Ferrovia Rovereto-Riva del Garda: il M5S chiede di avviare formalmente un dibattito pubblico sui progetti premiati nel concorso di idee internazionali del 2012

Da decenni si parla della necessità di ripristinare la ferrovia Rovereto-Riva del Garda. Da decenni politici e amministratori locali promettono di procedere con la realizzazione dell’opera. Da decenni l’iter rimane congelato, quasi fosse ancorato al 1936, anno in cui il collegamento fu dismesso. Anche nel corso di questa legislatura annunci e promesse non sono mancati ma, nonostante il presidente Fugatti abbia messo nero su bianco che la tratta Vallagarina-Alto Garda è una priorità congiuntamente all’elettrificazione della ferrovia della Valsugana, la certezza di avere in mano una proposta progettuale concreta in tempi ragionevoli non è affatto da darsi per scontata, così come il cronoprogramma da seguire per decidere se archiviare definitivamente l’opera oppure se dare il via alla sua realizzazione.

Per sciogliere la matassa e per ottenere risposte chiare al fine di attivare le procedure partecipative previste dalla legge, il M5S ha interpellato con insistenza i vertici politici provinciali. Lo scopo principale è naturalmente quello di garantire la massima trasparenza sulle scelte che riguardano le grandi opere infrastrutturali. Nello specifico ha chiesto di aprire un dibattito pubblico individuando puntualmente le soluzioni disponibili:

  • utilizzare l’istituto del dibattito pubblico previsto dal Codice statale dei contratti pubblici (art. 22 Dlgs 50/2016) e disciplinato nel dettaglio dall’apposito decreto (Dpcm 76/2018 “Regolamento recante modalità di svolgimento, tipologie e soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico”);
  • attivare la procedura di concertazione dei lavori pubblici con i cittadini prevista dalla legge provinciale sui lavori pubblici (vedi art.6bis Lp 26/1993);
  • avviare l’istruttoria pubblica disciplinata dagli Statuti comunali di Rovereto e degli altri comuni interessati affinché le comunità locali possano esprimersi sugli aspetti tecnici in relazione alle loro peculiarità territoriali ed urbanistiche.

La concertazione – analogamente al dibattito pubblico statale – avviene secondo le seguenti modalità: l’amministrazione procedente deposita la proposta di documento preliminare di progettazione e ne dà pubblico avviso, successivamente l’amministrazione promuovere la partecipazione degli interessati fornendo documentazione e informazioni della proposta di documento preliminare di progettazione o della proposta del progetto preliminare, e raccoglie le relative osservazioni, suggerimenti e proposte, rendendoli disponibili a chiunque con le medesime modalità. In seguito viene indetta una conferenza pubblica di informazione, aperta a tutti i residenti e ai portatori d’interessi collettivi, dove viene illustrata l’opera, questi ultimi possono, entro trenta giorni dallo svolgimento della conferenza, depositare presso l’amministrazione procedente, osservazioni, suggerimenti e proposte scritti e infine l’amministrazione in questione motiva le decisioni conclusive assunte in relazione all’opera pubblica.

Il primo tentativo di smuovere le acque era stato effettuato con la presentazione della proposta di ordine del giorno “Partecipazione popolare e opere pubbliche” il 25 novembre 2020 nell’ambito della discussione sulla legge per introdurre i commissari straordinari per le grandi opere pubbliche. Successivamente ci abbiamo provato con due interrogazioni: Attivare gli strumenti di partecipazione popolare per le due opere pubbliche strategiche: collegamento ferroviario Rovereto-Riva del Garda e funivia del Bondone presentata il 28 dicembre 2020 e Attivare un dibattito pubblico sul collegamento ferroviario Matroland – Linea azzura “Giudicarie-Alto Garda-Vallagarina” depositata il 9 febbraio scorso. Infine, ci siamo attivati in sede decentrata con una mozione presentata dai consiglieri Germano Fatturini e Michele Setti rispettivamente nei Consigli circoscrizionali di Noriglio e di Marco.

La trattazione della proposta di ordine del giorno discussa in Consiglio provinciale il novembre scorso ha avuto esito negativo mentre gli atti successivi hanno aperto spiragli positivi rispetto alla possibilità di aprire un dibattito pubblico nel rispetto dei principi stabiliti dalla legge.

L’8 marzo scorso, nella risposta all’interrogazione del 25 novembre, il presidente Fugatti ha confermato la possibilità di attivare la procedura di concertazione dei lavori pubblici con i cittadini nonché gli strumenti previsti dalla legge provinciale sulla mobilità sostenibile (Lp 6/2017). Inoltre, i consigli circoscrizionali di Noriglio (verbale di seduta del 23.12.2020) e di Marco (verbale di seduta del 10.02.2021) hanno approvato la mozione per impegnare Giunta e Consiglio comunale di Rovereto: a) ad attivare l’istituto del dibattito pubblico previsto dall’art.8 dello Statuto comunale sullo studio di fattibilità relativi al progetto ferroviario Rovereto-Riva del Garda rispetto rispetto al quale si prospetta un finanziamento pubblico congiunto statale e provinciale; b) a coinvolgere i comuni della comunità Vallagarina e dell’Alto Garda interessati all’opera, la Provincia di Trento e il Governo ai sensi dell’art. 6 bis della lp 26/1993 e dell’art. 22 del Codice dei contratti pubblici adottato con D.lgs. 50/2016.

A questo punto ci manca solo la risposta all’interrogazione provinciale presentata nel mese di febbraio con cui chiediamo a Fugatti se intende aprire la procedura di dibattito pubblico disciplinata dal decreto statale del 2018, in combinato disposto con quanto previsto dalla legge provinciale sui lavori pubblici, partendo dalle elaborazioni prodotte nell’ambito del concorso di idee del progetto Metroland e in particolare dalle idee progettuali indicate nella delibera giuntale n. 83 del 24 gennaio 2014 con cui fu approvata la graduatoria e furono premiati con 400.000 euro i primi tre classificati del concorso d’idee internazionale, ovvero i raggruppamenti di impresa guidati rispettivamente da Idroesse infrastrutture srl di Padova, studio Mmi Gestiò d’arquitectura i paisatge di Barcellona e Sws engineering di Trento.

Per il M5S la condivisione dell’opera con il cittadino ed il conseguente dibattito pubblico che ne deriva, è uno strumento che persegue molteplici finalità. Da un lato, fare informazione sui progetti delle grandi infrastrutture e la partecipazione popolare arricchiscono l’analisi svolta nell’iter tecnico-amministrativo e accertano la validità e l’opportunità delle alternative elaborate dallo studio di fattibilità. Dall’altro esse sottopongono la progettazione alla volontà popolare, consentendo ai cittadini di incidere su di essa. In tal modo le progettazioni delle opere divengono condivise invece di essere vissute come atti arbitrari calati dall’alto a danno di una parte della cittadinanza.

Come si vede si tratta di principi democratici improntati ad una gestione della cosa pubblica moderna e trasparente. Per questo, nonostante le solite resistenze, continueremo a lavorare per assicurarne l’attuazione.

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