Commissione dei 12. Il M5S chiede trasparenza, programmazione e condivisione con il Consiglio provinciale

La Commissione dei 12 è un organo di fondamentale importanza per il Trentino e per i trentini. Il suo compito è infatti di porre in essere le norme di attuazione dello Statuto di autonomia e collaborare con lo Stato per definire e rafforzare i contorni dell’Autonomia speciale del Trentino-Alto Adige. Purtroppo nell’attuale legislatura non c’è stata molta chiarezza sui suoi obiettivi e su come perseguire la sua azione.

Infatti, nell’ottobre del 2021, dopo svariati interventi nell’aula del Consiglio provinciale e prendendo spunto dalla seduta fra i rappresentanti del Consiglio provinciale e i membri della Commissione dei 12 nominati dalla Provincia di Trento, il M5S ha sottoposto al Presidente Fugatti una serie di sollecitazioni proprio riguardo all’attività della Commissione e agli obiettivi che ci si poneva di perseguire nel corso della presente consiliatura. Risultato? Nessunissimo riscontro né risposta.

Nel dettaglio, il 2 dicembre 2021 abbiamo presentato l’interrogazione 3285/XVIPredisposizione di una piattaforma digitale contenente i fascicoli degli schemi di norma di attuazione su cui è impegnata la Commissione dei 12 e della documentazione storica disponibile”. Lo scopo era di sollecitare la Provincia a rendere più accessibile e quindi nota ai consiglieri, ai trentini e ai cittadini in genere l’attività della Commissione dei 12, visto che attualmente non se ne sa quasi nulla. Come da copione il presidente Fugatti non ci ha ancora degnato di una risposta.

Il 21 febbraio 2022 siamo tornati alla carica con l’interrogazione 3480/XVIProposta di norma di attuazione per partecipare a riparti territoriali su PNRR”. L’assessore Achille Spinelli ha infatti dichiarato in Consiglio che i rappresentanti politici della Provincia si sarebbero sentiti con la ministra Mariastella Gelmini per chiederle di introdurre una norma d’attuazione per definire una disciplina specifica per normare i trasferimenti dello Stato ai Comuni trentini e altoatesini finanziati dal Next Generation UE tramite il sistema territoriale di finanza integrata. Siccome non risulta che la Commissione dei 12 abbia mai discusso questa cosa, sebbene sia suo compito, ho chiesto se fosse stata informata. Come potete immaginare, anche in questo caso non ho ricevuto risposte. Né in Aula e, per ora, nemmeno all’interrogazione. Forse ne sapremo qualcosa in più dopo il 3 maggio, giorno in cui è stata convocata la Commissione. Pur essendo favorevoli ad un rafforzamento della nostra autonomia finanziaria (vedasi progetto di modifica dello Statuto 1/XVI) il timore è che vi sia la volontà di introdurre un livello extra di burocrazia per poter dire in campagna elettorale che i soldi li danno i politici provinciali non “Roma” con il rischio di aggravare il modello clientelare in vigore.

Il 27 aprile 2022 ho infine depositato l’interrogazione 3661/XVICondividere con il Consiglio provinciale le proposte e gli schemi di norma di attuazione che il Presidente della Provincia intende sottoporre all’esame della Commissione dei 12”, con la quale in sostanza si chiede che il presidente della Provincia informi il Consiglio provinciale degli schemi di norma di attuazione che intende proporre alla Commissione dei 12, in modo tale che l’organo legislativo possa a sua volta valutare iniziative di competenza ed esprimere, in caso, il proprio parere.

Più in generale, in Aula ho ribadito più volte la necessità di modernizzare lo svolgimento dei lavori della Commissione dei 12. Purtroppo non ho ricevuto ascolto alcuno. Ho dunque pensato di procedere tramite interrogazioni, ma come si è visto, dalle parti della maggioranza fanno finta di niente e non rispondono.

Ci vantiamo di avere un’Autonomia che funziona e che tutela le libertà fondamentali assicurando al contempo il buon funzionamento dell’amministrazione. Se guardiamo ai fatti scopriamo però che non è affatto così. Le norme di attuazione rappresentano uno degli elementi fondamentali della nostra Autonomia poiché declinano concretamente le competenze e le funzioni che lo Stato attribuisce alle Province. 

L’assurdo (e la vergogna…) è che quello che volgarmente chiamiamo “Parlamentino dell’Autonomia”, ovvero il Consiglio provinciale, è totalmente escluso dall’attività della Commissione dei 12. Non ha potere di iniziativa, posto che gli schemi da esaminare sono scelti dal presidente della Commissione su istanza del Presidente della Provincia. Il Consiglio provinciale non ha accesso agli archivi e alla documentazione dei fascicoli relativi agli schemi di legge in trattazione. Non ha la possibilità di adottare degli atti di indirizzo da rivolgere alla Commissione dei 12 e, a differenza di quanto avviene nella regione Valle d’Aosta, non può neppure esprimere pareri sugli schemi di norma di attuazione prima che questi siano emanati dal Governo.

Credo che sia arrivato il momento di darsi una bella mossa e di scrollarsi di dosso la retorica dell’”Autonomia perfetta” (che non esiste), aggiornando le prassi istituzionali in senso realmente democratico.

Basta il buon senso. Non serve modificare lo Statuto di Autonomia e poi magari lamentarsi dei “processi istituzionali lenti”. Sono lenti perché chi ha in mano le redini del potere ha tutto l’interesse a tenerli tali facendo nel frattempo i comodi propri.

* Contributo inoltrato al Corriere del Trentino il 29 aprile 2022

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Sintesi degli atti recenti sulla Commissione dei 12:

02.12.2021 – Interrogazione 3285/XVI
Predisposizione di una piattaforma digitale contenente i fascicoli degli schemi di norma di attuazione su cui è impegnata la Commissione dei 12 e della documentazione storica disponibile

21.02.2022 – Interrogazione 3480/XVI
Proposta di norma di attuazione per partecipare a riparti territoriali del PNRR

27.04.2022 – Interrogazione 3661/XVI
Condividere con il Consiglio provinciale le proposte e gli schemi di norma di attuazione che il Presidente della Provincia intende sottoporre all’esame della Commissione dei 12

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