Strategia europea 2021-2030 sui diritti delle persone con disabilità. Approvata proposta del M5S per promuovere il loro diritto a partecipare alla vita politica e pubblica

Nel corso dell’ultimo Consiglio provinciale l’Aula ha approvato una proposta di risoluzione avanzata dal M5S e sottoscritta da gran parte dell’opposizione, per allineare le politiche provinciali sulla disabilità a quelle sostenute e promosse dall’Unione Europea.

La Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 della UE delinea una serie di politiche ed azioni che mira a implementare la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD) su tutto il territorio dell’Unione. In questo modo si intende superare le tante barriere che purtroppo ancora separano le persone affette da disabilità rispetto al pieno godimento dei loro diritti di cittadini. Questi indirizzi europei devono però essere tradotti a livello statale e locale e da questo punto di vista la Provincia di Trento è risultata assai manchevole, come evidenziato dall’assenza di politiche a sostegno delle persone con disabilità nella relazione informativa al Consiglio provinciale (articolo 4 della legge provinciale sull’Europa 2015) Attività della Provincia nell’ambito dell’Unione Europea – Rapporti interregionali e cooperazione territoriale.

Proprio per porre rimedio a questa mancanza il M5S ha presentato una proposta di mozione che impone uno studio delle condizioni materiali che rendono difficile attuare pienamente la convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità in modo da promuovere il loro diritto a partecipare alla vita politica e pubblica.

«Con questa decisione il Consiglio provinciale ha provveduto a colmare una grave lacuna in fatto di politiche pubbliche – ha dichiarato il consigliere provinciale Alex Marini – una società può essere giudicata equa e civile in base agli sforzi che fa per proteggere e sostenere i propri membri più deboli e l’armonizzazione delle nostre politiche a sostegno dei disabili con quelle europee è un passo deciso in questa direzione».

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Segue il testo integrale della proposta di risoluzione 155/XVI “Misure per garantire la partecipazione alla vita politica e pubblica delle persone con disabilità” presentata ai sensi dell’art. 150ter (Sessione europea), comma 3, del Regolamento interno del Consiglio provinciale e il relativo emendamento approvati il 10 marzo 2022:

Nella Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni del 19 ottobre 2021 in ordine al Programma di lavoro della Commissione per il 2022 Insieme per un’Europa più forte si specifica che “per rafforzare ulteriormente la parità all’interno dell’Unione europea, abbiamo proposto misure per potenziare la lotta contro il razzismo e le discriminazioni fondate su genere e orientamento sessuale, intensificando nel contempo i nostri sforzi per consentire ai cittadini con disabilità di partecipare pienamente alla società. Abbiamo inoltre agito con fermezza per sostenere e rafforzare lo Stato di diritto, proteggere i valori fondamentali dell’Unione e rafforzare la resilienza democratica, come indicato nel piano d’azione per la democrazia europea”;

nel marzo del 2021 la Commissione europea ha presentato la Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030, con la quale si da supporto all’implementazione della  convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD) da parte degli Stati membri sia a livello europeo che nazionale. La nuova strategia costituisce lo sviluppo della precedente “European Disability Strategy 2010-2020”, e contribuisce all’attuazione dell’“European Pillar of Social Rights” per la quale la Commissione ha adottato un piano d’azione che serve da bussola per orientare le politiche sociali e per il lavoro in Europa;

la strategia e le azioni della Commissione Europea per la disabilità sono le seguenti:

la Commissione sostiene inoltre gli Stati membri nell’attuazione della UNCRPD attraverso il semestre europeo e con i fondi dell’UE. Alcuni strumenti politici utili sono: 

  • il pilastro europeo dei diritti sociali, con il principio 17 dedicato alle persone con disabilità e la questione della disabilità trattata nei vari principi ove opportuno;
  • il semestre europeo, il quale prevede un quadro di riferimento per il coordinamento delle politiche economiche in tutta l’UE e fornisce informazioni sulla situazione delle persone con e senza disabilità negli Stati membri;

L’UE fornisce sostegno finanziario tramite sovvenzioni annuali a diverse organizzazioni di persone con disabilità (DPO) a livello dell’UE e a ONG (nell’ambito del programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza), allo scopo di facilitare la loro partecipazione ai processi a livello dell’UE. Ad esempio esse presentano osservazioni in merito allo sviluppo della legislazione e delle politiche dell’UE. Tali organizzazioni includono:

i Fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE) sono i principali strumenti finanziari dell’UE a sostegno della coesione economica e sociale. Essi aiutano a garantire l’inclusione sociale dei cittadini più vulnerabili, comprese le persone con disabilità;

la rete accademica degli esperti europei sulla disabilità (ANED) fornisce alla Commissione europea un’analisi dei dati e delle politiche provenienti dagli Stati membri dell’UE. Essa gestisce la DOTCOM, una banca dati che monitora gli strumenti politici relativi all’UNCRPD nell’UE e negli Stati membri;

l’articolo 1 della legge provinciale 20/2021 avente ad oggetto “Disposizioni in materia di inserimento lavorativo delle persone con disturbi dello spettro autistico” richiama, tra gli altri documenti, la Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità ed afferma che: “la Provincia autonoma di Trento promuove una cultura attenta alle persone con disturbi dello spettro autistico e valorizza una rete integrata del sistema dei servizi sanitari, socio-sanitari, socio-assistenziali, educativi e per il lavoro, per garantire loro la tutela della salute, il miglioramento delle condizioni di vita, l’inclusione sociale e lavorativa, fornendo al contempo supporto alle loro famiglie.”;

all’articolo 6 della medesima legge si specifica che la programmazione, l’attuazione e la valutazione degli interventi in materia di servizi di sostegno allo sviluppo delle persone con disturbi dello spettro autistico e delle loro famiglie avviene mediante il coinvolgimento attivo delle persone interessate e dei loro cari. È evidente che il coinvolgimento non deve intendersi meramente in una logica passiva nei confronti della pubblica amministrazione, bensì come modalità di partecipazione attiva e diretta nella definizione degli interventi, che si inseriscono a tutti gli effetti nell’arena di discussione della vita pubblica la cui tutela è assicurata dall’articolo 3 della Costituzione, il quale sancisce che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”;

l’articolo 6 della legge provinciale sull’handicap (Legge provinciale 10 settembre 2003, n. 8 – Disposizioni per l’attuazione delle politiche a favore delle persone in situazione di handicap) prevede che, al fine di consentire il confronto costruttivo tra i soggetti che operano nel campo dell’handicap, è istituito il coordinamento provinciale per la tutela delle persone in situazione di handicap. Come specificato nell’interrogazione 2667/XVI (Composizione ed attività svolta dal coordinamento provinciale per la tutela delle persone in situazione di handicap), nonostante la complessità dei compiti, la pervasività delle funzioni e il ruolo centrale svolto dal coordinamento nell’ambito delle politiche pubbliche in materia di handicap e disabilità, non sono previste forme di pubblicità sulla costituzione e sull’attività svolta dal coordinamento. Ciò a dimostrazione del fatto che il coinvolgimento attivo delle persone interessate, anche quando previsto per legge, non risulta attuato in forma corretta, effettiva e trasparente se a monte non sono adeguatamente tutelati gli strumenti di partecipazione diretta alla vita politica e pubblica, necessari per far valere i diritti fondamentali;

l’articolo 29 (Partecipazione alla vita politica e pubblica) della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, sancisce quanto segue:

“Gli Stati Parti garantiscono alle persone con disabilità il godimento dei diritti politici e la possibilità di esercitarli su base di uguaglianza con gli altri, e si impegnano a:

(a) garantire che le persone con disabilità possano effettivamente e pienamente partecipare alla vita politica e pubblica su base di uguaglianza con gli altri, direttamente o attraverso rappresentanti liberamente scelti, compreso il diritto e la possibilità per le persone con disabilità di votare ed essere elette, tra l’altro:

  • (i) assicurando che le procedure, le strutture ed i materiali elettorali siano appropriati, accessibili e di facile comprensione e utilizzo;
  • (ii) proteggendo il diritto delle persone con disabilità a votare tramite scrutinio segreto, senza intimidazioni, in elezioni ed in referendum popolari, e a candidarsi alle elezioni, ad esercitare effettivamente i mandati elettivi e svolgere tutte le funzioni pubbliche a tutti i livelli di governo, agevolando, ove appropriato, il ricorso a tecnologie nuove e di supporto;
  • (iii) garantendo la libera espressione della volontà delle persone con disabilità come elettori e a questo scopo, ove necessario, su loro richiesta, autorizzandole a farsi assistere da una persona di loro scelta per votare.

(b) promuovere attivamente un ambiente in cui le persone con disabilità possano effettivamente e pienamente partecipare alla conduzione degli affari pubblici, senza discriminazione e su base di uguaglianza con gli altri, e incoraggiare la loro partecipazione alla vita pubblica, in particolare attraverso:

  • (i) la partecipazione ad associazioni e organizzazioni non governative impegnate nella vita pubblica e politica del paese e alle attività e all’amministrazione dei partiti politici;
  • (ii) la costituzione di organizzazioni di persone con disabilità e l’adesione alle stesse al fine di rappresentarle a livello internazionale, nazionale, regionale e locale;

il diritto dell’Unione Europea, a differenza di quanto previsto dalla normativa provinciale, presenta elementi innovativi per assicurare la tutela del diritto di partecipare alla vita politica e pubblica delle persone con disabilità. Con l’approvazione della risoluzione n. 2015/2035(INL) dell’11 novembre 2015 sulla Riforma della legge elettorale dell’Unione europea, il Parlamento europeo incoraggia gli Stati membri ad autorizzare il voto per corrispondenza, elettronico e via internet al fine di aumentare la partecipazione di tutti i cittadini e tutte le cittadine e facilitare loro il voto, in tale novero si comprendono ovviamente le persone affette da disabilità;

in particolare, il punto 14 della risoluzione prevede che il Parlamento europeo “incoraggia gli Stati membri ad autorizzare il voto per corrispondenza, elettronico e via internet al fine di aumentare la partecipazione di tutti i cittadini e facilitare loro il voto, in particolare nel caso delle persone a mobilità ridotta e di coloro che vivono o lavorano in uno Stato membro del quale non sono cittadini o in un paese terzo, a condizione che siano adottate le misure necessarie per evitare eventuali frodi nell’utilizzo di tali modalità di voto;”. Tale punto si inserisce nelle finalità più generali del progetto di riforma, le quali sono (1) il rafforzamento della dimensione transnazionale e della legittimazione del processo decisionale europeo, come pure (2) il miglioramento del funzionamento e della governance dell’Unione europea e (3) l’armonizzazione della normativa elettorale, al fine di dare una maggiore legittimazione al Parlamento europeo e incrementare il sentimento di “cittadinanza europea”;

il Regolamento UE 2019/788 del 17 aprile 2019 riguardante l’iniziativa dei cittadini europei stabilisce la procedura per le iniziative dei cittadini dell’Unione che vogliono invitare la Commissione a presentare proposte su materie in merito alle quali essi ritengano fondamentale un atto giuridico dell’UE ai fini dell’attuazione dei trattati. Nel Regolamento, al punto 21 delle premesse, si specifica che: “Al fine di rendere l’iniziativa dei cittadini europei più accessibile, meno onerosa e di più facile utilizzo per gli organizzatori e i cittadini, la Commissione dovrebbe creare e gestire un sistema centrale per la raccolta elettronica delle dichiarazioni di sostegno. Tale sistema dovrebbe essere messo gratuitamente a disposizione dei gruppi di organizzatori e dovrebbe comprendere le necessarie caratteristiche tecniche che rendano possibile la raccolta elettronica, compresi servizi di hosting e il software, nonché caratteristiche di accessibilità per garantire che i cittadini con disabilità possano fornire sostegno alle iniziative”;

nella relazione informativa al Consiglio provinciale (articolo 4 della legge provinciale sull’Europa 2015) Attività della Provincia nell’ambito dell’Unione Europea – Rapporti interregionali e cooperazione territorialedell’11 febbraio 2022 non sono specificate iniziative di alcun genere nell’ambito della disabilità, una mancanza che si ritiene opportuno colmare con iniziative di indagine e approfondimento volte alla predisposizione di un apposito quadro strategico d’azione che porti ad un’armonizzazione delle politiche pubbliche provinciali e all’attuazione della Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030;

paragrafo riformulato con emendamento: dalla relazione informativa al Consiglio provinciale (articolo 4 della legge provinciale sull’Europa 2015) Attività della Provincia nell’ambito dell’Unione Europea – Rapporti interregionali e cooperazione territoriale” in ragione del suo contenuto vincolato ai sensi di legge, non emerge l’evidenza delle iniziative assunte nell’ambito della disabilità, così che si propongono iniziative di indagine e approfondimento volte alla predisposizione di un apposito quadro strategico d’azione che porti ad un’armonizzazione delle politiche pubbliche provinciali e all’attuazione della Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030;

tutto ciò premesso il Consiglio provinciale impegna la Giunta

  1. a promuovere un’indagine per individuare i limiti, le criticità e le opportunità in ordine alla piena attuazione dell’articolo 29 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità sulla partecipazione alla vita politica e pubblica;
  2. a riportare alla commissione consiliare competente l’esito dell’indagine riguardo all’attuazione dell’articolo 29 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e alle eventuali misure che potrebbero essere implementate per rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini e in particolare per rendere effettiva la partecipazione alla vita politica e pubblica delle persone con disabilità;
  3. a predisporre un quadro di strategico d’azione al fine di raccordare e armonizzare le politiche pubbliche provinciali con la Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030, anche al fine di formulare un parere da inoltrare al Comitato delle Regione per il tramite dei delegati regionali e delle Province autonome; 

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