Circonvallazione ferroviaria Trento, mediazione Tonina irricevibile

Stamattina l’assessore provinciale Mario Tonina è arrivato in Consiglio provinciale una proposta “pacificatrice” rispetto alla questione della circonvallazione di Trento. Intento apprezzabile, peccato solo si tratti di un testo totalmente annacquato rispetto alle reali necessità di tutela dell’interesse pubblico costellato da espressioni generiche e privo di qualsivoglia impegno concreto, verificabile e tangibile.

Per capirci, nella proposta di risoluzione avanzata da Tonina non ci sono riferimenti legislativi specifici, nessun riferimento agli studi di fattibilità esistenti, nessuna garanzia di tutela per le oltre 200 fonti d’acqua minacciate dai lavori e per l’integrità del torrente Fersina sotto il quale dovrebbero estendersi i tunnel ferroviari, nessun riferimento ai dati relativamente alle previsioni trasportistiche, nessun impegno concreto nel individuare azioni per valutare i rischi, i costi e i benefici dell’opera, nessuna indicazione su come e secondo quale normativa dovrebbero svolgersi i cosiddetti “percorsi di partecipazione”, nessuna garanzia sulla trasparenza che dovrà essere assicurata a rappresentanti politici e cittadini.

Nel documento proposto ci sono solo indirizzi vaghi rispetto alle modalità con cui dovrebbe svolgersi l’informazione alla cittadinanza, un invito generico ad accompagnare il Comune di Trento nell’esecuzione del progetto ed altri interventi che, in un contesto politico civile, democratico e sviluppato, sarebbero assolutamente scontati e che qui invece ci vengono venduti come chissà quale conquista!

La circonvallazione ferroviaria rappresenta il più grande intervento infrastrutturale sul territorio trentino nei primi 30 anni di questo millennio. Anche per questo si dovrebbe lavorare in maniera più decisa per assicurare un ampio confronto pubblico con le comunità, sia in rapporto agli enti locali sia in rapporto alla cittadinanza.  Il confronto si dovrebbe infatti svolgere nelle fasi iniziali del progetto, quando tutte le ipotesi e tutte le opzioni sono ancora percorribili, compresa l’opzione zero o quella di individuare tracciati alternativi. I risultati del confronto dovrebbero sì migliorare le soluzioni progettuali nel senso dell’effettiva risposta ai bisogni della collettività ma prima ancora dovrebbero servire a discutere l’opportunità degli interventi stessi (cosa che peraltro è difficile fare senza un’analisi costi-benefici accessibile a tutti). Tutte cose che non sono avvenute e non avverranno, perché è palese a tutti come le decisioni siano già state prese ad un livello sovraordinato e non ci sia alcuna volontà di mettere in discussione alcunché. A condizioni simili dunque, il confronto con la cittadinanza e gli enti locali si traduce in una farsa propagandistica e nulla più.

Per tutte queste ragioni credo che il documento proposto dall’assessore Tonina sia irricevibile e per questa ragione ho scelto di non mettere la mia firma su un documento che è in tutto e per tutto il simbolo di un metodo di lavoro sbagliato, che come tale determina automaticamente anche risultati irrimediabilmente sbagliati. La necessità di spendere 930 milioni e “far girare la grana” a prescindere da qualsiasi altra considerazione non può essere l’unica motivazione del nostro agire politico.

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Questo il video del mio intervento in Aula tramite il quale spiego il mio mancato appoggio alla mediazione al ribasso proposta dal vicepresidente Tonina

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