Paralimpiadi: la maggioranza rifiuta di coinvolgere le associazioni che si occupano di disabilità

Fra le proposte che la maggioranza provinciale si è rifiutata di prendere in considerazione nel corso dell’ultimo Consiglio provinciale, c’è stata quella con la quale chiedevamo di nominare almeno un componente del coordinamento provinciale per le olimpiadi invernali consultando preventivamente le organizzazioni trentine che rappresentano e si occupano di disabilità. Si tratta di una scelta difficile da comprendere, se non tramite le lenti dell’assoluto controllo politico su qualsiasi designazione che comporti un minimo di voce in capitolo sulle decisioni da prendersi.

Le organizzazioni trentine che sostengono le persone affette da disabilità sono un patrimonio della nostra Provincia e sono in grandissima parte composte da persone che dedicano il loro tempo e il loro impegno a migliorare e a dare dignità alla vita di tanti trentini. In vista delle paralimpiadi che si terranno anche in Provincia fra alcuni anni, sarebbe stato logico consultare queste organizzazioni e coinvolgerne gli esponenti nell’organizzazione dei giochi. Lo avevamo proposto e ci pareva del tutto naturale che il Consiglio provinciale approvasse quello che sarebbe stato un mero atto di civiltà e buon senso. 

Invece niente. La maggioranza ha preferito bocciare sostenendo che ci sarà spazio per affrontare la questione semplicemente nominando nel coordinamento un esponente del Comitato Italiano Paralimpico che peraltro è già ampiamente rappresentato nel consiglio di amministrazione della Fondazione Milano-Cortina 2026. A noi sembra insensato voler escludere le organizzazioni che sul territorio provinciale affrontano ogni giorno le problematiche che interessano le persone diversamente abili e si ingegnano per risolverle. Non così per la maggioranza, per la quale evidentemente l’unica cosa che conta è il potere di controllo assoluto sul meccanismo olimpico. È un peccato, e anche l’ennesima dimostrazione di cosa conti davvero per chi guida la Provincia.

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Proposta di ordine del giorno n.1/90/XVI di disegno di legge n. 90/XVI “Misure straordinarie per l’organizzazione dei venticinquesimi giochi olimpici invernali e dei quattordicesimi giochi paralimpici invernali 2026”. Bocciata il 14 maggio 2021.

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Coinvolgimento delle associazioni che si occupano di disabilità nell’organizzazione dei giochi olimpici e paralimpici

L’articolo 1 del disegno di legge n. 90/XVI prescrive che la Provincia concorre all’organizzazione delle olimpiadi invernali 2026, ovvero le venticinquesime olimpiadi invernali e le quattordicesime paralimpiadi invernali. I giochi paralimpici sono l’equivalente dei giochi olimpici per atleti con disabilità fisiche. Il nome deriva dalla fusione del prefisso para con la parola olimpiade e i suoi derivati. I primi giochi paralimpici riconosciuti come tali si disputarono nell’estate del 1960 a Roma;

Papa Francesco, nel gennaio del 2021, rispondendo a una domanda di Pier Bergonzoni sulle Paralimpiadi e sulla vicenda di Alex Zanardi disse: “quando vedo di che cosa sono capaci certi atleti, che portano impresso al loro fisico qualche disabilità, rimango sbalordito dalla forza della vita. Dello Sport mi piace l’idea di inclusione, quei 5 cerchi che si inanellano fra loro finendo per sovrapporsi: è un’immagine splendida di come potrebbe essere il mondo.il movimento Paraolimpico e Preziosissimo: non solo per includere tutti, ma anche perché l’occasione per raccontare dare diritto di cittadinanza nei media storie di uomini e donne che hanno fatto della disabilità la loro arma di riscatto. Quando vedo o leggo di qualche numero impresa, penso che il limite non sia dentro di loro ma soltanto negli occhi di chi guarda punto sono storie che fanno nascere storia, ma quando tutti pensano che non ci sia più nessuna storia da raccontare” (Lo sport secondo Papa Francesco (Un’enciclica laica sullo sport) – Gazzetta dello Sport, 2 gennaio 2021);

appare chiaro come nella programmazione e nell’organizzazione di un evento quali le paralimpiadi, sia importante dare voce diretta al mondo della disabilità affinché le iniziative siano pensate e progettate per e con chi vive con un handicap, al fine di rendere l’inclusione dei soggetti disabili effettiva e duratura. L’inclusione deve essere assicurata con i necessari accorgimenti tecnici e progettuali degli interventi infrastrutturali, ma anche dal consolidamento dei comportamenti organizzativi, affinché la tutela dei diritti dei disabili diventi prassi consolidata e un’abitudine interiorizzata da ogni cittadino;

le iniziative e le infrastrutture dove si svolgeranno i giochi paralimpici, devono essere pensate, progettate e realizzate affinché siano conformi a quanto stabilito dall’art. 19 della legge provinciale 10 settembre 2003, n. 8 “Disposizioni per l’attuazione delle politiche a favore delle persone in situazione di handicap”, che prevede che la Provincia rimuova gli ostacoli che impediscono la piena ed effettiva partecipazione delle persone in situazione di handicap alle attività culturali, sportive, ricreative e turistiche (c. 1). In particolare, la Provincia si impegna a promuovere lo svolgimento di attività sportive da parte delle persone in situazione di handicap, considerando la pratica delle stesse un servizio sociale ed un elemento fondamentale di formazione psicofisica e la partecipazione alla vita sociale e culturale delle persone in situazione di handicap (c. 2). La Provincia inoltre, fornisce supporto ai vari organismi attivi in campo sportivo e culturale che favoriscono la partecipazione allo sport e la formazione culturale delle persone con disabilità (c. 3). Infine, la Provincia e i comuni garantiscono l’accessibilità e la fruibilità delle strutture sportive e dei connessi servizi da parte delle persone in situazione di handicap, anche tramite l’adeguamento delle strutture esistenti o l’acquisto di specifiche attrezzature (c. 4);

i giochi paralimpici non sono da considerarsi una mera opportunità di marketing, ma un’occasione per migliorare, perfezionare o introdurre laddove assenti, le misure per una maggiore inclusione dei disabili, al fine, sia di lasciare un’impronta indelebile nelle infrastrutture e nei servizi pubblici locali, sia di coinvolgere attivamente i soggetti con disabilità, nello spirito dell’art. 3 bis della legge provinciale sull’handicap, la quale prevede appunto il coinvolgimento attivo delle persone con disabilità e delle associazioni da essi costituite;

è già accaduto in passato che, a causa di problematiche organizzative e infrastrutturali, si sia persa un’occasione preziosa per valorizzare i migliori atleti paralimpici trentini e italiani. Tale situazioni vanno escluse, pro futuro, con interventi di tipo organizzativo ed infrastrutturale che siano sistemici. Uno degli esempi più eclatanti in questo senso è rappresentato dalla vicenda di Pierangelo Beltrami, che partecipò alle paralimpiadi di Seul 1988, Barcellona 1992 (dove si aggiudicò l’argento nella prova ciclistica) e Atlanta 1996 gareggiando per gli Stati Uniti d’America. Pur avendolo desiderato, Beltrami, atleta italiano originario della frazione storese di Darzo, non potè partecipare alle paraolimpiadi con la nazionale italiana in quanto nel 1998, il Coni non aveva una delegazione di atleti paralimpici per la sua specialità e così dovette partecipare con la delegazione Usa. Come ha dichiarato egli stesso, Beltrami è legatissimo al Trentino, dove torna almeno 2 volte all’anno. In tali occasioni non perde l’occasione di dedicarsi alla sua passione per il ciclismo mostrando una particolare predilezione per la ciclabile di Arco. A tal proposito però Beltrami pone una critica mirata allo stato attuale delle infrastrutture ciclabili e della loro mancata integrazione, sottolineando la necessità di realizzare collegamenti fra l’Alto Garda, la Valle di Ledro, la Valle del Chiese e la Val Sabbia (Pierangelo, il trentino con la bandiera USA “Tre paralimpiadi, emozione unica” – Corriere del Trentino, 11 agosto 2016);

l’art. 2 del disegno di legge 96/XVI prevede che la Giunta nomini il coordinamento provinciale per le olimpiadi invernali 2026 al fine di coordinare le azioni e gli interventi sul territorio provinciale funzionali alla riuscita degli eventi sportivi relativi ai giochi. La versione originale dell’articolo 2 prevedeva che il coordinamento dovesse essere composto dal rappresentante della Provincia in seno alla fondazione “Milano Cortina 2026” e da un numero massimo di sei componenti, scelti tra persone dotate di competenza o esperienza nell’ambito della realizzazione di eventi o in rappresentanza delle istituzioni pubbliche, dell’ambito sportivo o del sistema economico-sociale locali. Nella versione attuale si prevede invece una composizione più variegata con proposte provenienti dalla Giunta stessa e da enti locali, Università degli Studi di Trento, CONI e coordinamento provinciale imprenditori. Secondo quanto finora illustrato, sarebbe auspicabile che almeno uno dei membri del coordinamento provinciale fosse proposto dalle organizzazioni che operano nell’ambito della tutela dei diritti dei disabili o eventualmente dalle federazioni in cui sono associate, in attuazione di quanto previsto dall’art 3 bis della legge provinciale sull’handicap;

nel territorio trentino operano una serie di organizzazioni attive nell’ambito della tutela e della promozione degli interessi delle persone con disabilità, ad esempio la Federazione delle Associazioni Nazionali dei Disabili (FAND), costituita nel 1997 con l’obiettivo di intervenire sui temi del lavoro, della mobilità, delle barriere architettoniche e culturali e che in Trentino conta più di 5.000 iscritti (Nasce FAND, la federazione delle associazione disabiliTG R Trento, 27 novembre 2019). La federazione comprende diverse realtà associative alcune delle quali sono riportate di seguito;

l’Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti, fondata il 6 ottobre 1920 dal trentino Aurelio Nicolodi, con base legale a Roma. La Sezione del Trentino in particolare ha come obiettivo l’attuazione dei principi di sussidiarietà e solidarietà tra gli associati, la garanzia dell’integrazione scolastica, sociale e lavorativa attraverso l’accessibilità a tecnologie innovative, la promozione e l’aggiornamento di risorse umane specializzate (U.I.C.I. Unione Italiana Ciechi e degli IpovedentiTrentino per tutti.it);

in Trentino è inoltre presente l’Associazione Nazionale Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali, ANFFAS TRENTINO Onlus, che opera su diversi fronti per la tutela dei diritti dei disabili, tra cui: attività abilitativa, riabilitativa, assistenza sociale, socio-educativa, socio-occupazionale, formazione professionale, inserimento lavorativo, accompagnamento all’inserimento lavorativo, assistenza scolastica, soggiorni estivi, tutela dei diritti civili, sostegno alle famiglie, assistenza educativo domiciliare, gestione servizi semiresidenziali e residenziali (A.N.F.F.A.S. Trentino Associazione Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali del TrentinoTrentino per tutti.it);

in base a quanto sin qui enucleato, appare chiaro come sia opportuno coinvolgere l’associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili sin dalle prime fasi di sviluppo degli eventi paralimpici invernali previsti per l’anno 2026 nel nord Italia e in Trentino, ovvero dalla costituzione del coordinamento provinciale per le olimpiadi invernali al pari dei soggetti previsti dall’articolo 3, comma 3, lettera d), della legge provinciale sulle politiche sociali 2007;

più in generale, appare opportuno che le organizzazioni sopra menzionate e le altre operanti nel settore siano coinvolte fin dalle prime fasi, ovvero dalla fase di costituzione del coordinamento provinciale per le olimpiadi invernali, al pari dei soggetti previsti dall’articolo 3, comma 3, lettera d), della legge provinciale sulle politiche sociali 2007; 

tutto ciò premesso, il Consiglio impegna la Giunta

a consultare preventivamente le organizzazioni che operano nell’ambito del supporto e del sostegno alla disabilità al fine di individuare almeno un componente del coordinamento provinciale per le olimpiadi invernali nominato su proposta della Giunta ai sensi dell’articolo 2 del disegno di legge in materia di Misure straordinarie per l’organizzazione dei venticinquesimi giochi olimpici invernali e dei quattordicesimi giochi paralimpici invernali 2026 che abbia un profilo adeguato per realizzare quanto previsto dall’art. 19 della legge provinciale sulle politiche sociali

https://youtu.be/-tQ40qtf0XY

2 Replies to “Paralimpiadi: la maggioranza rifiuta di coinvolgere le associazioni che si occupano di disabilità”

  1. Vergognoso ciò che è successo in merito alla richiesta di Alex Marini.
    Non ci sono commenti che possano qualificare un atteggiamento simile.
    Troppe persone con la pancia piena che non riescono neppure a dire una parola in merito.

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