, installazione lampade a led e installazione di impianti fotovoltaici su scuole, depuratori ed altri edifici pubblici, inclusi quelli delle controllate). Infine la Provincia non ritiene di aggiornare il bilancio energetico perché teme che la volatilità dei prezzi imponga presto nuove modifiche.

Come M5S siamo contenti di aver ottenuto finalmente un valore finanziario che mettesse nero su bianco l’incremento della bolletta provinciale in fatto di energia. Ciò detto non possiamo non esprimere il nostro disappunto per la conferma dei nostri sospetti riguardo alla colpevole ignavia provinciale riguardo all’efficientamento energetico degli edifici pubblici. Previsto dal bilancio energetico del 2021, è rimasto fermo immobile e ci sono voluti cataclismi inimmaginabili per far anche solo PRENDERE IN CONSIDERAZIONE l’anticipazione di ALCUNI INTERVENTI.

È stupefacente che una Provincia che si vanta da sempre della propria efficienza, nonostante numerose sollecitazioni, non si sia degnata di agire per tempo. Ora si dice di voler anticipare interventi rispetto alle linee guida per l’Energy Management, ma anticipare rispetto a quando? Lo stesso Spinelli specifica che il costo dell’energia era già in impennata ben prima dello scoppio della guerra in Ucraina, per cui intervenire il prima possibile per ridurre la spesa pubblica e quindi gli oneri a carico dei cittadini avrebbe dovuto essere automatico. Invece si è fatto finta di niente permettendo alla situazione di aggravarsi. Ora, FORSE, si correrà ai ripari, ma intanto il danno è stato fatto e del resto a pagare è sempre Pantalone, ovvero i cittadini, ai quali gli stessi soggetti che permettono e aggravano l’inefficienza delle politiche pubbliche poi promettono l’abbassamento delle tasse… magari tagliando servizi pubblici essenziali, tipo quello che sta facendo il governo Meloni con le scuole, incentivando la privatizzazione a favore di questo o di quell’operatore privato!

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Seguono il testo integrale dell’interrogazione 3561/XVICosto di riscaldamento ed energia elettrica degli edifici di proprietà della Provincia e bilancio energetico degli interventi di efficientamento” del 18 marzo 2022 e la relativa risposta del 07 dicembre 2022.

L’Autorità di regolazione per energia reti ambiente (Arera) in audizione al Senato ha spiegato che nel primo trimestre 2022, rispetto al primo trimestre del 2021, si è registrato un aumento del 131% sulle utenze domestiche della luce e del 94% su quelle del gas. “Fra gennaio e dicembre – ha chiarito l’Authority – i prezzi medi mensili dei mercati all’ingrosso hanno registrato un aumento di quasi il 500% per quanto riguarda il gas naturale e del 400% circa per l’energia elettrica, un rincaro che si è riversato sui prezzi di vendita nel nostro Paese a partire dal secondo semestre 2021″. Nel 2021 il prezzo del gas naturale negli hub europei si è attestato su una media annua di 48 euro per Megawattora, contro i circa 10 euro per Megawattora del 2020. Per quanto riguarda l’energia elettrica il prezzo, nel 2021, si è attestato a 125,46 euro per Megawattora contro i 38,92 euro per Megawattora del 2020 (Energia, Arera: in un anno rincari in bolletta fino al 131% per la luce e +94% per il gas, Rai News – Economia, 15 febbraio 2022);

la situazione è ulteriormente peggiorata nel mese di marzo. Nell’ultimo mese e in conseguenza del conflitto in Ucraina, si è assistito ad una situazione straordinaria ed eccezionale sui mercati internazionali delle commodities che ha avuto impatti di assoluto rilievo nei settori dell’energia elettrica e del gas naturale. In particolare, si è verificato uno “shock” dei prezzi all’ingrosso a causa della crescita esponenziale dei prezzi del gas naturale e dell’energia elettrica. Il gas per qualche giorno ha superato i 200 euro/MWh per la sola materia prima e l’energia elettrica ha superato i 400 euro/MWh, raggiungendo entrambe quotazioni di 9 volte superiori rispetto al recente passato (Elettricità: Gme, prezzo Borsa supera 400 euro a MW – Ansa, 15 marzo 2022);

gli eventi sopra menzionati hanno come conseguenza un incremento dei costi a carico della provincia di Trento in relazione ai consumi energetici per il riscaldamento e l’illuminazione degli edifici e per il funzionamento degli impianti a gestione pubblica; 

nel bilancio energetico della Provincia autonoma di Trento, approvato con delibera di giunta n. 1066 “Approvazione del “Bilancio energetico del gruppo Provincia – Prime indicazioni per la riqualificazione energetica” redatto dall’energy manager e dal gruppo di energy management della Provincia sono tracciati i consumi nel periodo 2017-2019 dell’amministrazione provinciale e degli istituti scolastici, comprese le società partecipate della PAT: Itea, Trentino Trasporti, Trentino Digitale, Trentino Sviluppo, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Fbk e Fem;

l’ente Provincia e gli istituti scolastici nel 2019 hanno avuto un consumo annuo di 23.824 tep (tonnellate equivalenti di petrolio), l’Azienda sanitaria di 16.579 tep, Trentino Trasporti 11.956, Itea 9.314, Fem 1.823, Fbk 1.487, Trentino digitale 1.074, Trentino Sviluppo 990;

dall’analisi del triennio 2017-2019 è emerso un trend costante di crescita, con un aumento della bolletta energetica per la Provincia di oltre 700.000 euro, superando i 22 milioni di euro (di cui 8 milioni non pagati perché relativi ai piani di cessione di energia dalle grandi derivazioni idroelettriche) (Provincia, nel Bilancio energetico la “control room” per ridurre i consumi – Comunicato della Provincia n. 1657, 26 giugno 2021);

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

  1. sulla base dell’aumento del prezzo dell’energia che è stato registrato nel primo semestre del 2022, di quanto è aumentato il costo complessivo per il riscaldamento e per la fornitura di energia elettrica agli edifici e alle strutture di proprietà della Provincia classificate nel bilancio energetico provinciale;
  2. se non ritenga integrare il bilancio energetico con un programma cronologico degli interventi e delle misure di efficientamento energetico adottati con delibera di giunta n. 1066 del 2021; 
  3. se non ritenga approvare un aggiornamento del bilancio energetico sulla base dei prezzi correnti dell’energia considerando al contempo diverse ipotesi previsionali sul costo legato ai consumi complessivi e ai diversi scenari evolutivi del prezzo dell’energia;

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