Legge provinciale di stabilità 2023: la relazione di minoranza e il pacchetto di emendamenti del M5S

Partendo da una disamina preliminare sulle dinamiche politiche e di gestione del potere in considerazione delle crisi economica, demografica, energetica, ambientale e climatica e sul lento ma inesorabile sfaldamento del modello democratico basato sulla fiducia e sulla coesione sociale, la relazione ripercorre alcuni dei passaggi del confronto avvenuto in commissione con il presidente Fugatti e con gli assessori provinciali. Anche in questa occasione il M5S è stata l’unica forza politica ad elaborare un’analisi scritta da lasciare agli atti per provare ad esprimere una visione strategica su come rilanciare l’azione politica per assicurare progresso e sviluppo sociale nel rispetto dei principi della sostenibilità, fornendo contestualmente il punto di vista dell’opposizione rispetto alle scelte economiche portate avanti dalla destra.

Oltre alla relazione di minoranza il M5S ha inoltre presentato un pacchetto di emendamenti alla legge di stabilità provinciale. Gli emendamenti (pacchetto pdf) propongono una serie di temi: estendere fino al 2025 l’esenzione fiscale per il calcolo dell’addizionale regionale all’IRPEF per i redditi fino a 24.000 euro; favorire l’acquisto di prodotti agricoli e artigianali a chilometro zero tramite la carta acquisti provinciale; affidare le funzioni di presidente del coordinamento handicap al difensore civico per ridare impulso al coordinamento medesimo; assegnare la presidenza della Camera conciliativa al difensore civico al fine di dare attuazione alle disposizioni della legge sulla salute del 2010; riconoscere un indennizzo da parte della Provincia di 30.000 euro a tutti gli inquilini del quartiere di San Martino a Trento, compresi gli abitanti che saranno rimossi forzosamente dalle loro abitazioni; prevedere tariffe agevolate per l’ingresso delle famiglie negli impianti sportivi costruiti con finanziamenti pubblici; riconoscere il rimborso delle spese legali sostenute dal personale delle agenzie e degli enti strumentali della Provinciale e dell’azienda sanitaria per rispondere all’invito a dedurre della Procura e della Corte dei Conti per fatti in cui gli accertamenti dimostrano che non vi sia colpa grave o dolo; abrogare le modifiche proposte dalla giunta per limitare il rischio di illeciti nel settore del porfido; recepire la norma nazionale in materia di installazione di vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti per favorire l’efficientamento energetico delle abitazioni; pubblicare le statistiche annuali relative agli esercizi extra-alberghieri dotati del codice CIPAT.

In sintesi l’azione del M5S è volta stimolare chi governa e che ha in mano i cordoni della borsa a migliorare la finanziaria provinciale, rendendola più equa e più giusta verso i cittadini comuni e le loro famiglie, efficientare il funzionamento della pubblica amministrazione, tutelare la legalità e porre rimedio a varie storture e ingiustizie a danno di persone oneste che rischiano di subire i danni delle iniziative politiche devastanti e anacronistiche senza ottenere adeguati indennizzi, su tutti il caso degli inquilini del quartiere San Martino di Trento.

Aggiornamento del 15 dicembre:

Intine, abbiamo depositato 3 proposte di ordine del giorno: la prima riguarda il Comune di Lona-Lases e chiede di attivare un processo partecipativo per aiutare la comunità a superare le criticità emerse in seguito all’inchiesta “Perfido” rafforzandone la coesione sociale, oltre a costituire un’assemblea civica che possa aiutare il Commissario Francini nello svolgimento delle sue funzioni. La seconda proposta di ordine del giorno è dedicata alla sensibilizzazione sul cambiamento climatico e chiede di stanziare risorse per mettere in atto un’azione congiunta con il Consiglio diocesano per le questioni ecologiche, la Rete Diocesana per la Custodia del creato e l’Agenzia di Stampa Giovanile per diffondere la consapevolezza della gravità della crisi climatica in Trentino. La terza proposta di ordine del giorno infine chiede che la giunta si attivi per far nascere anche in Trentino corsi di laurea professionalizzanti e abilitanti all’esercizio delle professioni di geometra e di perito industriale, come già accaduto in quasi tutte le altre Regioni d’Italia, valutandone l’inserimento all’interno del “Progetto Manifattura” di Rovereto.

In sintesi l’azione del M5S è volta stimolare chi governa e che ha in mano i cordoni della borsa a migliorare la finanziaria provinciale, rendendola più equa e più giusta verso i cittadini comuni e le loro famiglie, efficientare il funzionamento della pubblica amministrazione, tutelare la legalità e porre rimedio a varie storture e ingiustizie a danno di persone oneste che rischiano di subire i danni delle iniziative politiche devastanti e anacronistiche senza ottenere adeguati indennizzi, su tutti il caso degli inquilini del quartiere San Martino di Trento.

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Segue il testo integrale della relazione di minoranza alla manovra di bilancio 2023-2025 (versione pdf):

Spettabile

Prima Commissione permanente

del Consiglio provinciale

SEDE

Relazione di maggioranza ai disegni di legge n. 166 “Legge collegata alla manovra di bilancio provinciale 2023” (proponente Presidente della Provincia Fugatti), n. 167 “Legge di stabilità provinciale 2023” (proponente Presidente della Provincia Fugatti) e n. 168 “Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2023 – 2025” (proponente Presidente della Provincia Fugatti)

Relatore di minoranza: cons. Alex Marini

La Prima Commissione permanente ha licenziato i disegni di legge n. 166, n. 167 e n. 168 nella seduta del 24 novembre 2022 a seguito di un’istruttoria di cui questa relazione intende riferire all’Aula i principali contenuti espressi dalle minoranze.

L’istruttoria si è aperta in data 11 novembre con l’intervento del Presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, che ha descritto ai consiglieri gli obiettivi dei provvedimenti e le principali misure in essi contenute, per le quali si rinvia ai documenti istruttori acquisiti agli atti della Commissione e a disposizione dei Consiglieri. Ha spiegato che nel complesso si tratta di una manovra prudente, poiché, per quanto si possa contare su risorse esterne importanti, in questa fase si è scelto di evitare un eccessivo irrigidimento del bilancio nell’attesa di verificare l’andamento della congiuntura economica e di accertare se si transiterà o meno verso una condizione di recessione. L’intento è di affrontare con senso di responsabilità le criticità che in questo momento stanno mettendo in difficoltà le famiglie con l’aumento dei prezzi e le imprese con la mancanza di liquidità.

Già nella prima fase di dibattito i consiglieri di minoranza hanno individuato i passaggi a loro avviso di debolezza della manovra; tra questi le scelte di politica fiscale, con particolare riferimento alla disposizione in materia di IRPEF, cui si collegano, nella lettura dell’opposizione, complesse problematiche sociali quali lo sviluppo di una efficace politica di contrasto alle disuguaglianze e alla decrescita demografica; le stesse opposizioni hanno inoltre riproposto i dubbi sull’efficienza nell’utilizzo delle risorse a disposizione della Provincia evidenziando la convenienza di investimenti che producano a breve il loro effetto sull’economia anziché di impegni pluriennali su grandi opere; hanno inoltre ricordato le difficoltà che interessano il bilancio dei comuni.

Il consigliere del Movimento 5 Stelle Marini ha paventato l’ipotesi che la crisi finanziaria globale possa portare a una svalutazione massiccia delle monete fiat a causa della sfiducia crescente nei confronti delle autorità che le emettono ma anche dei governi statali, regionali e locali. Se un governo o una banca centrale non sono in grado di assicurare la coesione sociale e di dare risposte convincenti alle crisi economica, energetica, sanitaria e demografica, le probabilità che si verifichi una violenta crisi finanziaria sono destinate ad aumentare. Il consigliere Marini, al fine di stimolare una riflessione, ha posto una domanda sul perché i cittadini e le imprese dovrebbero avere fiducia in una moneta che non è collegata a un bene che ha un valore reale ma semplicemente a una dichiarazione dello Stato che l’ha emessa e che non è in grado di dare una prospettiva di sviluppo di lungo termine. Tuttavia, il comune denominatore a tutte le crisi è indubbiamente la crisi democratica e di legittimazione delle istituzioni. Ciò è vero a livello internazionale, ma va riconosciuto che anche a livello locale non ci sono differenze significative rispetto al trend globale.

Con riguardo alla crisi di fiducia nelle istituzioni va rilevato che anche in Trentino l’apatia elettorale e più estesamente l’apatia politica sono in crescita soprattutto fra le classi meno abbienti. In un simile scenario le classi agiate oppure quelli che il noto studioso di storia economica Carlo M. Cipolla chiamerebbe i banditi *, sanno come far valere i loro interessi. Ciò determina o comunque favorisce una serie di fenomeni facilmente identificabili. Da un lato la riduzione di richiesta di stato sociale e dall’altro l’affermarsi della cosiddetta governabilità ovvero il depotenziamento delle forme di controllo sul potere, l’aumento delle forme di abuso o di esercizio arbitrario delle funzioni politiche e la cancellazione dei meccanismi di partecipazione organizzata.

Il consigliere Marini non vede una grande consapevolezza rispetto alla portata della crisi. La fiducia andrebbe costruita fornendo risposte di lungo termine e tramite una governance che assicuri il rispetto dello stato di diritto, l’attuazione dei principi democratici e la salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini e delle generazioni future. Ciò significherebbe agire nel rispetto dei doveri inderogabili solidarietà di politica, economica e sociale, cosa avviene con sempre minore frequenza.

Per le ragioni sopra illustrate servirebbe una manovra che lanciasse un messaggio forte in merito alle capacità delle istituzioni di dare risposte su ambiente, energia, ridistribuzione del reddito e bisogni primari come la casa, la salute, la scuola.

Il consigliere del Movimento 5 Stelle ha poi affermato che una riflessione e un approfondimento andrebbero fatti sull’impiego dei fondi europei, come il fondo FSE (159 milioni) e il FESR (181 milioni), i quali sono inseriti in un contesto finanziario generale ma non sono stati analizzati singolarmente. Ad oggi gli organi consiliari non hanno svolto alcun dibattito sulle strategie per l’inclusione, di giovani, donne e lavoratori fragili che dovrebbero essere finanziate con il FSE. Nessuna discussione si è registrata nemmeno sull’impiego delle risorse FESR nonostante queste dovrebbero dare impulso ai programmi per l’educazione digitale per gli anziani, per la banda larga nelle aree rurali, per il contenimento del rischio idrogeologico e per l’efficientamento energetico, un settore strategico per ridurre il fabbisogno di energia a partire dalle imprese fino ad arrivare agli edifici pubblici ed in particolar modo alle scuole. Sull’energia attualmente c’è un forte sostegno alla spesa ma una bassa attitudine all’efficientamento e alla riduzione dei consumi con interventi strutturali.

Sul fisco, per Marini, andrebbe fatto un discorso ampio e sul lungo termine coinvolgendo cittadini e i comuni ai quali, paradossalmente per un’autonomia come quella trentina, è stata tolta responsabilità fiscale e capacità impositiva. Servirebbe una conferenza permanente sulle politiche fiscali per definire linee strategiche in forma concertata. L’obiettivo dovrebbe essere quello di costruire un fisco più giusto ma anche di aumentare la compliance fiscale e di ridurre l’evasione fiscale.

Il presidente Fugatti non ha replicato alle considerazioni di Marini ritenendo che meritino una risposta complessa da fornire in aula.

All’illustrazione sono seguiti, rispettivamente nelle sedute del 15 e 21 novembre, i consueti momenti di approfondimento e ascolto con gli assessori provinciali e i principali soggetti portatori di interessi in campo economico o sociale quali la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento, le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, e FENALT, il Coordinamento provinciale imprenditori, l’Associazione provinciale delle ASUC, le associazioni di rappresentanza delle categorie agricole e la Federazione istituti di attività educative (note di sintesi delle audizioni del 21 dicembre: mattino e pomeriggio).

Nel confronto con gli assessore avvenuto il giorno 15 novembre, il consigliere Marini rivolgendosi all’assessora Segnana ha evidenziato la mancata risposta alla richiesta di accedere alla conferenza sull’edilizia pubblica e ha ricordato che non è stato ancora approvato il bilancio sociale di Itea 2022, il quale andrebbe anticipato ai partecipanti alla conferenza. Nei giorni successivi la conferenza si è svolta a porte chiuse tra pochi intimi (vedasi interrogazione 4063/XVI), mentre il bilancio sociale di Itea del 2022 non è ancora stato reso pubblico (vedasi interrogazione 4084/XVI).

All’assessore Gottardi Marini ha posto domande ed osservazioni sull’adesione in ordine sparso dei Vigili del fuoco agli enti del terzo settore, sull’ormai cronico mancato adeguamento degli statuti delle Comunità in materia di istituti di partecipazione (vedasi ordine del giorno 9/XVI del 4 aprile 2019), sulla scarsa autonomia fiscale dei comuni, sul fallito perseguimento degli obiettivi di efficientamento energetico della rete di illuminazione pubblica da parte dei comuni (vedasi interrogazione 3657/XVI), sul consumo di suolo effettivo (vedasi ordini del giorno 508/XVI e 520/XVI) e sull’ulteriore 20% potenziale consumo già previsto dai PRG comunali ma (fortunatamente) non realizzato, sugli investimenti necessari allo sdoppiamento delle reti fognarie delle acque bianche e delle acque nere. Gottardi ha risposto che servirebbero dai 4 ai 500 milioni per rimettere a nuovo gli acquedotti, a fronte dei 5 – 6 milioni all’anno che si spendono normalmente. Una situazione seria se si pensa che è definito buono un acquedotto che perde il 40%. Gli statuti delle comunità, ha detto rispondendo a Marini, si stanno rivedendo e sui tributi si sta sempre seguendo l’obiettivo del coordinamento delle aliquote, evitando la logica del comune buono e quello cattivo.

Al termine dell’ampia illustrazione degli interventi da parte dell’assessore Spinelli, il consigliere del M5S Marini ha osservato che sarebbe opportuno che la Pat si dotasse di strumenti per valutare l’impatto ex post delle manovre di bilancio in termini di effetti sulla congiuntura economica, sull’occupazione, sulla riduzione del gap occupazionale tra uomini e donne e in genere sui fondamentali macroeconomici. Ha inoltre posto una serie di domande per avere aggiornamenti sugli investimenti per avere la banda larga sull’intero territorio, sulla continuità del segnale telefonico nelle gallerie e nelle aree di montagna del Trentino, sulla mancata attuazione della norma sui referenti delle imprese trentine all’estero, sul funzionamento di Trentino Digitale e sulle operazioni di trasferimento al cloud digitale (apparentemente con modalità non coerenti con le linee stabilite dal Polo Strategico Nazionale). Una riflessione conclusiva ha riguardato infine lo spostamento delle competenze in materia di cave dai comuni alle Asuc, il quale rischia di aggravare i problemi legati alle infiltrazioni mafiose.

L’assessore Spinelli ha risposto che manca un “cruscotto” per la valutazione delle politiche. Una mancanza tipicamente italiana che potrà essere affrontata con la digitalizzazione dell’amministrazione. A proposito di digitalizzazione ha ammesso che ci sono zone scoperte anche a causa della morfologia del Trentino. Mentre, per i collegamenti telefonici, molte gallerie sono state coperte dal segnale, mentre per i rifugi si deve lavorare sui ponti radio. Sulle Asuc l’assessore ha risposto che sul comparto della pietra trentina si è perso troppo tempo e c’è bisogno di partire dai proprietari che sono o gli usi civici o i comuni che avranno benefici e quindi dovranno sopportare anche gli oneri. Inoltre, ha ricordato che l’associazione provinciale Asuc è stata proposta dalle Asuc stesse come stazione appaltante. Si è di fronte quindi a un passaggio di svolta. Poi i controlli sulla legalità, ha aggiunto l’assessore, non spettano alla Pat ma a magistratura e forze dell’ordine.

All’assessore al turismo e al commercio Failoni il consigliere Marini ha chiesto se sono previste risorse per il piano interregionale per lo sviluppo turistico e la tutela del lago d’Idro (vedasi ordine del giorno 245/XVI) posto che ad oggi nel piano triennale di Trentino Marketing non sono stati stanziati fondi. Ha posto una domanda sull’intenzione di chiedere l’abrogazione dei trasferimenti sul Fondo dei Comuni di Confine sottolineando come le sue proposte per un maggiore coinvolgimento dei comuni trentini nelle fasi di consultazione sull’impiego dei fondi fossero state rigettate (vedasi proposta di mozione 422/XVI) mentre ora se ne propone la cancellazione dei trasferimenti. Ha invocato una maggiore attenzione sul fenomeno del turismo di ritorno dei nostri emigrati. Ha chiesto aggiornamenti sulle misure adottate per prevenire l’acquisizione degli alberghi dismessi e in difficoltà tramite l’impiego di capitali di provenienza illecita. Ha infine invocato maggiori investimenti nelle attività sportive nelle scuole alle quali si destinano ancora poche risorse rispetto a quelle investite nelle grandi infrastrutture.

Rispetto alle acquisizioni di alberghi sospetti Failoni ha detto che ci sono stati confronti con la Procura e alcune categorie hanno avviato iniziative per segnalare anomalie. Per il turismo di ritorno si rimetteranno in piedi iniziative interrotte per il Covid, mentre per il lago d’Idro si cercherà di replicare il modello di collaborazione avviato con il Garda. Sui fondi di confine, l’assessore ha detto che al momento non c’è nulla di concreto ma solo dichiarazioni senza fondamento anche se ci sono aspetti da rivedere anche perché ci sono casi in cui cifre importanti non sono mai state spese.

Nel confronto con l’assessora Zanotelli, al termine della sintesi dell’attività svolta per il comparto agricoltura, il consigliere Marini ha chiesto precisazioni: sui finanziamenti per il rinnovo degli impianti a biomassa dei privati sul modello di quanto avvenuto in Emilia Romagna e in Lombardia per favorire la sostituzione degli impianti obsoleti, per migiorare la qualità dell’aria tramite una combustione più efficiente (vedasi interrogazione 4072/XVI); sugli sviluppi delle attività agricole biologiche anche fine di ridurre l’impatto sulla qualità delle acque pubbliche superficiali danneggiate dai pesticidi e dai nitrati scaricati dalle attività agricole; sui controlli e sugli interventi per limitare la speculazione finanziaria sulle risorse destinate agli alpeggi.

Zanotelli ha risposto che a differenza del passato, quando i controlli venivano fatti sugli alpeggi, ora si è deciso di effettuare i controlli a valle del bestiame da mandare in quota. Si tratta di un metodo nuovo da estendere non solo al comparto ovi-caprino ma anche a quello bovino. Si sta poi lavorando per inserire nella programmazione interventi di contrasto alle speculazioni in alpeggio. In ogni caso i controlli pre-alpeggio sono stati fatti. Per le biomasse nel comparto agricolo è previsto uno stanziamento di 4 milioni di euro. Sul fronte del PUA vi sono delle criticità e la Provincia è già intervenuta e interverrà ancora sugli impianti a biogas, anche studiando nuove progettualità. L’altra partita è legata alla nuova programmazione con gli investimenti a favore della aziende. Si sta discutendo con i portatori interesse al Tavolo verde di una misura dedicata al settore zootecnico. La direzione che si vuole e si può perseguire è orientata in questa direzione.

All’assessore Bisesti il consigliere del Movimento 5 Stelle ha chiesto di poter avere degli aggiornamenti in attuazione di tre ordini del giorno in materia di cultura. Il primo per intitolare una cattedra per attività di ricerca nell’ambito delle scienze cognitive al professore Valentino Von Braitenberg, luminare di cibernetica biologica del Max Planck Institute che aveva contribuito a fondare il laboratorio di scienze cognitive a Rovereto nel 1998. Il secondo sul conferimento dell’onorificenza alla memoria all’esploratore e missionario trentino Padre Eusebio Chini, conosciuto in Messico e negli Stati Uniti come Padre Kino. Il terzo sulla promozione turistica della Piana di Santa Lucia a Bezzecca e dei luoghi delle battaglie garibaldine della Terza Guerra d’Indipendenza congiuntamente con i musei locali e il Ministero della Difesa. Ha chiesto inoltre ragguagli sulle indagini riguardo alle ripercussioni a livello psicologico e in termini di apprendimento di alunni e studenti in conseguenza dell’emergenza sanitaria del Covid19. Ha infine posto una domanda sullo sviluppo dell’attività sportiva nelle scuole e sulla didattica outdoor.

L’assessore si è riservato di acquisire gli elementi sull’attuazione degli ordini del giorno (quello su Padre Kino è in corso di definizione) mentre ha ricordato un finanziamento aggiuntivo assegnato alle scuole per le consulenze psicologiche. Sullo sport ha assicurato la sensibilità della Giunta, com’è dimostrato dai campionati studenteschi organizzati dalla Provincia insieme al Coni in varie località e dalla volontà di sviluppare l’attività sportiva soprattutto nelle scuole in vista delle Olimpiadi del 2026. Quanto all’apprendimento outdoor vi sono scuole che stanno sperimentando questa didattica.

L’ultimo assessore a confrontarsi con la commissione è stato l’assessore all’ambiente Tonina. Posto che il giorno precedente vi era già stato un ampio confronto sulla tematica del consumo di suolo e sul piano di tutela delle acque in sede di terza commissione, il consigliere Marini si è limitato a sollecitare la risposta ad alcune sue interrogazioni dell’aprile scorso relativamente al calo di produzione dei energia idroelettrica per gli effetti della siccità, al bilancio energetico della Provincia e al contenimento dei consumi negli edifici pubblici. E ha chiesto conto della realizzazione del sito internet, prevista da uno specifico ordine del giorno, nel quale pubblicare l’attività dell’osservatorio sulla mobilità sostenibile e tutte le informazioni inerenti le politiche pubbliche nel comparto specifico. Nei giorni successivi l’assessore ha fornito risposta all’interrogazione 3562/XVI specificando i dati della produzione idroelettrica di Dolomiti Energia mentre non sono state fornite risposte all’interrogazione 3561/XVI e allo stato di attuazione dell’ordine del giorno 506/XVI per la realizzazione del sito web sulla mobilità sostenibile e sull’attività dell’osservatorio.

Oltre ai momenti di approfondimento ed ascolto un importante contributo all’istruttoria deriva inoltre dai pareri delle commissioni permanenti resi sul disegno di legge collegata ai sensi dell’articolo 125 bis del regolamento interno; le note dei Presidenti delle commissioni permanenti che riportano l’esito dei pareri sugli articoli del disegno di legge n. 166 si allegano alla presente relazione ai sensi dell’articolo 125 bis del regolamento interno.

Tra le audizioni svolte dalla Commissione va inoltre ricordato il contributo del Consiglio delle autonomie locali, la cui nota di osservazioni si allega alla presente relazione ai sensi dell’articolo 134 bis del regolamento interno.

Completata la fase delle consultazioni, in data 23 e 24 novembre la Commissione ha svolto la discussione sulle linee generali della manovra e sugli articoli.

Il consigliere Zanella ha evidenziato la necessità di impostare politiche di sistema e lungimiranti a fronte di eventi che vanno oltre i confini del territorio provinciale quali il conflitto in Ucraina, la crisi climatica ed energetica. Ha particolarmente sottolineato il problema della decrescita demografica richiamando l’importanza di una serie di interventi in campi diversi, dal sociale, alle politiche per il lavoro e alle politiche per la casa al fine di promuovere una nuova cultura di interazione sociale.

Il consigliere Marini ha richiamato a sua volta l’esigenza che gli interventi normativi affrontino temi di fondo e non si muovano in un orizzonte limitato a benefici di breve termine. Assolutamente prioritario è, a suo dire, promuovere misure di contrasto alla crisi democratica, testimoniata dall’astensionismo e dalla volatilità del voto; alta deve inoltre essere l’attenzione all’ambiente e alla crisi climatica rispetto ai quali ravvisa l’assenza di provvedimenti interessanti quali ad esempio aiuti realmente incisivi per la produzione agricola locale o per la conversione ambientale delle imprese. Il consigliere Marini ha quindi sottolineato l’importanza di misure di concertazione fiscale per mettere il fisco in relazione con le politiche economiche e sociali e ottenere dal governo centrale una maggiore autonomia fiscale.

Entrando più nel dettaglio il consigliere del Movimento 5 Stelle ha affermato che la finanziaria non è fatta solo di numeri, ma deve affrontare temi di fondo come la programmazione delle politiche pubbliche. La logica, che è diventata un problema strutturale della nostra democrazia, invece, è quella elettorale che prevale sulla programmazione delle politiche sociali. Tra pochi anni avremo al mondo 10 miliardi, dei quali 9 africani o asiatici e dobbiamo essere consapevoli che gli equilibri cambieranno. Per questo si deve ragionare in termini strategici. Va affrontata poi la crisi democratica che mostra la sfiducia dei cittadini nella politica. Quindi, il capitolo del rafforzamento delle istituzioni è fondamentale anche per fare ragionamenti sull’oggi e sul futuro. C’è, inoltre, un aumento delle richieste di assistenza psicologica causate da una crisi sociale profonda e che andrà peggiorando verso orizzonti di tipo argentino. Alla cerimonia di apertura dell’anno accademico, ha ricordato il consigliere Marini, Francesca Bria nella sua prolusione ha mostrato un quadro delle opportunità che la digitalizzazione può portare nelle nostre vite. Temi fondamentali che però non rientrano nel dibattito consiliare. Eppure, ha affermato, servono processi visionari per affrontare i cambiamenti climatici e le grande sfide del nostro tempo. Invece, anche da noi si aumentano emissioni e con le opere pubbliche si favorisce la mobilità privata. Anche sull’agricoltura poco si fa per le filiere corte e per aiutare la produzione locale mettendola in relazione con il mercato locale tramite il coinvolgimento degli agricoltori nella definizione dei disciplinari del marchio eco-ristorazione e inserendo i beni della filiera locale in un paniere di prodotti acquistabili con la carta acquisti provinciale. Anche per gli incentivi alle imprese non si è fatta la scelta di orientarle verso una radicale conversione ambientale. Anche per questo servirebbe, per Marini, una concertazione fiscale per mettere il fisco in relazione con le politiche economiche e sociali. Importante, sarebbe anche ottenere da Roma una maggiore autonomia fiscale e ha criticato l’emendamento sull’Imis che secondo il consigliere di opposizione finisce per dare, seppur in base a una sentenza della Consulta sulla doppia residenza dei coniugi, un incentivo a chi di case ne ha più di due quando c’è un sacco di gente che non trova un alloggio. Aperta rimane la questione degli acquedotti, del risparmio energetico e non si sono recepite direttive europee come la Habitat 2000. Sul piano energetico non ci sono incentivi sufficienti per le soluzioni collettive come le comunità energetiche. E sempre in questo campo Dolomiti Energia, ha detto ancora, è vista come fonte di finanziamento per i comuni di Trento e Rovereto e non come veicolo di cambiamento dei modelli di produzione, distribuzione e consumo di energia. Permane, inoltre, la crisi del lavoro e la fuga dei giovani all’estero. Per quanto riguarda la sanità, per Marini, andrebbe costituita la camera conciliativa prevista dalla legge provinciale ma mai attivita. Sulle Asuc, da sempre dimenticate, anziché pensare a un meccanismo analogo a quello della finanza locale degli enti locali, si è scelto invece di assegnare loro il peso della gestione delle cave di porfido con tutti i rischi connessi. Infine, per quanto riguarda le norme sulla sicurezza che verranno inserite con la finanziaria per lo sci queste andrebbero estese alle ciclabili. Mentre per la protezione civile, andrebbero introdotti premi per i volontari e per le aziende per le quali essi lavorano.

Il consigliere Rossi ha evidenziato, quale primo elemento critico della manovra, l’assenza di politiche della casa in funzione di sostegno all’economia e il mancato rifinanziamento del fondo di housing sociale, capace di generare importanti impatti sull’economia locale. Ha inoltre rilevato come la manovra sostenga i comuni, nelle loro difficoltà di bilancio, con risorse destinate ad investimenti, che diventano così spesa corrente. Vengono così meno – ha concluso – risorse per i piccoli investimenti dei comuni, importanti per le imprese artigiane, mentre si concentrano investimenti su grandi opere dall’impatto a lungo termine. Secondo il consigliere Rossi il respiro corto della manovra si ravvisa anche nel settore del turismo, con una norma sull’IMIS finalizzata a sostenere gli air b&b anziché con una serie di interventi volti ad equilibrare, e quindi migliorare, la qualità turistica e la qualità di vita di alcuni territori. Mancano inoltre a suo parere idee per lo sviluppo di una amministrazione nuova e al passo con i tempi e sulla grande questione del calo demografico, rispetto alla quale ha criticato il carattere una tantum del bonus per il terzo figlio. Ha infine riservato una notazione critica anche alla sanità dove ha rilevato un peggioramento di immagine date le serie problematiche emerse negli ultimi anni.

Il consigliere Savoi ha richiamato il realismo che deve indirizzare la manovra, soprattutto in un periodo di contrazione di risorse quale quello attuale che vedrà nelle casse della Provincia 629 milioni in meno rispetto al bilancio 2022. In risposta a quanto emerso nella discussione ha ricordato la capacità della Giunta di allocare le risorse in maniera efficiente con il bilancio di previsione e il successivo assestamento, con cui sarà rifinanziata l’esenzione dell’addizionale IRPEF. Ricordato come la Provincia abbia sempre mantenuto gli impegni, dai rinnovi contrattuali del personale provinciale al sostegno ai comuni, ha sottolineato come la manovra cerca di fare fronte a esigenze straordinarie e a un futuro del tutto incerto senza rinunciare ad investimenti, con la realizzazione di opere pubbliche che creeranno ricchezza. Il consigliere Savoi ha concluso che si tratta di una manovra realistica e di grande responsabilità.

La consigliera Dalzocchio ha ricordato che i cittadini hanno bisogno di risposte immediate e per questo la manovra si concentra molto sull’oggi, con misure concrete, seguendo ancora una volta una logica che ha permesso all’economia trentina di reggere ai colpi provocati dalle continue emergenze, come dimostrano i 300 milioni messi a disposizione per fare fronte al caro energetico. Ha comunque evidenziato, rispetto alla visione d’orizzonte, che il bilancio finanzia opere pubbliche, sostiene le imprese e il settore agricolo, promuove la digitalizzazione rilevando che problematiche quali calo demografico e crisi climatica rappresentano temi di così ampia dimensione difficilmente attaccabili da politiche locali. In merito a quanto osservato sulla sanità ha invitato a riflettere su come l’emergenza Covid abbia portato alla luce le debolezza esistenti di un sistema.

Il consigliere Job ha ricordato a sua volta come la manovra intervenga in una situazione drammatica, per ragioni indipendenti dalla volontà dell’esecutivo, e preveda interventi a difesa del sistema economico e a favore della natalità opportuni a fronte di una situazione profondamente mutata rispetto al passato. Ha giudicato la manovra un bilancio di mantenimento rispetto alle aspettative dei cittadini e degli operatori economici e ha condiviso in particolare l’intervento che punta a stimolare gli affitti in chiave sociale e per la misura finalizzata al riutilizzo degli alberghi dismessi come foresterie in cui ospitare i lavoratori del turismo.

Il consigliere Tonini, riflettendo che la manovra in esame chiuderà la legislatura, ha considerato le singolari difficoltà dell’ultimo quinquennio, che segnano una stagione di profondi cambiamenti cui la Giunta dovrà imparare a far fronte non solo in chiave emergenziale ma impostando politiche di cambiamento e coinvolgendo anche l’opposizione, che nei periodi più difficili si è dimostrata collaborativa con l’esecutivo. Il consigliere Tonini ha individuato in particolare tre critiche all’operato della Giunta. A suo parere essa si è limitata a fronteggiare le emergenze; in nome dell’emergenza e dell’urgenza degli interventi non sempre è stato rispettato il principio dell’equità ma si è seguita una logica di sussidi a pioggia mentre l’attuale impennata dell’inflazione richiederebbe politiche selettive. La Giunta provinciale – ha continuato il consigliere Tonini – ha inoltre assicurato sostegno alla spesa per investimenti, che però risultano di difficile concretizzazione e scontano l’aumento della spesa corrente; infine a suo parere la Giunta ha scelto di non agire sull’offerta per privilegiare invece la domanda perdendo così l’occasione di aumentare il tasso di crescita potenziale dell’economia. Ha quindi concluso che al di là delle misure di emergenza manca un programma di riforme, a cominciare da quella della macchina amministrativa della Provincia, per risolvere problemi strutturali.

A seguito dell’ampia discussione generale la Commissione ha svolto l’esame degli articoli limitandosi ad interventi di tipo tecnico per chiarire elementi puntuali.

Il disegno di legge n. 166 (legge collegata) è stato ampliato di sei articoli a seguito dell’approvazione di altrettanti emendamenti aggiuntivi proposti dal Presidente della Provincia. Sono stati inseriti, secondo la nuova numerazione del testo coordinato ai sensi dell’articolo 121 del regolamento interno, i seguenti articoli:

  • l’articolo 4, in materia di sicurezza alimentare;
  • l’articolo 7 e l’articolo 8, in materia di incentivi alle imprese;
  • l’articolo 12 , che disciplina la materia del glamping;
  • l’articolo 21 che proroga di un anno i termini per la definizione degli ambiti territoriali omogenei;
  • l’articolo 22, che modifica la legge provinciale sull’attività amministrativa 1992 e disciplina i controlli sulle dichiarazioni sostitutive e relative conseguenze.

La Commissione ha invece respinto un emendamento volto a modificare la disciplina relativa al comitato per le comunicazioni prevedendone la rieleggibilità.

Il disegno di legge n. 166 “Legge collegata alla manovra di bilancio provinciale 2023” è stato approvato con 5 voti favorevoli (La Civica, Lega Salvini Trentino e GM-consigliere Job), 1 voto contrario (Futura 2018) e 3 voti di astensione (GM-consiglieri Marini e Rossi e PD del Trentino).

Il disegno di legge n. 167 (legge di stabilità provinciale 2023) è stato ampliato di sei articoli a seguito dell’approvazione di altrettanti emendamenti aggiuntivi proposti dal Presidente della Provincia. Sono stati inseriti, secondo la nuova numerazione del testo coordinato ai sensi dell’articolo 121 del regolamento interno, i seguenti articoli:

  • gli articoli 2 e 3, in materia di IMIS;
  • gli articoli 6,7,8 e 9, recanti importanti misure in materia di finanza locale derivanti dalla sottoscrizione del protocollo di finanza locale;
  • l’articolo 11, relativo agli arretrati del personale docente nelle scuole di carattere statale;
  • l’articolo 14, in merito alla stabilizzazione del personale delle APSS.

Rispetto alla discussione articolata si riferisce all’Aula l’ampio confronto sull’articolo 16 che prevede la promozione, da parte della Provincia, di un progetto volto a favorire l’incremento di popolazione insediata nelle zone periferiche e svantaggiate del territorio mediante il riconoscimento di un incentivo economico per il pagamento del canone di locazione sul libero mercato a favore di chi si trasferisce in queste zone. I consiglieri Rossi e Zanella hanno giudicato del tutto insufficiente la misura da un punto di vista quantitativo – poiché quanto stanziato rappresenta una cifra minima a fronte dei gravi problemi abitativi di alcune zone del Trentino, in particolare l’Alto Garda – e qualitativo perché la scarsa attrattività delle zone decentrate è legata prevalentemente ai servizi. I consiglieri Masè e Savoi hanno invece sostenuto la misura evidenziando che essa si inserisce in un quadro di provvedimenti, alcuni dei quali già adottati dall’esecutivo, che si sono rivelati efficaci per ripopolare le località di montagna come è accaduto a Luserna e a Canal San Bovo, anche offrendo servizi le famiglie.

L’articolo 17, recante un contributo una tantum per l’anno 2023 per il terzo figlio, è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza per cui la consigliera Masè ha chiarito che la norma intende essere un segnale concreto di sostegno alle famiglie, senza pretesa di indirizzare le loro scelte, con la consapevolezza che nell’attuale periodo drammatico per i numeri della crescita demografica servono sia misure finanziarie sia misure di accompagnamento alla genitorialità. I consiglieri Rossi, Zanella, Marini e Tonini hanno invece espresso un voto di astensione non condividendo il carattere limitato del sostegno a fronte dell’emergenza demografica, che richiederebbe invece misure strutturali.

L’articolo 20 introduce un sostegno economico a favore delle imprese agricole per quelle iniziative in grado di generare un effetto moltiplicativo e di leva finanziaria, anche attraverso l’accesso al credito. I consiglieri di minoranza hanno sottolineato l’opportunità, a fronte dell’importanza del settore agricolo e della particolare sofferenza del comparto dell’allevamento, fra i più colpiti dalla crisi economica, di valutare un aumento delle risorse destinate al comparto verificando la possibilità di riorganizzare l’utilizzo delle risorse in risposta all’esigenza di scelte, anche difficili, che deve compiere chi ha la responsabilità di amministrare la Provincia. Il consiglieri Savoi ha invece ricordato l’estrema attenzione e prudenza che deve caratterizzare la gestione del bilancio.

L’articolo 21, recante disposizioni per indennizzare le famiglie che hanno rinunciato anticipatamente all’immobile in cui vivevano a causa della realizzazione della circonvallazione ferroviaria di Trento, è stato oggetto di numerose domande tecniche di chiarimento.

Fra le proposte non condivise dalla Commissione si ricorda un emendamento aggiuntivo all’articolo 13 proposto dal consigliere Marini per consentire ai consiglieri provinciali che fanno parte della conferenza dei consultori degli emigrati trentini di muoversi sui territori di emigrazione per incontrare le comunità di origine trentina prevedendo che le spese sostenute per la trasferta siano a carico del bilancio del Consiglio provinciale. Il legislatore nel 2000 aveva riconosciuto un ruolo ai consiglieri all’interno delle attività della conferenza ma l’interpretazione attuale della normativa è particolarmente restrittiva e non consente di esercitare alcuna funzione in ordine alla definizione delle linee progettuali e programmatiche degli interventi provinciali in materia di emigrazione e alla partecipazione dei momenti di illustrazione delle attività svolte (vedasi interrogazioni 3837/XVI, 3838/XVI e 3850/XVI). A tal riguardo il consigliere Marini ha ricordato che l’ultima conferenza dei consultori si è svolta nella scorsa consiliatura (2017) e che, salvo emergenze sanitarie o di altro tipo, la prossima si svolgerà nel 2023 a pochi mesi dal termine della legislatura. A motivazione della posizione contraria il consigliere Job ha osservato l’assenza di controlli.

Il disegno di legge n. 167 “Legge di stabilità provinciale 2023” con 5 voti favorevoli (La Civica, Lega Salvini Trentino e GM-consigliere Job) e 4 voti contrari (Futura 2018, GM-consiglieri Marini e Rossi e PD del Trentino).

A seguito delle riflessioni svolte nel corso dell’istruttoria e del dibattito, con cui i consiglieri provinciali hanno espresso con completezza e in modo esaustivo le rispettive posizioni in merito al complesso della manovra e alle proposte in cui essa si articola, la Prima Commissione ha concluso i propri lavori esaminando il disegno di legge n. 168 “Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2023 – 2025” il quale è stato approvato, negli articoli e nella votazione finale, con 5 voti favorevoli (La Civica, Lega Salvini Trentino e GM-consigliere Job) e 4 voti contrari (Futura 2018, GM-consiglieri Marini (M5S) e Rossi e PD del Trentino).

– cons. Alex Marini –

Note:
* Nel saggio Le leggi fondamentali della stupidità umana l’economista Carlo M. Cipolla fa rientrare gli essere umani in una delle quattro categorie fondamentali – gli sprovveduti, gli intelligenti (gli unici che con le proprie azioni creani guadagno per se stessi e per gli altri), i banditi e gli stupidi – e specifica che nelle società in declino si verificano due fenomeni: il primo che ai membri stupidi della società è concesso dagli altri membri di diventare più attivi; il secondo che c’è un cambiamento nella composizione della popolazione dei non stupidi, con un aumento relativo del numero degli sprovveduti (soggetti che inconsapevolmente subiscono perdite a causa dei comportamenti altrui) e dei banditi (soggetti che creano guadagno per se stessi ma distruggendo i guadagni altrui).

2 Replies to “Legge provinciale di stabilità 2023: la relazione di minoranza e il pacchetto di emendamenti del M5S”

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