Voto per corrispondenza nei referendum comunali. Introdotta nel Codice degli Enti Locali la possibilità di disciplinare le consultazioni locali con procedure più aperte e democratiche

Nel corso della manovra di assestamento regionale abbiamo finalmente ottenuto l’approvazione di un emendamento (em. 2644/3 al ddl 53/XVI) che inserisce nel Codice degli Enti Locali della regione Trentino-Alto Adige/Südtirol la possibilità di utilizzare il voto per corrispondenza per i referendum e le consultazioni popolari di livello locale.

È da inizio legislatura che il M5S si batte per affermare l’utilizzo del voto per corrispondenza nelle consultazioni elettorali e referendarie, sia a livello provinciale che comunale. A inizio legislatura avevamo proposto con successo una mozione (moz. 79/XVI) per impegnare la Giunta provinciale di Trento a fare le opportune valutazioni e a disporre i necessari studi e arrivare a inserire il voto per corrispondenza fra le possibilità di espressione delle preferenze elettorali a disposizione dei trentini con particolare riferimento ai cittadini iscritti nell’anagrafe degli italiani residenti all’estero e ai temporaneamente dimoranti fuori provincia.

Sempre in Trentino avevamo ottenuto l’approvazione di una disposizione normativa (Legge di stabilità 2021) in cui si finanziava uno studio per la modernizzazione delle procedure di voto anche attraverso l’introduzione del voto telematico e del voto per corrispondenza a favore degli elettori residenti all’estero.

Successivamente avevamo invece impegnato la Giunta provinciale a promuovere un’indagine per individuare i limiti, le criticità e le opportunità in ordine alla piena attuazione dell’articolo 29 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità sulla partecipazione alla vita politica e pubblica e a riportare l’esito dell’indagine alla commissione competente (risoluzione 92/XVI).

A livello regionale avevamo presentato, infruttuosamente, una serie di emendamenti in occasione dell’esame del disegno di legge di iniziativa giuntale per adeguare la normativa elettorale degli enti locali alle esigenze connesse all’emergenza Covid-19, chiedendo quindi l’introduzione del voto per corrispondenza in via sperimentale.

Diego Nicolini ed io avevamo infine presentato un disegno di legge regionale per disciplinare il voto per corrispondenza per l’elezione di Consigli comunali e dei referendum locali in Trentino-Alto Adige/Südtirol (DDL 29/XVI). Sulla proposta di legge il Consiglio dei comuni di Bolzano aveva espresso una parziale apertura, mentre il Consiglio delle Autonomie Locali di Trento, da par suo, aveva bocciato tutto dicendo che se da un lato la normativa appariva condivisibile non era prioritaria e “atta a scardinare l’attuale impianto normativo del procedimento elettorale”. Cioè consentire a più persone di votare, come si fa da decenni in tutto il mondo, sarebbe una minaccia per il procedimento elettorale che come possiamo vedere tutti funziona benissimo (certo funziona per lorsignori, che non vogliono ridurre l’astensione, dato che li avvantaggia). Lo stesso testo è stato respinto dalla Prima Commissione legislativa regionale con motivazioni altrettanto risibili (relazione della seduta del 14 febbraio 2022).

Nel trattare il disegno di legge regionale n.29, la Seconda Commissione legislativa aveva espresso parere negativo per gli aspetti finanziari. Paradossalmente senza considerare i risparmi organizzativi e di spesa che potrebbero derivare dall’applicazione del voto per corrispondenza (relazione della seduta del 17 marzo 2022). I risparmi, si sa, si fanno solo sulla pelle dei lavoratori. Quando si tratta di privilegi, regali agli amici e sprechi belli e buoni, allora non si prende nemmeno in considerazione di efficientare i processi. A fronte di tutto questo lavoro, l’approvazione dell’emendamento 2644/3 costituisce un solido passo avanti per la democratizzazione dei processi di voto nei comuni della nostra Regione. Starà alle singole comunità locali disciplinare il voto per corrispondenza nei rispettivi statuti comunali, ma almeno adesso abbiamo una disposizione normativa regionale che sancisce formalmente la piena legittimità di questa modalità di voto. Prima non lo era e il merito di quest’innovazione democratica è (come al solito) del M5S.

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Il testo dell’emendamento 2644/3 al ddl 53/XVI che introduce la possibilità del voto per corrispondenza in Trentino-Alto Adige/Südtirol

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