Fumo dal cementificio di Sarche: aumentare i controlli, garantire la sicurezza di cittadini e territorio!

Nella giornata del 20 aprile 2022, a seguito delle operazioni di riaccensione dei forni del cementificio di Sarche, l’impianto di proprietà di Italcementi aveva emesso una fitta nube nera, destando ulteriormente la preoccupazione della popolazione, già provata dalle circostanze di una riapertura che rischia di pregiudicare gli sforzi fatti per orientare la Valle dei Laghi verso un orizzonte di sviluppo sostenibile, principalmente basato su agricoltura e turismo di qualità. Per vederci chiaro ho provveduto a contattare l’Azienda Provinciale per la Protezione dell’Ambiente, ricevendo rassicurazioni da parte del suo direttore.

Il sopralluogo di APPA è avvenuto nel tardo pomeriggio di giovedì 21 aprile. Il direttore Enrico Menapace mi ha assicurato che si è trattato di un intervento rapido, che non ha riscontrato evidenze circa un possibile impatto significativo sull’ambiente causato dai fumi usciti dal cementificio. Stando a quanto affermato dal responsabile dello stabilimento, la fumata nera sarebbe stata generata da un temporaneo fuori servizio di un estrattore. In base a tale spiegazione sarebbe venuta a mancare temporaneamente la depressione ad una parte del forno (griglia Lepol) e si sarebbe verificata una fuoriuscita di prodotti della combustione misti a polveri. Il fuori servizio sarebbe quindi stato ripristinato manualmente dagli addetti. Secondo il direttore Menapace non sarebbero stati riscontrati indizi o elementi tali da mettere in dubbio le dichiarazioni del responsabile del cementificio. Durante l’ispezione degli impianti sarebbero tuttavia state riscontrate ulteriori condotte nella gestione dell’impianto la cui conformità all’AIA è al vaglio degli ispettori ambientali. Il direttore di APPA mi ha infine assicurato che nessun fatto o condotta dei gestori dell’impianto – anche se relativo alla fase di riattivazione dell’insediamento produttivo – sarà sottovalutato. Nei prossimi giorni APPA provvederà a verificare il possibile impatto della fuoriuscita di fumi sulla qualità dell’aria tramite la disposizione di una centralina di monitoraggio collocata nei pressi del cementificio. Allo stesso tempo APPA provvederà ad incontrare il sindaco di Madruzzo per aggiornarlo sulla situazione.

Come M5S abbiamo condiviso fin da subito la preoccupazione manifestata dalla popolazione della Valle dei Laghi rispetto alla riapertura del cementificio e ci siamo attivati in tutte le sedi per garantire la salute dei cittadini e il minor impatto possibile sul territorio circostante agli impianti Italcementi. È un fatto ovvio a tutti che una simile attività industriale andrà a cozzare in maniera significativa con lo sviluppo di agricoltura e turismo, e del resto in Valle dei Laghi ricordano bene cosa volesse dire convivere col cementificio quando era operativo. Esistono inoltre considerazioni legate agli impegni europei, riguardanti il PNRR, che in teoria imporrebbero di ridurre le emissioni climalteranti, mentre è ben noto come la produzione di cemento sia in assoluto fra le più dannose dal punto di vista dell’emissione di fumi e polveri. Infine c’è il fondato timore che la riapertura dei forni di Sarche possa essere utilizzata per fare il primo passo verso l’introduzione di un inceneritore in Trentino, come caldeggiato da Confindustria, un’ipotesi sulla quale l’attuale giunta non ha affatto chiuso le porte, anzi. Se chi governa il Trentino avesse davvero a cuore la tutela del territorio terrebbe conto di questi fattori invece di limitarsi a fare comparsate in questa o quella giunta comunale, dispensando promesse elettorali sul cui mantenimento è lecito nutrire più di un dubbio.

Dal canto nostro, continueremo a fare tutto il possibile per garantire la tutela della salute dell’ambiente e della popolazione della Valle dei Laghi. Il modello di sviluppo distruttivo tipico del ‘900 non è più sostenibile e a maggior ragione non lo è in una terra come quella trentina, che trae la propria forza dalla salubrità e bellezza di un territorio che non va deturpato e ammorbato in nome di visioni ideologiche miopi e arretrate

Contributo per Il Dolomiti, 23 aprile 2022

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