Distretto Biologico Trentino: PRIMA il refendum POI la Legge!

Come avevo anticipato al comitato per il referendum sul distretto biologico trentino, alla capigruppo del 22 giugno scorso in Consiglio provinciale ho chiesto che il Disegno di Legge avanzato dall’assessora Zanotelli sul medesimo tema venga discusso dopo la consultazione popolare prevista per il prossimo settembre. Parliamo di un evento che avrebbe potuto e dovuto essere svolto in concomitanza alle comunali di quasi un anno fa ma che la maggioranza ha sistematicamente rinviato a maggior costo per le casse pubbliche, con l’evidente scopo di rendere superflua l’espressione dei cittadini. 

Alla fine per riuscire a stabilire una data certa per il referendum c’è voluto l’intervento del Tar, che con sentenza del marzo 2021 ha stabilito che voto elettorale e referendario sono da mettere sullo stesso piano e che pertanto un rinvio della consultazione sine die era illegittimo. A settembre la Giunta aveva potuto rinviare la consultazione con la scusa dell’emergenza sanitaria, al contempo accelerando l’iter di un Disegno di Legge 94/XVI sullo stesso tema. Non serve tanta fantasia per capire che gli eventi sono concatenati e che lo scopo della maggioranza è solo quello di tenere sotto controllo il tema del biologico, evitando che dalle urne referendarie esca un’indicazione forte e non addomesticabile secondo le convenienze di alcune piccole ma molto influenti lobby.

Oltre che di merito la questione è comunque anche di metodo: non si possono allungare i tempi della convocazione di un referendum a dismisura (e arrivare a farseli imporre dal Tar…) per poi passare avanti alla consultazione con un disegno di legge. Così facendo si svilisce in maniera insopportabile lo strumento referendario e dunque i diritti fondamentali dei cittadini, garantiti da Costituzione e Statuto di autonomia.

Un disegno di legge ci vorrà, ma andrebbe discusso solo dopo l’esito della votazione popolare, raccogliendo analisi e riflessioni sviluppati nel corso del dibattito pubblico che la precederà, includendo non solo la rappresentanza politica e del Comitato civico promotore ma anche i soggetti interessati e le diverse categorie sociali. Fare altrimenti vuol dire voler prevaricare i diritti dei cittadini e questo, in Democrazia, è inaccettabile.

Nota di aggiornamento:

Il 22 giugno 2021 con il supporto delle minoranze ho chiesto al Presidente del Consiglio provinciale di non calendarizzare il disegno di legge di iniziativa giuntale sull’agricoltura biologica fino a che non si sarebbe svolto il referendum. Il presidente Kaswalder, da par suo, non ha tenuto in considerazione la proposta attenendosi alle indicazioni e alle richieste provenienti dalla Giunta e inserendo il disegno di legge nell’ordine del giorno della sessione del 29-30 giugno e 1° luglio.

Seguimi

3 Replies to “Distretto Biologico Trentino: PRIMA il refendum POI la Legge!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...